La dichiarazione dei diritti delle femmine e dei maschi

La domanda è: c’è bisogno di chiarire nero su bianco, possibilmente con illustrazioni che non lascino dubbi interpretativi, i diritti della FEMMINE e quelli dei MASCHI??

Ma io dico, abbiamo fatto un lunghissimo cammino dei diritti per arrivare alla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, poi abbiamo affinato il tiro con la convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia nel 1989, nel mezzo e i diritti delle donne, e quelle degli animali….ed ora andiamo a spaccare il capello in due per dire che anche tra gli stessi bambini e bambine, maschi e femmine hanno diritti…e diritti diversi? 
O forse dobbiamo farlo per dire che hanno diritti….uguali? 
Mi rendo conto che con la confusione che c’è di questi tempi sui ruoli fare chiarezza è fondamentale ed ai bambini bisogna sempre dire la verità e farlo con precisione: i bambini maschi hanno diritto di giocare con le bambole e pentoline senza essere chiamati “femminucce” almeno tanto quanto le femmine hanno il diritto di disgustarsi davanti a pannolini, rigurgiti e compagnia bella.
Lo vogliamo dire chiaro chiaro una volta per tutte? 
Anzi, lo vogliamo mettere per iscritto, carta canta sempre, in due dichiarazioni dei diritti?
Per fortuna qualcuno ci ha pensato, si chiamano Elisabeth Brami  Estelle Billon-Spagnol, e per fortuna qualcun altro ha pensato di portare questi libri in Italia indovinate un po’ chi è stato?
La casa editrice che nasce per parlare in stampatello ai bambini per dire le cose che i bambini hanno bisogno di sentirsi dire e non solo quelle che piacciono di più a certi adulti: Lo Stampatello, appunto.
La pubblicazione de La dichiarazione dei diritti dei maschi e la Dichiarazione dei diritti delle femmine è avvenuta tramite crowd funding con Produzioni dal basso  a cui Teste fiorite ha avuto il piacere di partecipare. La casa editrice credeva tanto i questi libri ma versa in tali urgenze economiche che ha pensato di usare un mezzo che in molti Stati ormai permette grandi movimenti di idee dal basso e, fortunatamente ce l’ha fatta ed oggi potete comprare  le due dichiarazioni. 
I libri hanno naturalmente il sostegno di Amnesty International che da sempre lavora sulla divulgazione dei diritti di chicchesiano!
Quanti sono questi diritti? 15 per i maschi e altrettanti per le femmine e adesso ve li vado a numerare così potrete rendervi conto che il gioco di queste dichiarazioni e la loro importanza non sta nell’aver ribadito il noto ma dell’aver sdoganato la possibilità di giocare a cambiare, capovolgere ed in ogni caso scegliere il proprio ruolo.
I maschi come le femmine hanno…
Art, 1 Il diritto di piangere e di farsi coccolare.
Art. 2 Il diritto di essere tranquilli, puliti, profumati, eleganti, graziosi e buoni come angeli.
Art. 3 Il diritto di giocare con le bambole, con le pentoline, a mamma e papà, all’elastico, a campana…
Art. 4 Il diritto di essere bravissimi in italiano e non tanto in matematica
Art 5 Il diritto di non saper montare una mensola nè piabtare un chiodo e di non amare sporcarsi le mani.
Art 6 Il diritto di vestirsi di rosa, di giallo, di viola e di tutti i colori dell’arcobaleno.
Art 7 Il diritto di scegliere il lavoro che preferiscono: baby-sitter, maestro di scuola, ballerino, infermiere, ostetrico, uomo delle pulizie…
Art 8 Il diritto di frequentare corsi di danza classica, canto o arpa.
Art 9 Il diritto di leggere romanzi d’amore, le poesie, le fiabe e di piangere al cinema.
Art 10 Il diritto di essere un po’ timidi, spaventati, poco muscolosi e per niente attaccabrighe senza essere chiamati “femminucce”.
Art 11 Il diritto di voler imparare a cucire, a lavorare a maglia, a stirare e a tenere tutto in ordine.
Art 12 Il diritto di lavare, cambiare, coccolare un bebè  prendersene cura.
Art 13 Il diritto di portare i capelli lunghi, di decorarli con le perline colorate, di farsi una coda oppure le trecce…
Art 14 Il diritto di non fare sempre i supereroi.
Art 15 Il diritto di preferire chi si vuole, che sia femmina oppure maschio.     
I femmine come le i maschio hanno…
Art, 1 Il diritto di essere stropicciate, spettinate, scatenate, sbrindellate.
Art. 2 Il diritto di giocare con le biglie, le macchine, i razzi, le piste e i videogiochi.
Art. 3 Il diritto di essere geniali in matematica e non molto brave in italiano.
Art. 4 Il diritto di arrampicarsi sugli alberi, di costruire capanne, di scalare muretti e steccati.
Art 5 Il diritto di portare scarpe da ginnastica, giubbotti, tute, bermuda e berretti.
Art 6 Il diritto di vestirsi di blu, di nero, di grigio e di tutti i colori dell’arcobaleno.
Art 7 Il diritto di scegliere il lavoro che vogliono: camionista, astronauta, poliziotta, giudice, elettricista, presidente della Repubblica, scultrice, chirurga…
Art 8 Il diritto di iscriversi a corsi di judo, tiro con l’arco, boxe, calcio, scherma, rugby…
Art 9 Il diritto di leggere libri gialli, d’avventura, d’orrore e di amare i film che fanno paura.
Art 10 Il diritto di urlare, difendersi, litigare, arrabbiarsi senza essere chiamate “maschiaccio”.
Art 11 Il diritto di non saper cucire, nè lavorare a maglia e nemmeno mettere in ordine.
Art 12 Il diritto di essere disgustate all’idea di cambiare un pannolino o soffiare il naso a un bambino.
Art 13 Il diritto di portare i capelli cortissimi.
Art 14 Il diritto di non fare sempre le principesse.
Art 15 Il diritto di preferire chi si vuole, che sia maschio oppure femmina.
Che ve ne pare? Vi ritroverete senz’altro in qualche diritto da una parte o dall’altra, che siate maschi oppure femmine e proprio così deve funzionare perchè ciascuno possa essere esattamente ciò che vuole. I disegni e le illustrazioni poi sono esilaranti e suggeriscono ipotesi di situazioni molto umoristiche di grande impatto.
Più volte su questo blog sono tornata sui libri che sanno esplicitamente schierarsi dalla parte della bambine e dei bambini. Mi piacerebbe che un giorno non lontano queste pubblicazioni restassero nella memoria come cose datate, come sfogliare un postalmarket degli anni ’60. 
Intanto continuo a lodare e sostenere chi con sforzo ma soprattutto con grandissima qualità, altrimenti i libri non li prenderei nemmeno in considerazione, chi anche con gli strumenti dell’editoria per l’infanzia propone fattivamente un mondo diverso possibile.
     
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