Del raccontar storie…dritte o al rovescio? Parte prima

Pifferaio, Emanuele Luzzati, serigrafia a colori.

Voi che storie preferite raccontare, o leggere, a voi stessi e ai bambini? Siete degli amanti delle favole classiche o preferite altro? Questo è un tema che da sempre mi affascina, mi sembra quasi che chi tenda alle storie “nuove” faccia male i conti con le favole classiche e viceversa…Io, ad esempio, con le favole classiche cerco di averci il meno a che fare possibile, non le racconto volentieri, non che ne rinneghi l’importanza inconfutabile, eppure a queste preferisco le favole al rovescio o sbagliate, quelle di Rodari che per primo ha avuto l’intuizione geniale e con le quali sono cresciuta, e quelle che sempre possiamo inventarci o leggere di nuove.

“Le fiabe sono vere”, scriveva Calvino, indubbiamente, ma ho come l’impressione che se cerco un altro mondo possibile devo partire da nuove fiabe possibili, rivendicare la verità anche di una storia sbagliata. La cicala che regala il suo bel canto e che riceve in dono la generosità, o il topo Federico di Lionni (Babalibri) che scalda i compagni nel freddo inverno creando per loro le immagini dei colori forse oggi non valgono di più della formica stacanovista? …non solo le provviste materiali sono vitali..
Il difficile è spiegarlo agli adulti! E’ vero anche, non lo nego, che c’è un tempo per ogni cosa, uno per il lupo che deve essere cattivo e cacciato perché l’immaginario inconscio del bambino piccolo si rassicuri ammettendo la possibilità del nero e poi della salvezza; ed uno per il sostegno al povero lupo vessato, ma anche qui nuovi albi, nuove poesie narrative ed illustrative ci possono venire in soccorso (penso, ad esempio, agli albi bellissimi di Dorotheè de Monfried o ai meravigliosi lupi di Ramos, editi da Babalibri).
Ma forse il punto è intendersi su cosa una cerca dalle favole…se si raccontavano, e qualche volta ancora si raccontano, per fare star buoni è ovvio che il classico è perfetto, ma a che prezzo da parte del bambino?
Come cantava una canzone della mia infanzia che ancora ascolto e ancora canto con i miei bambini, tratta dai versi di Rodari e dal genio di Mario Piatti,

Tutto cambia: le nuvole,

le favole, le persone…

la formica si fa generosa…

è una rivoluzione

Ecco, vorrei proprio che i libri, le favole, facessero la rivoluzione, creassero un immaginario diverso, generoso, colorato, che vada bene per i maschi e per le femmine, pacifico e in futuro reale. Troppo? Nooo! Si può fare (come diceva Franckenstein Jr.)!

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