“Piccolo elefante va in cina”

Siete mai stati in Cina?

Io no, però una volta al liceo ho fatto un mini corso di cinese…ho imparato a dire ciao, grazie, come stai e a contare fino a dieci.

Oggi ho imparato anche alcune altre parole essenziali senza le quali non potrei certo dire di conoscere il cinese: zuppa, formaggio, gelato e… long (drago).

Però in Cina non ci sono mai stata…o forse non me lo ricordo e basta, peccato perdere la memoria bambina conscia, chissà quanti mondi abbiamo esplorato da bambini di cui avremmo davvero bisogno di conservare o recuperare la memoria!

Certo ci vuole anche una mamma, o un papà, che ci lascino liberi di esplorarli, questi mondi! Non so quanti bambini possono contare su genitori che permettano loro di scavare una buca di sabbia tale da condurli dall’altra parte del mondo…in Cina, appunto.

Piccolo elefante questa mamma speciale dotata di orecchio acerbo (nonostante di fatto abbia due enormi orecchie) ce l’ha, pronta ad ascoltare, a raccontare e persino a fingere di dormire e non accorgersi di nulla pur di lasciare tempo e spazio al suo Piccolo elefante in preda al gioco e persino alla noia…oltre che alla fame!

A volte scavando nella sabbia si trovano dei veri tesori, è capitato a tutti di trovare una monetina, anche Piccolo elefante ne trova una, proprio mentre sta scavando diretto in Cina, molla le operazioni di trivellamento della sabbia e corre a spendersi la monetina al miglior caffè del lungomare, sulla giostra e poi sul risciò…ma come, e la buca? E bè, se ne sarà dimenticato, la monetina ha aperto nuovi orizzonti e Piccolo elefante li ha varcati, i bambini, si sa, sono ondivaghi, seguono ogni stimolo.
Eppure, i bambini, forse si sa meno, hanno una capacità di non perdere la concentrazione nel gioco che ci stupisce se lasciamo loro il modo di dimostrarcelo….Piccolo elefante con una mini reductio ad unum del gioco nel raccontare alla mamma il tempo trascorso mentre lei riposava al sole, ambienta le avventure vissute grazie al soldino trovato nella sabbia in Cina dove tutti e tutto sono a a testa in giù!

Piccolo elefante è stato al ristorante cinese, ha preso un risciò vero, è andato in giunca ed ha persino incontrato un long vero! A questo la mamma sviene facendo persino un buco nella sabbia, ed ecco che il suo piccolo la salva riportandola alla vita vera con lui vicino, alla felicità di essere la mamma di un Piccolo elefante coraggiosissimo che ha viaggiato nel Paese in cui tutto e tutto è a testa in giù. Fantasia? Forse, però anche qui e ora, con una buona mamma, si può mettersi di tanto in tanto a testa in giù, rivoluzionare il proprio punto di vista e inventare nuovi mondi, tutto a partire da…una buca nella sabbia e una brava mamma elefante.

Piccolo elefante va in Cina di Sesyle Joslin e Leonard Weisgard edito da Orecchio Acerbo questa settimana, è il secondo titolo dedicato alle avventure quotidiane di Piccolo elefante, il primo, Piccolo elefante cresce, aveva vinto il premio Andersen 2015 come miglio libro 3-6.

Volete che vi dica che è un piccolo albo (di piccolo formato) dai colori tenui come di raro si usa per questa fascia d’età in cui invece si dovrebbe proprio puntare di più sulla dolcezza di queste tonalità tendenti al bianco e nero e poco più? Che i sono spunti di grammatica e di cinese?

Beh, ve l’ho detto, ma soprattutto vi dico che questo piccolo albo conserva la leggerezza della sabbia scavata per arrivare in Cina, che se entriamo dentro la storia troveremo molto, moltissimo dei nostri figli, dei loro mondi fantastici e anche molto di noi.

Un racconto in cui il bambino e la bambina ritrovano se stessi e anche la mamma speciale che ogni bambino ha.

Proposito per il nuovo giorno:

scavare una buca di sabbia fino in Cina per vedere tutto e tutti a testa in giù…ma forse posso farlo anche qui!

Teste fiorite