“Il ragazzo che parlava agli animali”. Il lunedì di Dahl

Torniamo sul “luogo del delitto” della settimana, dedicato a Il mio primo racconto scorsa proponendovi un altro racconto da Un gioco da ragazzi.
Con Adolfina de Marco, curatrice come sempre di questa bella rubrica dedicata a Dahl, rientriamo nel solco delle narrazioni con animali con…

Il ragazzo che parlava agli animali


Un gioco da ragazzi è il titolo della raccolta di sette racconti -edita da Salani- e anche del suo primo racconto, che aggiungono informazioni alla personalità artistica di Roald Dahl. 




Per la tematica autobiografica, dovrei mettere questo libro accanto a Boy e In solitario. Diario di viaggio, ma il percorso che ho deciso di affrontare (ancora per qualche recensione) è centrato sulla presenza della fauna nei suoi libri e anche se non si tratta di un racconto infuso di umorismo, di giochi linguistici, di vendette o metamorfosi, ho trovato in Il ragazzo che parlava agli animali un ennesimo episodio che rimette le persone di fronte allo specchio. 

Il narratore racconta che durante una vacanza in Giamaica viene spiaggiata una tartaruga da un pescatore, su commissione del direttore d’albergo. L’esemplare dalle dimensioni enormi (non poteva essere diversamente, con Dahl!) viene osservata e stuzzicata da una folla di curiosi che discutono sul possibile consumo, finché viene trascinata con le funi verso le cucine dell’albergo. Un urlo improvviso fa bloccare la folla; David, un ragazzino, li incita a lasciarla andare e lo fa manifestando la sua disperazione, al punto che la folla comincia a provare imbarazzo e vergogna. 
Riuscito a svincolarsi dalle prese dei genitori, il ragazzo si lancia verso la tartaruga e la abbraccia, tenendo la guancia premuta sulla testa della tartaruga, sussurrandole parole che il pubblico non riesce a comprendere. 
La tartaruga si calma improvvisamente e il padre decide di trattare il prezzo della creatura con il direttore dell’albergo. Dopo poco, la tartaruga scivola nelle acque cristalline e ritorna a nuotare. La stessa notte il ragazzino scompare dall’albergo e viene avvistato a cavallo della  tartaruga da due pescatori, poi ricercato per mare per centinaia di miglia. 



Che fine avrà fatto il ragazzino a cavallo della tartaruga? 

Cosa ne pensate di questa storia? 

I miei pensieri si sono fermati proprio sulla linea dell’orizzonte, dove l’occhio si perde e i contorni sfocano. Il ragazzino ha fatto una scelta: stare in groppa alla saggezza, alla perseveranza e a quanto può garantire la sua dignità e prendere la fuga –non solo metaforicamente- dalla stupidità, dall’avidità, dalla meschinità e dai suoi gemelli!  

Il  racconto dell’autore ha l’eco della fiaba, accoglie archetipi e li restituisce ai lettori, ancora una volta, il messaggio di franchezza che può stringere solo un bambino con un animale.

La settimana è appena iniziata e in attesa del prossimo racconto di Dahl di Adolfina de Marco ci rileggiamo!

Buon lunedì di e con Dahl!

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