“Furbo, il signor volpe!” di Roald Dahl

Benvenuti nell’anno di Roal Dahl!

Già, mentre ricorrono i 400 anni di William Shakespeare e di Miguel de Cervantes, il 2016 vede il centenario della nascita di Roal Dahl, grandissimo autore anglossassone che ha letteralmente rivoluzionato la letteratura per l’infanzia e che più abbiamo già incontrato nei nostri post!

Oggi comincia la partecipazione sulle pagine di Teste fiorite della mia grande amica, nonchè autrice e collaboratrice di Liber, Adolfina de Marco che, in onore del grande Dahl ci racconta Il fantastico papà volpe oggi disponibile in edizione Nord Sud con il titolo Furbo, il signor volpe! da cui qualche anno fa è stato tratto il film Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson. 

Limitandomi a notare come, cambiando i tempi cambiano i titoli e le edizioni…faremo un ragionamento prima o poi su questo, sono molto ma molto felice di non essere più sola su queste pagine e vi lascio alla recensione di Adolfina!

“Quando cerco un libro nelle biblioteche mi piace scorrere gli occhi tra gli scaffali perché trovo sempre qualcosa di inaspettato, insomma, scopro sempre qualche tesoro nascosto. Ho trovato Il fantastico papà volpe di Roald Dahl, titolo dell’edizione originale del 1984 per i tipi Editrice Janus di Bergamo; la cover di Libico Maraja e le illustrazioni di Jill Bennett: un tesoro nel tesoro.

Come in molti racconti di Dahl i profili umani sono ben ritagliati e preparano il lettore ad uno spettacolo “spaventosamente quotidiano”.

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Baldo, Beniamino e Berto sono i proprietari di tre fattorie site in una vallata illustrata minuziosamente da Jill Bennett. I tre hanno attività differenti, gusti differenti e abitudini differenti. Anche le loro forme corporee sono differenti e si conformano al loro carattere “spaventoso”, come scrive l’autore. Oltre la vallata, sopra ad una collina, nel mezzo di un bosco, all’interno di un albero, vive una famiglia di volpi composta da papà volpe, mamma volpe e quattro volpacchiotti. I tre fattori, stanchi dei furti di papà volpe, decidono di stanarlo per ucciderlo. Prima scavano con i badili, poi si armano di ruspe, poi obbligano i dipendenti a circondare la collina per non dare alcuna via di scampo alla famiglia di volpi. Impossibilitato ad uscire per cercare cibo e sfamare la famiglia, papà volpe vedendo i figli e la moglie indeboliti e demoralizzati, pensa di raggiungere il pollaio del signor Baldo, la dispensa del signor Beniamino e infine la cantina di Berto scavando nella direzione opposta. Aiutato anche da altri animali selvatici, il fantastico papà volpe riesce a salvare la sua e le altre famiglie e a costruirsi un mondo sotterraneo nel quale agire del tutto indisturbato.

Un racconto lungo e ben costruito sulle coordinate della pedagogia roaldiana che capovolge il mondo mettendo a nudo le brutalità degli essere umani adulti e la saggezza degli animali tanto cara all’autore, che assicura la positività degli intenti.

La volpe è furba per antonomasia e in quanto tale agisce secondo la sua natura per salvare la famiglia.
L’autore illumina le strategie della volpe, i dialoghi tra padre e figli, l’invito alla collaborazione con la famiglia del tasso, la condivisione del bottino con altre famiglie di animali in pericolo e assieme ricostruisce un mondo lontano dagli umani.

Un racconto piacevole che si conclude con una scena ironica e che lascia, come sempre, il lettore in compagnia di se stesso e della propria coscienza. ”

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