1 dicembre: “L’autobus di Rosa”

Oggi è il 1 dicembre del 2014, avete già preso un autobus o un mezzo pubblico, oggi? Avete ceduto il vostro posto a qualcuno?

Cedere il posto a chi ne ha più bisogno è un atto di educazione e anche un po’ di generosità, insegniamo ai nostri bambini, ma c’è stato  un tempo e un luogo, e purtroppo ancora ce ne sono, in cui cedere il posto era un obbligo per chi era considerato socialmente, e umanamente inferiore.

Fabrizio Silei, Maurizio Quarello, L’autobus di Rosa, Orecchio acerbo, 2008.

Nei civilissimi Stati Uniti del dopoguerra, gli stessi che hanno fatto la guerra ai nazisti in nome della democrazia e dell’uguaglianza, l’apartheid non permetteva ai cittadini di colore di sedere sui mezzi pubblici. Quando si nomina l’apartheid credo che a tutti venga in mente il Sudafrica di Nelson Mandela, ma quanti fanno i conti con l’America?
Quanti si ricordano che Jesse Owens, un vero peso massimo della storia dello sport, campione olimpico nel 1936 ai giochi di Berlino dove si rifiutò di fare il saluto nazista passando alla storia, nel suo Paese doveva allenarsi in palestre diverse e cambiarsi in spogliatoi per “negri”?

Il 1 maggio del 1955 Rosa Park con gentilezza e fermezza si rifiutò di lasciare ad un bianco il posto che aveva occupato sull’autobus. Semplice e pacato gesto che ha dato inizio a quel processo della magistratura ma soprattutto della società che ha portato a dichiarare incostituzionale l’apartheid negli Stati Uniti.

Quello stesso giorno un altro nero si trovava sullo stesso autobus di Rosa, il nonno di Ben, che invece si alzò. Oggi, grazie alla casa editrice Orecchio Acerbo, ogni volta che si aprono le pagine del libro, quell’uomo ritrova la propria dignità portando suo nipote in visita al museo dov’è esposto il mezzo di trasporto che ha cambiato il cammino dei diritti. Racconta la sua storia e…forse la sua vergogna, la vergogna che forse lui provò per il bianco a cui cedette il posto; quella stessa vergogna per la “massa grigia” che ci racconta con pagine indimenticabili Primo Levi ne I sommersi e i salvati (Einaudi).

L’autobus di Rosa è l’albo illustrato da Quarello e narrato da Fabrizio Silei che l’editore Orecchio Acerbo ha edito per raccontare ai nostri ragazzi e ragazze – la lettura è consigliata dai 9 anni – che a volte l’educazione può essere relativa, i diritti vengono prima!

A pochi giorni da Fuorigioco mi capita con piacere di tornare su una triade a dir poco potente: Silei – Quarello – Orecchio acerbo, non è un caso, così come nulla lo è in questo albo in cui parole illustrazioni e grafica di amalgamano per farci anche annusare l’odore di quell’autobus, i colori di quegli anni.
Dall’Austria nazista all’America degli anni Cinquanta, cambia lo sfondo ma la scelta di editore, autore e illustratore all’unisono mi pare la stessa: rendere i bambini che hanno la fortuna di entrare in queste pagine partecipi della Storia, perché capiscano che la Storia è fatta di piccoli e potentissimi gesti quotidiani di piccole storie individuali.

p.s. Una delle carte del Cammino dei diritti di Rivola Fatatrac è proprio il 1 dicembre 1955…ve lo ricordate giocatori del flashbook del 20 novembre?

Un pensiero riguardo “1 dicembre: “L’autobus di Rosa”

  • 2 Dicembre 2014 in 11:31
    Permalink

    Bellissimo!

I commenti sono chiusi

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!