“Zio ventone” di Adolfina de Marco

Fate mai caso al vento? Al respiro del mondo che vi soffia in faccia?

Che aria tira lì dove siete voi oggi?
Qui leggera brezza, fresca ma discreta, tanto da muovere foglie e fiori e far gentilmente asciugare i panni.

Tra tutti i fenomeni atmosferici forse il vento è quello a cui prestiamo meno attenzione, a meno che non soffi a 100 km/h o a 30 gradi sotto zero sulla prospettiva Nevsi; d’altra parte, non prestiamo attenzione nemmeno al nostro respiro a meno che non abbiamo il fiatone o ci sentiamo soffocare.

Ecco, il vento è il respiro del mondo, non ce ne accorgiamo fino a quando non ci richiama con forza in qualche modo. Il vento è l’anima del mondo? Può essere ma in questo momento poco importa, soprattutto non importa ai bambini ai quali però è difficile far sfuggire qualcosa e, loro, il vento lo sentono, lo sentono negli occhi, tra i capelli, nelle girandole e nelle giostrine mobiles che tanto giustamente li incantano sin dalla nascita!

Ma che cos’è il vento? O piuttosto sarebbe meglio chiedere CHI è il vento?

Gli zii sono quelle presenze defilate in famiglia a cui si possono attribuire i caratteri e le varianti più disparate ma zii si può anche diventare, per semplice empatia, affinità elettiva, doti che di fatto fanno diventare parte della famiglia pur senza titoli genetici.
Forse è per questa sua disponibilità empatica e per la sua natura mutevole che Adolfina de Marco per raccontare ai bambini del vento lo ha immaginato come un vecchio zio.
Quando arriva zio Ventone, come una vera e propria boccata d’aria – fresca o calda è da vedersi – tutto si scompiglia, i fogli sulla scrivania, i capelli, gli ombrelli e perché no i pensieri e le emozioni che prendono a girare insieme al lui come, appunto, le girandole!

E proprio una girandola è la compagna prediletta dello zio Ventone, lei così disposta ad assecondare le sue inclinazioni in maniera tanto solerte e colorata da diventare un’elica immaginaria per ogni bambino che la incontri; e proprio una girandola è il la creazione ludica, così ad Adolfina piace chiamarla, che accompagna la pubblicazione di Zio Ventone albo illustrato edito lo scorso luglio da Le Brumaie con le bellissime illustrazioni di Benedetta Nigelli.

Zio Ventone si presenta come un albo illustrato orizzontale con un bel testo in rima che ci accompagna leggero e mutevole tra le pagine a scoprire tutti i caratteri del vento accompagnato dalle illustrazioni della Nigelli che dal 2013 ha cominciato ad elaborare per Adolfina questo personaggio assai particolare, talmente sfuggevole da esser diventato forse a volte anche una sfida grafica oltre che atmosferica! Ma per tipologia del contenuto questo albo si colloca in quel territorio della letteratura per l’infanzia, relativamente nuovo ma sicuramente in via di proficua evoluzione, a metà tra l’albo illustrato e la divulgazione scientifica, un metodo per accompagnare i bambini alla scoperta di fenomeni naturali senza rinunciare alla narrazione, alla rima in qualche caso, all’illustrazione di qualità e ispirazione.

Adolfina de Marco è una cara amica espertissima di letteratura per l’infanzia e forse ancor di più appassionata di cultura ludica, il suo sguardo non tralascia mai di immaginare il punto di vista del bambino, lettura e gioco si fondono così come naturalmente avviene nell’approccio spontaneo dell’infanzia alle cose del mondo e proprio per questo ha fortemente voluto che al libro si accompagnasse un gioco! Benedetta Nigelli è illustratrice esperta e capace che ha creato per zio Ventone delle tavole davvero belle; Le Brumaglie è un piccolo editore piemontese il cui catalogo risulta sicuramente arricchito dalla presenza di un po’ di vento a scompigliare le pagine!

In Italia, mi pare di capire, la cultura dell’albo illustrato di divulgazione e gioco fatica a prender piede, ci piacciono ancora tanto, forse troppo, le pubblicazioni che odorano di enciclopedismo, di supposta scientificità, che ci risolvono il problema della messa in gioco nei confronti del bambino a cui raccontare il mondo. Retaggi di vecchio strutturalismo? Mah, fatto sta che preferiamo di solito i libri che per i fenomeni scientifici ci danno risposte scientifiche, e va benissimo, ma proviamo a pensarla dall’altra parte, forse, in alcuni momenti, al bambino piacerebbe avere una risposta empatica ancorché corretta al proprio modo di sentire, animizzare il mondo perché questo gli si discopra davanti, svelare il velo di maja ma con poesia, con un gesto alla propria portata.
Ecco, in questo Zio ventone è maestro, vi aprirà una strada che non esclude altre ma che vale senz’altro la pena di intraprendere.

Avete capito che vento tira oggi fuori?

Aprite la finestra, lasciatevi scompigliare e se avete una girandola lasciatevi perdere nella sua cinesi!

Un pensiero su ““Zio ventone” di Adolfina de Marco

  • 1 Settembre 2015 in 10:18
    Permalink

    Roberta cara, grazie di tutti questi innumerevoli consigli utilissimi, che io poi per la solita fretta, lavoro, casa, animali e altre mille cose , non seguirò..forse..ma mai dire l'ultima parola!!!
    E un grazie infinito per la tua iscrizione perchè non ricordo se l'ho già fatto!
    Bacio!

I commenti sono chiusi.

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