“San Francesco e la notte di Natale” di Chiara Frugoni

Non so se ve ne siate già accorti ma il Natale è alle porte…le case editrici fanno a gara per far uscire libri ad hoc sul Natale e per Natale, chi è molto raffinato (e le teste fiorite lo sono) le chiama “strenne” natalizie.
Renne? No, no, Strenne!
Arrivano con Babbo Natale ma diciamo che Babbo Natale le porta e non viene portato, insomma le strenne sono edizioni speciali, un po’ più “lussuose” (per intenderci non tascabili economici), pensate e preparate con bellezza e qualità per far buon sfoggio di sé sotto l’albero.

Chiara Frugoni, ill. Felice Feltracco, San Francesco e la notte di Natale, Feltrinelli, 2014.

Il libro di oggi è una strenna di Feltrinelli, una sorta di continuo di un libro di cui vi ho già parlato, San Francesco e il lupo e non me lo sono fatta sfuggire.

Per tipologia è identico al primo, grande autrice, Chiara Frugoni, massima esperta di San Francesco (ma vi rimando per questo la post precedente), illustrazioni ad acquerello di Felice Feltracco, albo quadrato di medio formato con copertina cartonata, per bambini dai 7 anni.

Questa volta il protagonista insieme a Francesco non è il lupo ma…il Natale, o meglio, il viaggio che Francesco compie per andare a festeggiare il Natale con gli amici di un paesino vicino ma non troppo per un uomo sfinito. Gli animali accompagnano Francesco nel percorso, le lucciole appaiono magicamente d’inverno per illuminargli la strada e per dar forma ad un Gesù bambino nella mangiatoia fatto di luce.

Le tavole ad acquerelli di Feltracco accompagnano dolcemente e realisticamente il racconto, bellissima mi è parsa l’immagine in cui fratello asino tocca dolcemente il braccio di Francesco, che cammina a fatica, per convincerlo ad accettare un passaggio. E’ davvero una pagina emozionante in cui l’uomo accetta dal fratello l’aiuto propostogli da pari a pari, da un asino che comprende di cosa l’amico ha bisogno.

Spesso ci sono stati grandi studiosi e grandi scrittori che hanno prestato la loro penna ad una pubblicazione rivolata all’infanzia, spesso i risultati non sono stati all’altezza della fama; chi ci prova lo sa, scrivere per bambini e ragazzi è in qualche modo più difficili. La Frugoni, la cui grandezza di studiosa certo non va ribadita, ci riesce, con un linguaggio semplice e leggero ci avvicina a Francesco e soprattutto si avvicina ai bambini.

Né in questo libro né nell’altro il protagonista nel racconto viene mai chiamato col nome di Santo  credo per due ragioni di fondo – e mi piacerebbe tanto tanto sentire la Frugoni su questo! -: innanzitutto una ragione storica, che la storica non può aver sottovalutato, ovvero Francesco a quel punto della sua vita non era ancora Santo; in secondo luogo ma sullo stesso piano, perché la storia che ci viene raccontata non vuole umanizzare il santo ma rendere la grandezza dell’uomo in quanto tale.
Forse in questo stesso senso va ciò che dice Francesco ad un certo punto: “Non occorre fare un viaggio fino in Palestina. Ogni posto è Betlemme, se viviamo volendo bene a quel piccolo Bambino venuto al mondo per portare la pace. Non dobbiamo avere nemici tranne uno, il mostro della guerra”.
Religiosi e laici, sbandieratori delle radici cristiane dell’Europa, come la mettiamo con il mostro della guerra? E con l’amore che si deve ad ogni bambino che nasce?
Mi pare che il messaggio sia adeguato ad ogni bambino di ogni religione (o meglio appartenente ad una famiglia di qualsiasi religione) se non fosse per il titolo sarebbe perfetto! Già, perchè se la Frugoni ha evitato con cura di chiamare Francesco con un qualche appellativo, la casa editrice è stata altrettanto attenta ad inserirlo nel titolo rispondendo a delle logiche di marketing editoriale su cui ci sarebbe un bel po’ da dire: forse Feltrinelli ha ritenuto, suppongo a ragione secondo i dati dei trend delle vendite, che “Francesco e la notte di Natale” (senza il “San”) avrebbe…catturato meno l’attenzione del pubblico a cui si rivolge l’albo. Si ma a chi pensavano? Mi sarebbe piaciuto che non avessero pensato solo ai credenti cattolici perché questo, dentro, è un albo proprio per tutti, laici inclusi!

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