“Povero Winston!”

Se siete di quelli che danno sfogo libero al lamento aprioristico, questo post è per voi!

Se siete di quelli che non ne possono più di lamenti aprioristici, questo post è per voi!
Wiston vi aprirà gli occhi con ironia e delicatezza e speriamo che ci riesca anche con i bambini perché prevenire il lamento è sempre meglio che curarlo!
Ok, chi è Wiston???
 
Un poooovero poooovero cane a cui tutto va storto, nessuno è più infelice e sfortunato si lui! Questo almeno è ciò che gli sembra…o forse no?
Wiston si sveglia un giorno con una scheggia nella zampa, il mondo canino sembra cadergli addosso e si incammina mogio mogio verso il veterinario. Per la strada agli amici che lo invitano a giocare racconta angosciato della spina che diventa (nelle parole e nella grafica delle parole) sempre più grande, chi è più sfortunato di lui? Tutti gli amici che Wiston incontra si interessano alla sua sfortuna e proprio in quel momento vengono travolti da incidenti di volta in volta più terribili, chi è risucchiato dal camion delle immondizie, chi inseguito da uno sciame d’api, chi aggredito da coccodrilli allo zoo. Ma niente, Wiston è talmente concentrato su di sè e la propria piccola spina e sfortuna che non si rende conto di nulla, non ricambia in nessun modo l’attenzione ricevuta dagli amici. 
Per fortuna la sorte sorride al cagnolino lamentino che ad un certo punto si accorge di non avere più la spina nella zampa e il lettore a questo punto pensa, legittimamente, “pure! Si è lamentato così tanto, non si è preoccupato degli amici a cui chissà cosa è successo, e non ha nemmeno più la spina nella zampa!?”
Calma, calma, il carma esiste, in teoria dovrebbe anche insegnare qualcosa e non mi pare sia il caso ma esiste: a Eiston dondola un dente. Si può essere più sfortunati di così? 
 Ma Wiston aimè sembra non aver imparato nulla, anzi, dal veterinario è così intento a piangersi addosso che chissà se si è accorto che tutti i suoi amici ingessati, malconci, in preda a crisi isteriche, sono lì in sala d’attesa come lui ma con cose mooolto ma mooolto più gravi e, guarda un po’, nessuno di loro si sta lamentando. 
A me piace immaginare che oltre i risguardi del libro Wiston giri la testa, osservi la stanza che lo circonda e mostri, prima ancora che compassione (nel senso letterale del termine) per i suoi amici almeno, un po’ di autoironia per la propria piccineria.
Sì, senz’altro andrà così.
Intanto, chiuso il libro, quello che ci resta è una storia importante di questi tempi.
Povero Wiston! è un albo appena uscito per Giralangolo di Pamela Duncan Edwards e un Benji Davies dal tratto quasi irriconoscibile.
Giralangolo in questa come nelle altre novità proposte conferma e continua la propria politica editoriale rivolta all’attenzione verso il sociale e il ribaltamento degli stereotipi con prodotti editoriali di grande qualità. Davies ha da poco vinto premi importanti per La balena della tempesta e Sulla collina ed ecco che la stessa casa editrice ce lo propone in una veste grafica diversa, più parodica, meno mimetica e all’altezza del contenuto ironico del testo di Povero Wiston! 

Il testo è molto ironico, le tavole vanno guardate con attenzione per seguire ciò che la narrazione dell’illustrazione propone oltre e in contrapposizione con il racconto che segue il punto di vista di Wiston. Sicuramente un albo che può funzionare e aiutare i bambini ad accogliere il mondo in modo diverso senza alcuna impronta didatticistica né educativa solo – e vi pare poco! – letteratura per l’infanzia! 
 
 
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