Un ottimo lavoro. Il racconto di un falegname

Fare e saper fare un ottimo lavoro non è certo cosa da poco nè da tutti i giorni. 
C’è chi proprio non ha idea di cosa sia la professionalità, c’è a chi non interessa capirlo, c’è chi ci prova e fa senz’altro del proprio meglio (mi metto tra questi) ma da qui a fare un ottimo lavoro ce ne passa. Ogni tanto accade e a quel punto non resta che goderne.
Firmìn non ha di questi problemi, lui prova a fare sempre del suo meglio, con grande umiltà, e si trova sempre a compiere un ottimo lavoro, persino quando non sembra…
Firmìn è indubbiamente il falegname più bravi del mondo, i suoi lavori prendono vita, persino i cavalli a dondolo diventano tanto veri che fanno cacche di legno, le sue sedie sono tali che dopo averle provate le terga non vorranno posarsi più su nessun’altra superficie.
Un giorno, il prima di una lunga serie, un messaggero ingallonato bussò alla porta dello straordinario falegname per convocarlo il più rapidamente possibile al palazzo del Barone Von Bombus per… costruire tavoli e mobili nuovi?
Maccchè, il Barone ha perso in battaglia un braccio e, non essendo stato possibile recuperarlo nel trambusto ha bisogno di un braccio nuovo. Un braccio di legno, chi meglio di Firmin può riuscire nell’impresa? 
Insomma, Firmìn ci riesce e fa un braccio talmente perfetto da meritare una medaglia e il riconoscimento migliore del mondo: “Questo braccio è senza alcun dubbio migliore dell’originale!” lo ringrazia Von Bombus che subito corre a sparare a qualche nemico.
Il barone perde parti del corpo ma non il vizio e al virtuoso Firmìn tocca costruire l’altro braccio, poi entrambe le gambe e poi…..persino LA TESTA!!
Questa sì che è un’impresa straordinaria persino per Firmìn che ci impiega persino un paio di settimane per portare a termine un vero e proprio miracolo: una testa di legno perfetta.
Ma, aimè, questa volta il Barone non salta in pedi, non esulta, non regala medaglie, sembra non dare segni di vita, resta immobile con tutti gli arti e la testa di legno. Firmìn a dire la verità questa volta ha l’aria piuttosto preoccupata…non sa cosa dire.

E fu proprio in quel momento, che il Medico, la Baronessa, il Primo Ministro e il Cardinale si guardano in faccia.
Poi, tirano sospiri di sollievo, si girano verso il falegname, lo abbracciano e gli consegnano sacchetti pieni di monete d’oro dicendogli allegramente:
“Un ottimo lavoro, signor alegname, veramente ottimo! Questa testa di legno è senza alcun dubbio migliore dell’originale!”

Stop.
Così termina il racconto del falegname (il titolo originale spagnolo era proprio questo), qui finisce Un ottimo lavoro di Iban Barrenetxea edito da poco sa Sinnos.
Che volete che vi dica, il racconto è un piccolo contè philosophique, chissà se l’autore (di testo e illustrazioni) conosce o ha pensato al nostro calviniano Barone rampante, il teste di una cura tale che leggerlo è un piacere, il gioco di anafore e ripetizioni si rincorre mai monotono, intermezzato da altre prodezze di Firmìn. Anche le illustrazioni sono di grande qualità e ci accompagnano nella storia introducendo elementi ironici e particolari parodici che contribuiscono ad amplificare il significato e la portata del testo. Se guardiamo bene un bell’uccello ero dalla cresta rossa, inseparabile dal falegname (anche lui dalla testa rossa) ci racconta contestualmente un’altra storia, un storia d’amore…che non vi svelo ma vi invito ad osservare con grande attenzione. L’amore e la professionalità vincono sull’odio e la violenza, forse un messaggio non proprio originale ma di cui abbiamo ancora e sempre assoluto bisogno e qui modulato in una forma letteraria riuscitissima in ogni sua componente.
La pubblicazione di Un ottimo lavoro da parte di Sinnos fa tornare anche gli ultimi conti: bellezza, qualità, testo impegnato e cura di ogni particolare editoriale, il libro è stato per altro stampato con il font “Leggimi” per agevolare la lettura.
A chi darei questo libro? 
A tutti, l’età indicata dai 7 anni più o meno, il livello di ironia si comprende sempre di più salendo con l’età ma il testo è leggibilissimo e piacevole, anche grazie al gioco di rimandi linguistici e iconografici, anche dai 6-7 anni. 
Non so se ho fatto un ottimo lavoro, suggerendovi e raccontandovi questo libro che mi ha convinto in pieno da ogni punto di vista, di sicuro ci ho provato e continuerò a farlo senza mai perdere di vista il motto munariano di teste fiorite:
 “Non utopia ma vero servizio sociale”
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