Occuparsi di letteratura per l’infanzia: Teste fiorite

Buongiorno,
mi avete stupita!
Il post di teorico dell’altro giorno ha riscosso un successo che mai avrei immaginato.

Mi permetto di dedurre che forse c’è spazio per un piccolo interesse all’approfondimento teorico? In realtà, anche quando mi occupo lavoro su singoli libri non tralascio mai lo sfondo critico più profondo ma un discorso critico è un’altra cosa.
Grazie!

Oggi è lunedì e, approfittando della premessa, apro la settimana con qualche riflessione di natura….teorica sull’occuparsi di letteratura per l’infanzia e su come Teste fiorite ha scelto di farlo. Mi tolgo qualche sassolino dalla scarpa, magari lo sentite anche voi di tanto in tanto, camminando.

Qualcuno l’ha definita letteratura invisibile, sottintendendo lo statuto di grande esclusa dal dibattito letterario “serio” che la letteratura per l’infanzia da sempre ha.

Qualcun’altro ha suggerito di chiamarla letteratura senza tempo, per saltare il fraintendimento che la definizione può sottintendere, ovvero che sia “roba da bambini” intendendo con questo “di poco conto”.

Qualcun’altro sospende una definizione, usa ampie perifrasi, nell’attesa di trovarne una decisamente più azzeccata.

Nel frattempo che il dibattito critico si rimpalla la questione definizione sì/ definizione no, e dopo aver in qualche modo accennato all’anomalia che la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza rappresenta nel suo insieme quando viene interpretata come sistema letterario interno all’universo LETTERATURA (potete leggerlo qui); noi andiamo avanti con un serio ma soprattutto rigoroso lavoro di teoria della lettura e della letteratura proponendo libri di grande qualità e di ogni genere e per ogni età tentando disperatamente di far capire quanto questo lavoro sia importante.

Importante cosa, leggere ai bambini?
Certo, ma non è solo questo che a me, nello specifico, in questo momento, interessa fare direttamente ed immediatamente (faccio ANCHE questo).
Importante è far percepire agli adulti (genitori, educatori, insegnati ecc.) l’esistenza di un orizzonte a cui spesso non si fa nemmeno caso; formare chi accudisce e lavora con bambini e ragazzi in questo ambito perché l’effetto che possa venire da questo lavoro sia un effetto a valanga: se leggo a 10 bambini quei 10 bambini per 1 ora avranno ascoltato qualcosa di bello (ottimo!) ma se parlo a 10 insegnati o a 10 genitori e riesco piano piano ad insinuare il senso della bellezza del sostenere il principio di piacere attraverso la lettura e tutto ciò che ne consegue, a quanti bambini posso arrivare? molti ma molti di più, per molto più tempo e in un tempo più breve, e forse posso avere la vaga sensazione di aver fatto bene il mio lavoro.

Questo è quello che Teste fiorite tenta di fare: proporre un approccio critico che abbia più livelli, dal più semplice per chi si affaccia per la prima volta a questo mondo, e deve essere affascinato e catturato in primis lui per convincersi dell’importanza di permettere tale sensazione ad un bambino; al contributo critico in ambito di ricerca accademica; dal corso di formazione di base alla lezione specialistica universitaria.
Tutto ha però la stessa importanza e lo stesso scopo per me, a tutto mi applico con lo stesso rigore e studio.
Resto ogni tanto sconcertata quando, nel dire che mi occupo di letteratura per l’infanzia, mi si dice “Ah! Leggi ai bambini!” mi verrebbe da dire “Certo, perché tu no?” Il mio contributo può fare altro, almeno vorrei potesse riuscire a fare altro: non solo leggere ma formare chi accompagna i bambini alla lettura. Tutto un altro concetto non vi pare?
Perché se io propongo ad un’istituzione X un incontro dedicato al progetto Nati per leggere e all’introduzione alla lettura nella prima infanzia la risposta non è “no, grazie non ci interessa” o magari “sì, grazia!” ma “proviamo a fare un paio di letture ai bambini e poi vediamo come va?”
Ditemi che connessione logica trovate tra le due cose e ve ne sarò eternamente grata!
Potrei leggere da schifo ma essere una brava comunicatrice, o viceversa fare strepitose letture e non riuscire a trasmettere niente, ma siamo sempre e comunque su due piani diversi, no?

Mi rendo conto che ho scelto forse un approccio particolare, forse poco praticato in Italia, mi piace che sia così, l’ho scelto nonostante la fatica e so che ci metterà un po’ di tempo a dare frutti ma vedo che i semi crescono che le teste possono fiorire in fretta e che, siccome gli adulti, aimè, germogliano più lentamente, sono bulbi che devono restare a dimora a caldo per un po’ prima di poter venire fuori, a loro innanzituto va tutto il mio sforzo.
Dopo di che, naturalmente, il lavoro con i bambini è bellissimo, è molto gratificante e molto utile e divertente e io continuerò a farlo ogni volta che mi sarà possibile.

Però l’appello di oggi, lunedì mattina, sveglia all’alba e giornata caotica, è:

cerchiamo di non appiattire la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza (i libri per bambini e ragazzi se così vi piace di più) alle letture estemporanee!

Dietro c’è un mondo che lavora perché questi libri siano progettati, venduti, letti, spiegati e INTERPRETATI in un contesto culturale, pedagogico e LETTERARIO molto più ampio e questo è ciò a cui Teste fiorite ha deciso di dedicarsi, forse in maniera del tutto illogica andando, come sempre e, spero, per sempre,
in direzione ostinata e contraria…

Angelus novus di Paul Klee

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!