Dedicato a Napoleone

“C’era una volta un imperatore,
si chiamava Napoleone.
E quando non aveva torto di sicuro aveva ragione…
Napoleone.
Napoleone era fatto così,
se diceva si no, non diceva di sì,
quando andava di là, non veniva di qua,
[…]”

Napoleone è senz’altro figura mitica oltre che storica appassionante da molti punti di vista, affascinante anche per i bambini che dapprima non ne comprendono pienamente il nome pensando si tratti di qualcosa che abbia a che fare con un leone! I versi qui sopra sono della canzone di Sergio Endrigo con testo di Gianni Rodari “Napoleone” (pubblicata per la prima volta nell’LP “Ci vuole un fiore” nel 1974), noi la ascoltiamo da sempre e quando mia figlia era piccola chiedeva della “canzone del Leone” e vi garantisco che ci ho messo inizialmente giorni per capire che si trattava di quella e non del “Leone si è addormentato” che mi ostinavo a proporle in risposta alla sua richiesta ottenendo la più totale disapprovazione da parte della mia piccola costretta ad avere a che fare con una tale mamma camelide*!
Il giovane Napoleone (Gallucci, 2006) è un bel libro interessante e divertente che racconta la gioventù e l’umanità del famosissimo personaggio in una narrazione che lascia sempre il dubbio di trovarsi di fronte a contenuti storicamente “veri” o puramente frutto della fantasia dell’autore (sicuramente ad entrambi). Dubbio legittimato dalla facilità di lettura della storia e dal fatto che il suo autore, Ernesto Ferrero (grande intellettuale italiano), ha dedicato a Napoleone anche dei saggi storici.
Il racconto si svolge, dopo un brevissimo flash back nell’infanzia del protagonista, a Sant’Elena quando Napoleone è stato ormai sconfitto e confinato e si trova a raccontare se stesso ad una bambina impertinente figlia dell’unica famiglia abitante dell’isola. L’ironia da cui prende le mosse la narrazione sta nella scoperta stessa dell’isola di Sant’Elena da parte di Napoleone bambino che la prima volta che la notò sull’atlante geografico “lì per lì credette che fosse una cacca di mosca   […] Guardò meglio. Accanto al puntino c’era scritto un nome: San’Elena. Che ci faceva quell’isola microscopica in mezzo al mare? Di chi era? Chi ci viveva? Ci arrivava mai qualcuno, magari per sbaglio? Per sbaglio no, si disse, era impossibile arrivarci per caso. Sarebbe stati più difficile che trovare una ago nel pagliaio. (p. 11) Altro che ironia del destino! E già, “il destino è quel che è” direbbe Frankenstein Junior e il racconto in questo caso credo davvero che piacerà molto a ragazzi e ragazze (dai 9 anni ad libitum) amanti della storia e delle avventure in generale.

Ernesto Ferrero, Il giovane Napoleone, Gallucci, 2006.

*Per il significato della parola camelide si rimanda al post del 25 giugno dedicato al libro “La sedia blu”: l’apparenza inganna

Teste Fiorite