“Le streghe”. Lunedì di Dahl

Chi ha paura delle streghe? Buon lunedì di Dahl con Adolfina de Marco.
Nel 1983 veniva dato alle stampe dalla casa editrice Salani, con la traduzione di Francesca Lazzarato e Loretta Manzi e le illustrazioni di Quentin Blake, uno dei romanzi più interessanti e complessi della “bibliografia dahliana”: Le streghe.


Il protagonista è, come in altri romanzi dello scrittore, la voce narrante della storia che coincide (come in altri romanzi dello scrittore) con lo scrittore. (con tutti i distinguo del caso tra autore reale e implicito, naturalmente)

Il protagonista rimane orfano a otto anni mentre si sta dirigendo con i genitori a Oslo e si ritrova solo al mondo con la piacevole compagnia della nonna norvegese, un’anziana signora che fuma il sigaro e che ha un grande talento come narratrice. I suoi racconti vertono su un argomento inquietante, cioè sulle streghe di cui la Norvegia è molto popolata.
La nonna insegna al nipote a riconoscere una strega e descrive la loro organizzazione sociale. Trasferiti in Inghilterra per permettere al protagonista di proseguire gli studi, nonna e nipote sono costretti a rimanerci anche per le vacanze in quanto l’anziana donna si ammala e decidono di ripiegare su una vacanza in albergo nella stessa Inghilterra. E’ in questa ambientazione che il bambino si trova casualmente al congresso nazionale delle streghe diretto dalla Strega Suprema la quale progetta la trasformazione dei bambini inglesi in topi.
Saranno nonna, nipote e un loro amico a salvare le sorti dei bambini e delle bambine dell’Inghilterra.

Le streghe è un romanzo che apre una discussione sul valore del bene e del male e sulla scelta che un essere umano è tenuto a compiere. Sono molti gli elementi che invitano al confronto, per esempio “la maschera” per nascondere la vera identità, ma se ne possono scoprire molti altri attraverso la lettura di un romanzo che pone il lettore bambino di fronte ad una scelta di vita molto importante: la via del bene o del male.
La metafora è spiegata dallo scrittore stesso nella descrizione delle streghe, con l’espediente narrativo ci invita a riflettere su una domanda esistenziale ed essenziale: “Chi vogliamo essere nella vita?”, ma potremmo aggiungere “Come vogliamo essere nella vita?”.

Le storie di Dahl hanno il sapore ludico della competizione, mettono il lettore nella condizione di pensare allo scacco da muovere, invitano a cercare una soluzione.
Sono storie che rimescolano i pensieri e i sentimenti per dare un assetto nuovo alla propria esistenza.

Nel romanzo Le streghe, enigmatico e illuminante, Dahl aiuta ad interrogarsi alla ricerca del senso della vita.


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