“Come far felice un ippopotamo!”

So che siete persone molto ospitali ed in tal caso è opportuno che vi organizziate anche nel caso vi venga a trovare un IPPOPOTAMO, cosa per meno rara di quanto possa sembrare a prima vista.

Per prima cosa, come per ogni ospite che si accolga, è molto importante abbracciarlo e spalancare molto ma molto bene la porta per farlo entrare…e non è detto che basterà. Ma non importa, la vostra missione è quella di essere ospiti d’eccellenza dell’ippopotamo e soprattutto di farlo divertire, e poco vi dovrà importare se questo potrà comportare, come dire, qualche leggere modifica degli spazi o delle abitudini della vostra quotidianità.

Gli ippopotami giocano con l’acqua, fanno il bagno caldo con le paperelle e mega merende di verdura, tutta dovrà essere finalizzato a far felice l’ippopotamo ed a questo scopo, mi raccomando, dovrete sforzarvi di non farvi vedere tristi, anche se indubbiamente lo sarete, quando se ne tornerà a casa sua. Solo così il vostro amico ippopotamo continuerà a pensare a voi e si renderà conto che amico migliore non avrebbe potuto desiderare.

Bene, a questo punto, se avete seguito passo passo il manuale del buon ospite che intende far felice l’ippopotamo, sarete senz’altro pronti anche ad accogliere i suoi amici che moriranno dalla voglia di conoscervi, elefanti o giraffe che siano. Ma questa è un’altra storia.

Questo nuovo divertente albo edito da pochissimo da Babalibri rientra perfettamente in quel genere che mi piace tantissimo di albi nonsense votati – oltre che a rendere felice un ippopotamo – a far ridere e sorprendere anche i bimbi più piccolini! Come sempre la caratteristica che rende il nonsense esilarante e ci permette di sospendere del tutto l’incredulità per donarci anima e corpo alla narrazione per quanto assurda sia, è la presenza di un personaggio credibile. Questo è il segreto di un buon albo o di una buona storia dedita al nonsense: avere qualcuno a cui affidarci con fiducia perchè ci conduca nel paese delle meraviglie dell’assurdo ed in quest’albo la bambina protagonista intenta a far felice l’ippopotamo, esattamente come la Flavia di Un mammut in frigorifero assolve perfettamente al suo ruolo di traghettatrice tra il mondo della realtà e quello dell’assurdo fantastico (oltre che naturalmente quello della savana!).

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