“Improvvisando!” di Luigi dal Cin

L’improvvisazione è….un’arte che si acquisisce con tecnica, costanza e tempo.

La bravura e la capacità di chi sa improvvisare non è nell’utilizzare degli strumenti che evidentemente ha sulla punta delle dita, ma innanzitutto nell’aver saputo arrivare a tale competenza nell’uso delle tecniche da poter, appunto, improvvisare dandoci l’impressione, del tutto fittizia, di aver lì per lì creato qualcosa senza sforzo alcuno.

Possono permettersi di farlo, di improvvisare intendo, e soprattutto di millantare di star improvvisando, solo quelli che sono davvero navigati in qualcosa….Luigi Dal Cin è uno di questi, per esempio, per quanto riguarda le parole; alcuni musicisti sanno fare altrettanto. Pensate ad un passo jazz, credo che poca musica sappia darci una tale impressione di estemporaneità come questo genere musicale.

Il paragone con la musica non è mio ed evidentemente non è improvvisato ma molto costruito per parlarvi di un libro che mi ha molto incuriosito e che so sarà molto poco conosciuto e poco usato per via della straordinarietà dell’edizione mentre invece sarebbe davvero molto utile in molti sensi, nonché di piacevolissima e a tratti esilarante lettura.

Si intitola Improvvisando! (ma va?!) è scritto da Luigi Dal Cin per le edizioni della Fondazione dell’accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.
L’dea è semplice e proprio per questo mi pare azzeccatissima: dimostrare che con 3 parole si possono costruire infiniti racconti ciascuno appartenente ad un genere letterario diverso, esattamente come con le stesse 7 note si posso creare infinite melodie ed armonie.

Luigi ha scelto le parole “vecchina”, “lupo” e “principessa” e con queste fa ciò che sa fare meglio ovvero costruire racconti con precisi schemi narrativi e spesso rimettendo in circolo in maniera originale e “improvvisata” cliché e funzioni delle più famose favole classiche.

I racconti sono… un’ottava, guarda un po’ che coincidenza: 8 generi diversi, 8 storie completamente originali in cui però ritroveremo sempre non solo le 3 parole scelte, ma anche rimandi incrociati a fiabe assai note in cui i bambini possono sentirsi chiamati in causa per gratificare le proprie conoscenze, ed al tempo stesso vedere appagata l’inevitabile voglia di cambiamento che sorprende e diverte tanto più quando arriva inatteso in un contesto noto.
I giochi ironici di Luigi sono tantissimi, a cominciare dai nomi dei personaggi che sono davvero uno dei suoi assi nella manica, o almeno io la vedo così.
I racconti sono:

  1. la fiaba
  2. il racconto giallo
  3. il racconto circolare
  4. il racconto di pirati
  5. il racconto di fantascienza
  6. l’intervista
  7. il racconto di fantasmi
  8. il racconto di avventura. 
Il mio preferito, quello che mi ha divertito di più, è il racconto di fantascienza, davvero geniale con l’astronave “Principessa” il cane di nome “Lupo” i capitani Lucas Kubrick e Scott e la vecchina che….butta briciole di pane gigantesche a immensi piccioni spaziali. Niente da fare, ve li dovete leggere, cercate di procurarvi il libro perché davvero, per come è studiato e costruito, può essere utile in moltissimi modi:
il primo e fondamentale sempre a prescindere: il piacere di una buona lettura:

il ragionamento sulle strutture e formule letterarie
il lavoro sulle varianti e la variatio
la comparazione con la musica
e tutto quello che vi viene in mente.
La postfazione di Paola Pacetti è illuminante per comprendere il valore dell’operazione tentata da Luigi Dal Cin per l’Accademia di Santa Cecilia ma soprattutto per comprendere il concetto di improvvisazione in sé:

Chi ascolta ha la sensazione di trovarsi in una situazione di estrema libertà ma in realtà il musicista, il compositore, lo scrittore e anche il bambino che sta giocando conoscono benissimo le regole che vanno applicate per non sbagliare. In questo senso improvvisare” significa muoversi con libertà in uno spazio che si conosce.

Non vi sembra un concetto bellissimo?
Vista così tutta la vita è un’improvvisazione di cui speriamo di conoscere benissimo le regole…o no?
Il libro è accompagnato da un cd audio in cui la voce di Marco Presta legge le storie raccolte (il che rende bello il libro anche perché lo si può ascoltare, come musica, anche in viaggio in macchina, o in casa), per chi invece ama guardare anche “le figure”, le illustrazioni sono di Uberuaga,tre per ogni racconto.
Il libro è indicato per bambini dai 6 anni ma con l’ascolto o la lettura insieme anche da prima e per lavorarci in tutti i sensi sopra ricordati può essere utilizzato per moltissimi anni!
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