L’editoria: questo mondo sconosciuto

Eccomi!!! Sono tornata!
Vi sono mancate le mie riflessioni giornaliere sui libri per l’infanzia?

Mah, preferisco non sapere la risposta e ricominciare da dove avevo lasciato ma, spero, con un qualcosina in più di consapevolezza come sempre accade quando si viaggia un po’ per altri Paesi. Sono stata una settimana a Parigi per lavoro e gli spunti per “spovincializzare” la mia visione italianocentrica dei libri e soprattutto del mondo dell’editoria mi pare non siano mancati, li accumulo qui semplicemente per condividere qualche riflessione in ordine sparso.

Come arrivano in Italia, ma la cosa vale, ovviamente, per qualsiasi Paese, libri editi in altri Stati? Quali contrattazioni ci sono dietro e soprattutto come ragiona il marketing o chi per lui, di una casa editrice quando comprando i diritti di un libri decide di cambiare un font, una copertina, o perfino magari l’autore e il formato dell’opera?

Purtroppo non ho risposte però queste domande che mi pongo le ho circostanziate con esempi interessanti, sperando possano interessare anche voi e ve li propongo cominciando dai casi più semplici.

 

L’ Ecole des loisir è ad esempio una casa editrice francese che mi piace moltissimo e che seguo da un po’, tanto per intenderci è quella “gemellata” con la nostra splendida Babalibri il cui catalogo proviene sostanzialmente dalla Francia. La casa “made” francese quest’anno festeggia 50 anni e la figlia italiana solo 15 quindi è evidente che i cataloghi sono molto diversi ma vale senz’altro la pensa buttare l’occhio a come si presenta oggi l’école des loirir in Francia per vedere magari come si evolverà, o forse no, la nostra Baba. Ad esempio praticamente tutti i titoli sono proposti nella doppia edizione di albo cartonato e di piccolo tascabile come quelli della collana “Badabum” che Babalibri ha da qualche anni inaugurato con, credo, buon successo. La scelta del tascabile evidentemente ha pagato bene visto che ci permette di avere libri eccellenti spendendo meno e soprattutto pronti per essere portati in tasca, nello zainetto o dove vogliate sempre con voi. Tra i vari titoli non arrivati in Italia mi ha colpito uno di Ramos che, come sapete, amo molto, s’intitola Mon oeil, di primo acchito mi sono chiesta perché non ci fosse in Italia (e per altro non è l’unico assente della bibliografia di Rammos) poi sfogliandolo mi sono resa conto del motivo: si tratta di una specie di mini dizionario dei modi di dire in francese che utilizzano la metafora dell’occhio. Ogni espressione è accompagnata da un’illustrazione di Ramos i cui protagonisti sono i suoi prediletti lupi e porcelllini, certo un albo del genere risulterebbe intraducibile in un’altra lingua che non presenti gli stessi modi di dire. Un po’ come tradurre in italiano il gioco di parole di The importance of being Earnest di Oscar Wilde che in Italia, per cercare di salvare il gioco di parole è diventato, a mio parere abbastanza goffamente, L’importanza di chiamarsi Franco… Mi sono chiesta se ci siano anche in italiano casi di intraducibilità e certamente ve ne sono, se ve ne vengono in mente nell’ambito della letteratura per l’infanzia me lo dite per piacere?

Tra i libri noti che mi hanno colpito in edizione francese c’è 365 pinguini edito in Italia da Castoro con un formato dei più grandi a disposizione, un vero e proprio super album che ho ritrovato a Parigi in versione piccolissima, tascabile, come un piccolo “Bababum” edito da Naive.

Mi sono chiesta allora quale sia stato il formato originale con cui l’autore avesse pensato ed edito per la prima volta il libro, poi mi sono chiesta cosa spinge una casa editrice a cambiarlo in vista del mercato di riferimento, la stessa cosa me l’ero chiesta davanti ai libri dei Mumin editi da Salani in cui il font scelto dalla casa editrice italiana, del tutto diverso da quello di altre edizioni europee, rende il testo davvero di difficilissima lettura.
Tra una domanda, forse un po’ oziosa, e l’altra, mi è caduto l’occhio su un caso che mi è parso emblematico di manipolazione di un testo da un’edizione di un Paese a quella di un altro ( e nel termine manipolare non metto in questo caso necessariamente un’accezione negativa): 
L’avete riconosciuto? E’ la stessa edizione del cappuccetto rosso edito qualche mese fa da Topipittori…
Ma figuriamoci, non mi verrete mica dietro! Non si ratta affatto della stessa edizione, le tavole sono le stesse ma tutto il resto? 
C'era una volta una bambina
Guardate qui, Le petit Chaperon Rouge è diventato C’era una volta una bambina e l’autore che nel primo caso corrisponde a Perrault nel secondo è Giovanna Zoboli, solo la copertina e le immagini della Concejo cono rimaste le stesse e credo che decisamente non si posa parlare dello libro.
L’albo edito da Topipittori qualche mese fa e tanto presentato in varie sedi se non ricordo male anche con le tavole originali e la partecipazione dell’illustratrice (ma qui posso ricordare male) è un libro in cui testo e illustrazione dialogano in maniera assolutamente incredibile, il testo della Zoboli, con le sue anafore, i suoi ritorni, l’ho trovato una bellissima rilettura d’effetto della storia di Cappuccetto rosso accompagnata dal dipanarsi (alla lettera, come una matassa) della stessa storia contrappuntata con illustrazioni di una forza impressionante.
Come dicevo, non so quali siano i “movimenti” editoriali dietro tutto questo, semplicemente il mondo dell’editoria mi incuriosisce, o forse mi incuriosisce il mondo dei lettori che il mercato editoriale si figura quando compra e se necessario modifica, qualche titolo dall’estero! 
Mi fermo qui con le poche riflessioni e spero qualche spunto!
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