“Le case degli animali” di Marianne Dubuc

Lo aspettavo.
Ieri mi è arrivato e oggi…non ho resistito. Ho lasciato da parte tutti i post a cui penso da giorni, tutti i libri in fila che attendono, e mi dedico solo a questo…. e a lei.

Le case degli animali di Marianne Dubuc, tradotto da Paolo Cesari, edito da pochissimo da Orecchio acerbo.

Dichiaro immediatamente il mio essere decisamente di parte per questa autrice che ha scritto uno dei nostri libri più amati nonché un autentico capolavoro, secondo me: Il leone e l’uccellino edito in italia dalla stessa Orecchio acerbo.

La prima impressione a caldo che ho di questo suo nuovo libro, vi dirò se “a freddo” cambierà, è che un qualcosa di molto diverso ci sia nello stile narrativo de Le case degli animali rispetto alla storia del leone e l’uccellino. Lo stile delle illustrazioni è riconoscibilissimo, dolce, tondo, colorato, perfetto per i piccoli lettori dai 4 anni, e forse anche prima. La cura dei dettagli è straordinaria e quasi spasmodica però…il racconto fa la differenza. Qui la storia del topolino postino (noto solo tra parentesi che questo è il mese dei libri con postini….) sembra quasi un pretesto, bello per carità, ci vuole, ma non è questa la cosa più importante. La nostra attenzione deve essere catturata dalla personalità, espressa in forma “architettonica” dei destinatari della posta. Il topo che attraversa il bosco per consegnare i pacchi più improbabili ci sta accompagnando nell’intimo dei personaggi che popolano il racconto e di cui vediamo l’interno delle tane, anche di quelle sottoterra!

mai come in un albo come questo la storia che l’adulto mediatore legge è soltanto una mimnimissima parte di quella che il bambino legge con lo sguardo dentro le tavole. Ad una prima lettura dell’albo, ieri, ho addirittura pensato che forse questo sarebbe anche potuto esser….un silent book, un libro senza parole in cui seguire il topino postino per il sentiero sul prato ed accompagnarlo con lo sguardo dentro ogni casa e in ogni dettaglio.

Ciascuna casa ci racconta non solo la personalità di ogni abitante, ma anche il carico di tradizione narrativa che si porta dietro! Lo si può comprendere sin dalla copertina, quella che mangia il miele con l’orso non è forse riccioli d’oro? Così come il ladro nella casa del lupo non è forse uno dei 3 porcellino? E come la mettiamo con la Gazza ladra ricercata di cui sono disseminati per il bosco manifesti per catturarla?

A ciascuno il proprio spazio, talvolta reale talvolta immaginato, e la propria tradizione in cui il bambino osservatore potrà giocare a trovare e scoprire tanto rimandi, citazioni, storie già conosciute, quanto dettagli nuovi, sorprendenti ed esilaranti…Penso, ad esempio, alle lampade che riscaldano le mille curve del serpente la cui tana attraversa pagine e pagine dell’albo e che fortunatamente per il topino postino che così può stare più tranquillo, quest’oggi non ha ricevuto posta! E dove lo mettiamo il coniglietto che sotto terra, nel suo bagnetto, legge seduto sul gabinetto mentre sotto si accumula una montagna di cacchette; o la casa del coccodrillo con al piano terra lo scivolo direttamente nel fiume?

Basta, se vi dico che potete divertirvi ad osservare e scoprire questo libro per giorni e giorni credetemi e soprattutto fatelo!

Riguardo questo sottile filo narrativo fatto di parole che percorre le pagine come il sentiero disegnato a matita sul prato, è curioso notare (grazie al blog Scaffale basso) che il titolo originale era La tournée de Facteur Souris, ovvero Il giro del topino postino. Perché è stato cambiato il titolo? E soprattutto, il titolo originale avrebbe forse suggerito una lettura dell’albo diversa?

Io credo di sì, l’accento sulla vicenda del postino avrebbe reclamato assai di più il proprio posto lasciando le case degli animali al ruolo di macroscopiche coprotagoniste della storia narrata però dal topino. Che la casa editrice abbia scelto di cambiare il titolo per dare maggior forza all’elemento indubbiamente più forte e innovativo e di qualità dell’albo? Che l’abbia fatto per farlo rientrare nel catalogo in consonanza con le appena uscite case degli altri bambini? Mah, le logiche editoriali restano imperscrutabili e va bene così.

Ci resta un albo esteticamente bello, narrativamente divertente ed impegnativo, tutto decisamente da scoprire.

Teste fiorite Cookie Consent with Real Cookie Banner