Era da un po’ di tempo che cercavo una scusa per fare un post sui Peanuts poichè ne sono appassionata non poco. Assolutamente senza aver calcolato la cosa, mi rendo conto che il primo post di questo mese cade proprio il 2 Ottobre. Data in cui, nel 1950, è comparsa la primissima striscia dei Peanuts.

Al tempo il giovane Schulz non era per nulla noto e venne pubblicato in una manciata di quotidiani. Chi avrebbe potuto prevedere che si sarebbe trovato con più di 2500 pubblicazioni giornaliere e successivamente numerosissime raccolte di strisce, senza contare il merchandising che ne è seguito.

Una cosa che non tutti sanno forse, è che il titolo di queste strisce inizialmente non doveva essere Peanuts, ma L’il Folks (piccole persone), purtroppo però esisteva a quel tempo un’altra striscia dal titolo molto simile, quindi la casa editrice lo ha accantonato in favore di Peanuts. Il nome in questo caso andava ad ispirarsi alla forma delle teste dei personaggi nelle prime scrisce, molto tondeggianti e più grandi rispetto al corpo. Schulz non prese bene il cambiamento, ma non ebbe molta scelta. In seguito al titolo principale si aggiunse anche il sottotitolo Good ol’Charlie Brown che compare soprattuto nelle strisce domenicali.

Il padre dei Peanuts è sempre stato una persona molto introversa e solitaria. Questa sua indole lo ha portato però a guardarsi intorno e a prendere ispirazione da ogni situazione a cui assisteva e ogni persona che incontrava. Molto della sua vita privata è riversato tra le sue strisce. Per esempio Lucy inizialmente nasce come rappresentazione di sua figlia, poi prende il carattere della moglie. Charlie Brown invece rispecchia riflessioni e pensieri dell’autore stesso, ma anche il suo passato: il padre è stato realmente barbiere! Ma l’aneddoto più curioso di questo personaggio è che è esistito sul serio un Charlie Brown, era un collega di Schulz, e ha pure cercato di guadagnare qualcosa da questa omonimia!

La lista di personaggi e spunti da cui sono tratti potrebbe essere infinita, senza contare le evoluzioni che ha avuto questa striscia unica nel suo genere.
Per prima cosa il disegno è cresciuto con Schulz e le sue noccioline: inizialmente i bambini sono rappresentati con un testone e come età sono più piccoli, piano piano anche loro crescono e aumentano le possibilità narrative. Si può osservare uno sviluppo nel tratto stesso dell’autore che cambia durante gli anni, soprattutto nell’ultimo decennio, per cui a causa della malattia, gli tremava la mano e quindi i suoi disegni hanno preso quel caratteristico tratto un po’ frastagliato e ondeggiante, non per questo però hanno perso in qualità.

Insieme al disegno, le tematiche trattate e la preponderanza di alcuni personaggi sono cambiate con gli anni. Se nei primi decenni si può osservare un umorismo più profondo e in un certo senso “tagliente”, con il tempo le tematiche più profonde andranno a scemare, mai sparendo del tutto, ma lasciando più spazio all’umorismo e a gag ricorrenti.

Negli ultimi anni il protagonista assoluto infatti diventa Snoopy, che passa da essere un semplice beagle che accompagna Charlie Brown, ad aver la capacità di esprimersi, fino a vivere numerosissime personali avventure. Sorprendentemente infatti, il suo personaggio non nasce con la capacità di pensare e atteggiarsi in modo “umano”, anzi non avrà la possibilità di comunicare con i baloon per diverso tempo dall’uscita della prima striscia.
Snoopy diventa iconico per questa striscia, infatti le storie più assurde che si ricordano sono le sue: i combattimenti con il barone rosso, Joe Falchetto, la ricerca della sua famiglia.

L’universo dei Peanuts però non è composto da questa manciata di personaggi principali, è e diventa con il tempo una famiglia molto numerosa e variegata. Charlie Brown avrà una sorellina di nome Sally, dal caratterino forte e con un pessimo rapporto con la scuola, mentre Lucy avrà addirittura due fratelli: il filosofo Linus e il piccolo Replica; si scoprirà che persino Snoopy ha una familgia molto numerosa. Anche sul campo di gioco e a scuola però si faranno incontri di molti personaggi come Piperita Patty, il polveroso Pig Pen e molti altri.
Come non poter dedicare qualche riga ad uno dei personaggi più famosi della striscia, ma che non si è mai visto in faccia: la ragazzina con i capelli rossi. Il grande amore di Charlie Brown che per 50 anni cercherà il coraggio di parlarle, ma sempre fallendo e limitandosi a stare a guardarla da lontano.

Una particolarità di questa striscia è l’essere a “formato bambino”, infatti non è difficile far caso che non è presente fisicamente nessun adulto nelle strisce, al massimo vengono solo nominati. Questo permette a Schulz di ridimensionare gli spazi adattandoli ai suoi Peanuts. Anche i personaggi risentono di questa libertà, infatti è anche grazie all’assenza di adulti che Schulz può concedere loro di discutere di tematiche più “da grandi”, di essere loro quelli maturi della situazione, senza temere un confronto o un giudizio.

Non è solo la scelta registica a rendere particolari queste strisce, infatti, come capitava spesso a quel tempo, c’era la necessità di poter adattare il proprio lavoro allo spazio che ogni quotidiano offriva. Per questo le strisce quotidiane hanno la caratteristica forma di quattro quadrati. Mente in quelle domenicali la prima striscia consisteva solo nel titolo e in qualche battuta che non comprometteva la comprensione della storia, così da permetterne la pubblicazione anche in spazi piccoli, tramite l’eliminazione della prima parte.

I Peanuts hanno accompagnato il loro autore fino alla fine. Schulz aveva disegnato strisce da pubblicare fino al 13 febbraio 2000, allegando all’ultima una lettera di saluto e ringrziamnto ai lettori e ai suoi personaggi. La malattia non gli permetteva più di mantenere il ritmo delle pubblicazioni e quindi aveva deciso di smettere, lasciando l’indicazione di non far continuare ad altrui autori il suo lavoro. La particolarità di questa scelta è che Schulz è morto proprio in corrispodenza dell’ultima pubblicazione. Quasi a simboleggiare (in modo forse un po’ inquietante) come Charlie e gli altri fossero parte centrale della sua vita.

Potrei continuare all’infinito, ma mi rendo conto di essermi dilungata decisamente troppo, vi lascio con quell’ultima affermazione un po’ macabra.

Buon compleanno dei Peanuts!