Libriamoci e liberiamoci….sempre!

da Alessandro Sanna, Castelli di libri, Panini

Il gioco di accostamenti semantici tra le parole “Libro” e “libero” è frequente e senza dubbio efficace, chi legge più libri è senz’altro più libero, nel pensiero, nelle emozioni ed in tutto ciò che un libro può dare (non a caso “Più libri più liberi” è la più importante fiera nazionale della piccola editoria). “Libriamoci” è invece il nome dato alla 3 giorni proposti dal ministero della cultura dedicati alla lettura nelle scuole. Si stanno creando e organizzando nuovi e vecchi gruppi di lettori volontari che andranno in giro per le scuole tra il 29 e il 31 ottobre a…leggere, come se fosse una cosa straordinaria. Forse lo è, se pensiamo allo stato delle nostre scuole e spesso alla poca preparazione degli insegnati in materia di letteratura per l’infanzia, ma forse non lo dovrebbe essere, se pensiamo che davvero la lettura ci liberi. Parte anche da qui la scelta dell’associazione ICWA, Italian Children Writers , che raccoglie oltre cinquanta autori per bambini e ragazzi italiani, di inviare direttamente al ministro Franceschini una lettera per…ribadire l’importanza della promozione alla lettura non come evento ma quale elemento fondante del percorso di formazione di bambini, futuri cittadini, e la non gratuità della cultura, perchè tutto in questi contesti deve essere demandato al volontariato? La lettera è interessante e se volete la leggete qui; il punto però secondo me è anche un altro: le letture animate o meno, fatte da grandi attori, genitori improvvisati o celebrità, basta per promuovere la curiosità e l’amore per i libri? Dipende, direbbe l’associazione Teste fiorite, la lettura secondo noi non può essere solo un evento, uno spettacolo a cui bambini e ragazzi possono aver piacere di assistere ma che alla fine non sempre, anzi quasi mai, riesce a mediare il contatto fisico col libro, il desiderio di leggerelo e farselo rileggere, di toccarlo, semplicemente la curiosità di vedere di cosa si trattava. Non per niente, credo, spesso i “lettori” di professione, coloro che si occupano di promozione della lettura, hanno una formazione teatrale, propongono letture bellissime da ascoltare e da vedere, affabulano moltissimo e in questo senso il loro lavoro è fondamentale, ma il libro è la loro base di partenza, non diventa però e per questo base di partenza del piacere e della conoscenza (o se preferite del piacere della conoscenza) per i piccoli spettatori.
Leggiamo, sempre e dovunque, ma soprattutto portiamo i bambini e i ragazzi (e gli educatori e gli insegnanti che li crescono a scuola) ad avvicinare il libro loro stessi, a riconoscerlo come strumento e base di ricerca per qualsiasi cosa stiano cercando o vogliano diventare!
Qui ci vuole proprio una filastrocca…. Filastrocca per tutto:

 Ombra o sole, sinistra e destra
Giù dalla mia finestra
In mezzo al mondo mi giro e mi volto
Le cose mi piacciono molto.
(Di Tognolini da Mal di pancia calabrone, illustrazioni di Giulia Orechia, Nord Sud edizioni).
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