“Gli sporcelli”. Il lunedì di Roald Dahl

Buon lunedì di Dalh!
Come ormai saprete – a per chi capita oggi per la prima volta su queste pagine, benvenuto! – il lunedì da diversi mesi è dedicato alla scrittura e alle opere di Roald Dahl per arrivare preparatissimi al centenario della nascita del grande autore inglese che cadrà a settembre del 2016.

Questa rubrica di Teste fiorite è curata da un’amica speciale, espertissima di letteratura per l’infanzia, collaboratrice di Liber e a sua volta autrice Adolfina De Marco a cui, come ogni lunedì e per molti ancora, cedo la…scrittura.


Il libro di oggi è…il mio (di Roberta) preferito GLI SPORCELLI



I personaggi, Roald Dahl, quando non ce li presenta subito con una anomalia, stiamo pur certi che subiscono una metamorfosi, durante la narrazione. Trasformazione che è uno svelamento delle imperfezioni dell’animo, dei vizi, delle storture del pensiero. 


Gli Sporcelli sono una coppia di anziani senza nome, marito e moglie, alla quale lo scrittore ha attribuito tutte le possibili nefandezze che si possano attribuire a due persone: malvagità, sporcizia e brutture; il signor Sporcelli, poi, viene presentato sotto la categoria dei Pelinfaccia, ovvero di persone che si fanno crescere la barba e alle quali l’autore riserva uno studio minuzioso sulle abitudini, sull’igiene e sulla cura dei peli. 

La vita dei signori Sporcelli è molto intensa: impegnano il loro tempo nel progettare e realizzare malignità. La moglie mette nel bicchiere di birra del consorte il suo occhio di vetro e di rimando lui le fa trovare un ranocchio nel letto, così lei cerca dei vermi in giardino e glieli fa ingoiare assieme agli spaghetti e via a farsi scherzi ripugnanti. La loro casa è senza finestre e il giardino è infestato di ortiche e cardi spinosi per tenere distanti i bambini, e in più il signor Sporcelli cosparge i rami del Grande Albero Morto con la Colla Nontimolla per catturare gli uccellini e mangiarseli. 

In giardino, chiuse in una gabbia, i signori Sporcelli tengono quattro scimmie perché da giovani avevano lavorato in un circo; al signor Sporcelli sarebbe piaciuto diventare il padrone del “ Primo circo di scimmie capovolte” del mondo e così costringe le povere bestiole a fare tutto capovolte: mangiare, bere, ballare e tanto altro. 

Ai signori Sporcelli l’autore riserva una fine meritata, un vero me proprio contrappasso nel senso stretto del termine: le scimmie, liberate da Rococò l’uccello, organizzano loro uno scherzo che costringerà i due malvagi a stare sempre e per sempre a testa in giù. 

 

Una storia centrata sui personaggi di cui Roald Dahl esaspera le caratteristiche mettendo il lettore di fronte ad una coppia di sessantenni che hanno fatto della sporcizia e malvagità e proprio modus vivendi tanto da diventare brutti e sporchi almeno quanto i loro pensieri! La signora Sporcelli, ci dice l’autore, non era così tanto brutta, sporca e cattiva in gioventù come ce la descrive il romanzo, però i suoi pensieri brutti e maligni hanno avuto la meglio e l’hanno trasformata.

Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta. Potrà avere il naso bitorzoluto e la bocca storta e i denti in fuori, ma se ha pensieri gentili, questi le illumineranno il viso come raggi di sole, e apparirà sempre bella.

Un ammonimento valido per tutti, secondo “l’etica Roaldiana”.

Gli Sporcelli è un romanzo illustrato dal geniale Quentin Blake del 1980 edito in Italia da Salani.

Teste Fiorite