“Sotto le ali del vento”

Da dove vine il vento?

No, non intendo dire da quale direzione, che sia da sud, est ovest o nord, poco importa, la domanda è più profonda, quasi ontologica, direi.

Da dove viene il vento?

E non ditemi che non ve lo siete mai chiesti, sicuramente ogni bambino che ciascuno di noi è stato questa domanda se l’è posta più di qualche volta e chissà se qualcuno di noi, pur non ricordandosene abbia mai ricevuto una vera (ontologica) risposta ad una grande domanda.

Beh, immaginate quanto deve essere vitale per un uccello, per un gabbiano, il sapere da dove viene quella cosa invisibile e ineffabile che lo sostiene in volo. Persino gli adulti di gabbiano hanno perso la capacità di farsi questa  domanda ma i pulli, i giovani gabbiani, come i bambini, no. Mantengono intatta la curiosità della scoperta del mondo e la sanno esercitare attraverso la ricerca e l’arte della domanda maieutica che risale sino alle origini dell’esistente.

Sotto le ali del vento di Luigi Dal Cin, illustrato da Pia Valentinis e Ignazio Fulghesu ed edito da Lapis con il contributo di Consorzio Camu e del Comune di Cagliari, narra proprio di un viaggio favoloso di due giovani gabbiani, accompagnati da un vecchio nonno gabbiano Gaviano, mezzo lupo di mare mezzo vecchio saggio talvolta un po’ smemorato, alla ricerca della domanda da cui tutto ha inizio, se si è gabbiani. Da dove nasce il vento?
Be’, è una storia molto lunga, che richiede molte scoperte che attraversa molti secoli il tutto però senza spostarsi poi molto (i gabbiani mica sono uccelli migratori!): un’intero racconto eziologico all’interno di un’unica città… Cagliari.

Perché Cagliari? Eeee, se ve lo dicessi, così come se vi dicessi da dove viene il vento, vi priverei del piacere di leggervi il libro però vi do un indizio, anzi due: per quanto riguarda il vento diciamo che nel golfo degli angeli, proprio a fianco al promontorio della sella del diavolo si è combattuta una potente battaglia tra bene e male, tra Lucifero e i demoni e l’arcangelo Michele e gli angeli. La meglio l’hanno avuta gli angeli, fortunatamente, tuttavia, siccome non si sa mai, l’arcangelo Michele non si stanca di svolazzare con le sue enormi ali sopra la città di Cagliari per verificare che tutto vada al meglio. Secondo indizio per quel che riguarda Cagliari: questa è un’inaspettata, insolita, intensa guida “turistica” per bambini. 

E già, una storia di Cagliari in cui non manca proprio niente ma proprio niente –  dai musei, alle statue, alla storia dai Cartaginesi ai Romani ai pisani sin’oggi, c’è persino l’orto botanico di Eva mameli – però in forma di narrazione in cui i protagonisti non sono nemmeno i bambini, persone piccole, ma solo uccelli, anzi due piccoli gabbiani e il nonno mezzo svampito mezzo depositario della memoria del mondo.
Non mi era mai capitato di leggere una guida turistica per bambini così. L’ho trovata geniale come trovata e in questo caso, dati autori e illustratori di portata come Luigi Dal Cin e Pia Valentinis, anche di bellissima lettura, tanto piacevole da far passare quasi per osmosi, in maniera un po’ subdola (se non fosse giustamente per i nomi in grassetto), le informazioni relative alla città di Cagliari.
Mi capita di vedere e di leggere tantissime guide per bambini, vivo a Venezia, immaginate un po’ quante ne possono esser state fatte (un’idea potete farvela qui), ce ne sono di più o meno riuscite, qualcuna che giustamente tenta la strada narrativa ma per concentrarsi su un dettaglio, per narrare una singola storia di un singolo angolo di città o poco più. Di solito sono per lo più mappe pensate per l’uso dei bambini, che puntano su curiosità che possano attirare l’attenzione del giovane lettore ma si sente che…in qualche modo si tratta di espedienti. Mica è così semplice raccontare una città a un bambino o un ragazzo! La scelta di accompagnare il lettore alla scoperta insieme a un personaggio credibile è senz’altro vincente, quella di legare il tutto a fasi crescenti e decrescenti di narrazione che fanno diventare il racconto una vera e propria quete di qualcosa fa della guida turistica un genere de tutto nuovo. D’altra parte se Donatella Trotta, che val ben più della sottoscritta, nel numero 329 gennaio-febbraio 2016 di Andersen dedica a Sotto le ali del vento tanta riflessione forse lo fa non solo per rilevare la qualità dell’operazione narrativa ed editoriale tentata, ma anche la sua novità.

L’altro giorno, durante il workshop con Dal Cin, ad alcune partecipanti che erano interessate ad approfondire il tema della scrittura di una guida turistica per bambini Luigi ha dato il suggerimento di puntare sulla narrazione e di legarla ad un personaggio forte che sappia rendere credibile, intenso e non pedante il racconto della Storia di un luogo, qualunque esso sia. Ora, mi è perfettamente chiaro.

Se volete avere un’idea di cosa sia la potenza narrativa anche in ambito divulgativo, e qui entrami in punta di piedi a trattare il tema del prossimo workshop di Giulia Mirandola, regalatevi, ma proprio regalateli a voi stessi, cinque minuti per il primo capitolo di Sotto le ali del vento, Battaglia in cielo e la prima inquietante illustrazione di Pia Valentinis e poi mi direte che ne pensate! 

  

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