Luigi dal Cin e l’emozione di un workshop

Siamo partiti ieri con i workshop organizzati in Fondazione Querini Stampalia con un incontro che avrebbe potuto avere l’odore della tecnica e invece ha avuto il profumo dell’emozione e non credo sia da tutti rendere emozionante una pratica di lavoro. Vero è che la scrittura è una pratica estremamente particolare ma nulla toglie al suo dover avere e rispondere a norme e regole a volte anche solo per la sola (si fa per dire) consapevolezza nel saperle rovesciarle e sovvertirle.

Luigi Dal Cin è una di quelle persone che, perdonate la sgrammaticatura, almeno una volta nella vita si deve avere la fortuna di incontrare, noi ieri l’abbiamo avuta e ho la gioia, credo non vana, di averla potuta dare ai tanti partecipanti del corso. In questo credo che Teste fiorite un servizio l’abbia dato, nella qualità della proposta, ma anche nello spessore della persona che l’ha mediata.

Luigi Dal Cin, ingegnere “guarito” come dice lui ha provato una sorta di missione impossibile (è proprio vero che lo scrittore è in qualche forma un supereroe come a volte lo vedono i bambini): dare in 7 ore intensissime le basi della teoria e dell pratica della scrittura. Dalla invenzione con i suoi 5 gesti mentali (come li chiama lui) imprescindibili, alla costruzione del messaggio testuale attraverso la caratterizzazione dei personaggi, l’uso delle descrizioni e dei dialoghi. Il tutto in un contesto di gentile allegria che ha permesso alla giornata di procedere senza cali di tensione, almeno questo è quello che noi, e lui, abbiamo percepito. Un grande lavoro di comunicazione in nome di un enorme amore per il proprio mestiere e rispetto per le persone coinvolte a fronte di una consapevolezza straordinaria.

Si è ragionato anche un po’ sulla teoria della scrittura, argomento che qualche volta ho iniziato ad affrontare ma su cui tornerò con più fora dopo questa esperienza per sostanziare, fissare e approfondire gli appunti e il ricordo che di questo corso tutti conserveremo a lungo.
La chiusa sulla Fiaba di cui Luigi Dal Cin è maestro indiscusso in Italia con le sue rielaborazioni delle tradizioni di tutto il mondo per Panini in collaborazione con Sarmede, ha letteralmente mandato tutti i brodo di giuggiole.
Direi che quando dopo 8 ore intensissime benché belle e piacevoli, si fatica a concludere e far andar via i partecipanti perché ad un certo punto, che ci piaccia o meno, si deve chiudere, si è proprio centrato il bersaglio. Almeno questo ci auguriamo come teste fiorite. Di sicuro l’estrema sapienza e dolcezza di Luigi ha saputo seminare semi che verranno custoditi a lungo e porteranno molti germogli, qualche ortica anche, ve lo auguriamo perché sarà proprio da lì che qualcosa potrà nascere.

Vi racconterò tutto con calma, tornerò su molti concetti ma così a caldo, su due piedi, contravvenendo alla mia abitudine di non scrivere di domenica ma l’occasione lo meritava, volevo ringrazia da parte della mia ma soprattutto delle molte teste fiorite che ieri ci hanno seguito anche da lontano col pensiero Luigi per ciò che è e poi per ciò che fa per i bambini e ragazzi e dunque per tutti noi e il nostro futuro.

I prossimi due incontri ci porteranno in mondi diversi, ci parleranno ed emozioneranno in modi diversi e, ne sono sicura, non meno intensi quindi…per una volta, aspetto che il tempo passi rapido da qui al 19 marzo con Giulia Mirandola e poi al 30 aprile con Daniela Iride Murgia.

Per chi non ci è potuto essere ma avrebbe voluto, per chi non ha trovato più posti disponibili perché siamo al massimo delle adesioni, state tranquilli, stiamo progettando già la prossima stagione, lo saprete a brevissimo, sarà in autunno e continueremo a lavorare in profondità e qualità!

  

Teste Fiorite