Lo specchio. Il ritorno del gruppo di lettura “Libro peloso” fa riflettere.

Con qualche giorno di ritardo torno a sabato scorso, 4 ottobre, per raccontarvi il primo incontro del nuovo anno scolastico del nostro bellissimo gruppo di lettura “Libro peloso”,

Innanzitutto devo ammettere che aver ritrovato quasi tutti i membri del gruppo, a 3 mesi di distanza e in altra sede, felici di ritrovarsi è ancor più motivati nel discutere di libri mi ha resa felice e spero abbia reso felice tutte noi sostanziandoci nell’idea che trovarsi a parlare di libri sia qualcosa di gratuitamente bello e gratificante a prescindere dalle ricadute pratiche che la cosa può avere nella quotidianità lavorativa di ciascuna di noi.
Avendo dovuto, spero solo temporaneamente, abbandonare la Biblioteca Bettini come luogo d’incontro abbiamo purtroppo anche perso le introduzioni fatte da Caterina, la direttrice della biblioteca, però abbiamo una nuova spalla del gruppo, che più che una spalla è un vero corpo tutto intero: Adolfina de Marco, che già l’anno scorso era dei nostri, studiosa di letteratura per l’infanzia e cultura ludica nonché autrice di libri per l’infanzia.
Bando alle ciance, se siete qui è per sapere di cosa abbiamo parlato e allora vi dico che non saremmo potuti non partire da Narciso per introdurre la riflessione (le parole già ci dicono tutto!!!) sul potere della visione della propria immagine riflessa. Narciso che, condannato ad innamorarsi di se stesso, viene talmente attratto dalla sua immagine nell’acqua che vi cade dentro e annega, cosa vede nell’acqua? Riconosce se stesso? E se sì, quale parte di se stesso lo innamora?
Lo specchio di per sé scatena pensieri su se stessi e sul doppio di se stessi assumendo il significato ambiguo di elemento che da un lato restituisce e richiama al principio di realtà, e dall’altro si offre quale porta per nuovi mondi, non semplicemente altri ma rovesciati di segno. Ovvio ed esplicito in questo il riferimento a Alice attraverso lo specchio di Lewis Carrol, la continuazione di Alice nel Paese delle Meraviglie. 
Qualcuna del gruppo ha giustamente notato che forse in alcuni contesti la differenza in tal senso la può fare il mezzo in cui ci si rispecchia: se specchio o acqua dai contorni meno netti e definiti. 
Anche se accettiamo per un attimo di prendere lo specchio come riflettente la realtà, a quale realtà ci riferiamo? Quale dei nostri innumerevoli io ci vediamo dentro? Allo specchio chiediamo di riflettere una realtà che piaccia a noi stessi (quanto difficile!) ma anche agli altri! Dorian Gray ce lo insegna, il doppio che ci batte il tempo della vita è tutt’altro che un personaggio simpatico! E se poi uno non si vuol proprio vedere perché non si riconosce nell’immagine riflessa? Bisognerebbe diventare un personaggio dell’oltremondo, un vampiro, un fantasma, un essere in grado di non fare ombra e non specchiarsi…che sia anche questo uno degli elementi che fanno di queste creature personaggi prediletti dagli adolescenti, creature che per definizione stentano a riconoscersi?
Ultima suggestione lanciata è stata quella dei “neuroni specchio” ovvero quei neuroni che riproducono nel cervello ciò che vedono compiersi fuori anche se a questa attività dei neuroni non corrisponde un comportamento effettivo. Si sta molto studiando il comportamento di questi neuroni presenti nella corteccia celebrale per quanto riguarda lo studio del linguaggio e per sostanziare scientificamente ancora di più la teoria che vuole il bambino lettore dal primo istante in cui legge il volto della mamma. Quando si legge per il bambino o quando si assume un’espressione che il bambino deve decifrare, anche se nel neonato non corrisponde apparentemente alcuna reazione, i neuroni mirror sono in funzione per riprodurre a livello d’immagine celebrale l’azione che il bambino sta osservando. Incredibile no?!
Ecco la mini bibliografia che abbiamo portato al gruppo, vi dico subito che a Lo specchio di Susy Lee abbiamo dedicato doverosamente molto più spazio che ad ogni altro soprattutto ragionando sulla spiegazione della composizione delle immagini che la stessa autrice ne ha dato nel suo bellissimo saggio La trilogia del limite edita da Corraini come tutti gli altri suoi libri. A questo libro dedicherò un post a parte perché è davvero interessante per capire alcuni funzionamenti dell’albo illustrato!
– nessuno li ha portati ma senza di questi non avremmo potuto parlare di specchi quindi pago il mio/nostro tributo a Biancaneve (vedete voi l’edizione che più vi piace) e Alice attraverso lo specchio di Carroll, anche questa disponibile in varie edizioni, l’originale venne illustrata da Tenniel.
– William Steig, Shrek, Mondadori. Esempio narrativo in cui l’uso dello specchio diventa deformante sia nel senso che deforma la bellezza o bruttezza, sia nel senso che riflette una forma esteriore che non è detto corrisponda a quella interiore. D’altra parte il gioco di questo testo è interessante anche il rimaneggiamento di topoi della fiaba tra cui non poteva mancare lo specchio rivelatore. 
– Ce ne siamo innamorati tutti negli ultimi mesi e quindi non poteva mancare….Il meraviglioso cicciapelliccia di Beatrice Alemagna, Topipittori, in cui alla costruzione della storie e della consapevolezza di sè della bambina corrisponde un diverso modo di specchiarsi, dapprima solo la fronte senza nemmeno gli occhi, in corrispondenza della frase “Almeno così pensavo allora”; poi l’intera faccina, soddisfatta e ammiccante.
– Chiara Rapacini, La vendetta di Debbora, Battello a vapore.  
–  Faccia buffa di Nicola Smee (Ape Junior) ci ha aperto una digressione sui libri per la primissima infanzia in cui si usa l’espediente dello specchietto in cui proprio il bambino che sta sfogliando il libro si ritrova, magari con la stessa faccia dell’ultima emozione letta sul volto della pagina precedente! Dello stesso tipo, di buona qualità, c’è anche, tra gli altri, Questa è la mia faccia di Lucia Salemi, della Panini collana “Zerotrè” Risultati immagini per questa è la mia faccia paninio Dov’è la mia bimba, Dov’è il mio bimbo editi a Usborn. 
– Beh, se si parla di narcisismo di sicuro LUI non può mancare….il LUPO di Sono io il più bello! di Mario Ramos (Babalibri) che per altro, non ci avevo mai fatto caso, grazie a chi l’ha fatto) nel frontespizio è proprio ripreso mentre si guarda allo specchio tutto compiaciuto! 
Fuochetto il draghetto di Jean-Philippe Chabot (Ape Junior) è un draghetto che non sa chi è, non sa nemmeno accendere un fiammifero e non trova la propria identità ma vedersi riflesso nello specchio lo può aiutare a riconoscersi, o almeno a capire chi vorrebbe vedere riflesso! 
– Una compagna ci ha poi narrato due storie orientali con protagonisti gli specchi in cui si gioca sul fatto di non riconoscere se stesso riflesso nell’immagine e dunque dare di volta in volta interpretazioni diversa a ciò che lo specchio cerca di dirci…sto ancora cercando i testi e i titoli delle storie quindi spero di aggiornare questa parte al più presto anche perchè le favole erano bellissime!
– Rowling, Harry Potter, Salani. Il suo specchio magico gli consente di vedere quello che c’è nella mente, quindi è una sorta di rispecchiamento oggettivo ma non del reale bensì del pensiero/desiderio! 
– Nelle fiabe classiche lo specchio gioca sempre un ruolo di rivelatore, che sia del mondo esterno o di quello interiore poco cambia, tutto sommato, pensiamo al Brutto anatroccolo o allo specchio della Bella e la bestia unico contatto col mondo esterno, ma anche allo specchio usato dall’imperatore ne I vestiti nuovi dell’imperatore dove la suggestione può oltre la realtà ed anche di questo lo specchio ci da la misura: ovvero di quanto siamo disposti a comprendere di ciò che guardiamo!
– Immancabile capolavoro dell’umorismo PEF di che già ci aveva sorpresi all’incontro sulla bruttezza: La bellezza del re  (emme o Einaudi ragazzi a seconda dell’edizione)  libro di cui potete leggere qualche cosa in più qui.
La prima volta che sono nata di Vincent Cullier e Charles Cutertre, Sinnos. Chiudo con questo libro innanzitutto perchè la frase dedicata allo specchio è geniale, come tutto il libro, del resto, e poi perchè a partire da qui abbiamo scelto il tema del prossimo incontro…ma andiamo con ordine:   
“La prima volta che ho guardato uno specchio, lui mi ha sorriso”

Mi pare che di spunti ce ne siamo dati tanti, il prossimo il contro sarà dedicato all’ OMBRA 
e mi piace notare che se siamo partite l’anno scorso a discutere temi diversi, scelti di volta in volta insieme, ma in qualche modo ciascuno separato dall’altro; col procedere delle riflessioni e della curiosità che ogni incontro stimola, i temi cominciano a rincorrersi, a necessitare uno l’altro…con ombra ne vedremo delle belle! A cominciare dall’ombra che la bambina dell’ultimo libro qui sopr proietta sotto di sè!

Ci vediamo il 7 novembre alle 10:00 a S. Margherita!!
Teste Fiorite