“L’orso con la spada”: tutto torna!

In questi giorni mi stanno succedendo cose strane, belle, tanto positive da stupirmi quasi.
Allora penso che magari, a parte la sorte insondabile, forse talvolta, è il caso di dirlo, si raccoglie quello che si è seminato. Non so se per quanto mi riguarda possa essere proprio così, mi piacerebbe, ma di sicuro tutto quello che facciamo ci torna indietro, prima o poi, e se siamo disposti a vederne e accoglierne le conseguenze, belle o brutte che siano, ne avremo indubbiamente del bene!

E’ per questo che oggi il libro che fa proprio per me è L’orso con la spada di Davide Calì e Gianluca Folì edito da Zoolibri.

C’era una volta un orso che, chissà come, aveva una spada. Ma una di quelle grosse, vere, in grado di tagliare tutto, e quando dico tutto  intendo anche le stelle, il sole, le montagne! Un giorno, così senza pensarci su, solo per provare la sua incredibile spada, taglia un intero bosco e se ne torna tutto contento a casa, nel suo fortino (deve essere uno un po’ esaltato questo orso). A un certo punto però il fortino viene invaso e distrutto da una enorme ondata alla “DDolcenera” e naturalmente l’orso giura vendetta e si appresta a tagliare in due il responsabile del disastro.
Sono due, a quanto pare, i responsabili: due castori.
I quali però si affrettano a declinare la responsabilità del fattaccio sul babirussa (specie di facocero) che, essendo arrivato correndo in prossimità della diga ha spaventato i castori che hanno mollato la diga che ha fatto uscire l’acqua che ha distrutto il fortino.

Il babirussa però, declina anch’esso la responsabilità del disastro perchè in realtà era stato colpito da una freccia della volpe, si è messo a correre per salvarsi, involontariamente ha spaventato i castori che hanno mollato la diga che ha fatto uscire l’acqua che ha distrutto il fortino.
Allora l’orso si appresta a cercare la volpe per tagliarla in due, però anche la volpe sembra che tutto sommato non abbia responsabilità visto che lei stava solo tirando frecce per far scappare gli uccellini che le stavano rubando tutta la frutta, ma le frecce hanno colpito il babirussa che scappando ha involontariamente ha spaventato i castori che hanno mollato la diga che ha fatto uscire l’acqua che ha distrutto il fortino.

Allora la colpa è degli uccelli!! Ma il punto è: perché gli uccelli sono stavano rubando la frutta della signora volpe? Ma come, adesso tutto torna! Perché qualcuno ha tagliato in due il bosco dove abitavano gli uccelli! E’ quel pazzoide esaltato che ha distrutto gli alberi che l’orso deve cercare e tagliare in due!!
Ok, adesso l’orso va e taglia in due….se stesso? E già, appena lo trova lo fa proprio!! Ma fortunatamente si dilania solo metaforicamente, fatto sta che la faccia dell’orso che scopre la propria colpa e stupidità è impagabile, come la sua tristezza per aver combinato tutto quel pasticcio che è persino arrivato a distruggere la sua casa!
Basta spada, da oggi niente più spade e più buon senso! No, la storia non è proprio così, il buon senso sì, la responsabilità delle proprie azioni anche ma la spada tutto sommato serve! Serve allo scopo giusto di tagliare il legno degli alberi già abbattuti per costruirsi una nuova casa in grado di ospitare anche tutti gli uccellli nel frattempo che il nuovo bosco appena seminato da Orso cresca!
E gli altri? Non preoccupatevi, Orso ha una soluzione e una azione riparatrice per tutti: cerotti al babirussa infrecciato, frutta e verdura per la volpe in attesa che possa ricrescere quella sui suoi alberi, e uno scudo perchè i castori non temano più il babirussa! Ora sì che orso è felice! Costruire è meglio che distruggere, seminare ha più futuro di tagliare!

Storia e illustrazione in quest’albo, come in tutti i libri di qualità, si combinano raccontandoci il dolore ma anche la pulizia da taglio netto provocato dalla spada, e la scelta di alternare colori e bianco: la spada, ad esempio, è sempre solo bianca, e bianca diventa la sagoma imponente di Orso quando si rende conto di che cosa è stato responsabile, di tutto il male provocato. La scelta è davvero suggestiva e icastica.

Che facciamo cose positive o negative provochiamo comunque un effetto a catena che prima o poi arriva fino a noi, sembra così difficile che fino a quando non ci sbattiamo il naso contro come Orso non lo capiamo, e invece la vita è tutta qui!

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