“Matilde”. Lunedì di Dahl

Da sempre il simbolo stesso delle lettrici e dei lettori famelici.

Da sempre metafora per eccellenza del potere dei libri sulla realtà.

Ecco a voi Matilde!!

Della sempre preziosissima Adolfina de Marco per la rubrica del Lunedì di Dahl dedicata al centenario della nascita del grandissimo autore norvegese!!

Leggendo Dahl si gode della sua amicizia che, come tutte le grandi amicizie, ci aiuta a crescere e a prendere nuove posture.
L’amore che proviamo per i suoi personaggi ci schiarisce le idee facendoci riconoscere ciò che proviamo: l’amore per l’Uomo.
Fra i grandi classici della letteratura per l’infanzia, Matilde occupa uno spazio dove non è possibile collocare altri libri e, non a caso, il romanzo è stato messo verso la fine delle escursioni romanzesche dedicate allo scrittore su questa rubrica.
Di Matilde sarà percorso il sentiero che riguarda l’etica, ritenendo questo romanzo un’opera di filosofia per ragazzi.

Matilde è una bambina intelligentissima che a soli tre anni aveva già imparato a leggere e un anno dopo aveva già letto tutti i libri della biblioteca pubblica. I due genitori, i signori Dalverme e il fratello Michele, non comprendono la sua intelligenza e la sua sensibilità e la ritengono viziata, strana, anche rompiscatole e non vedono l’ora di sbarazzarsi di lei. La vita che conducono (e le impongono) i suoi genitori è piuttosto squallida e desolante: il padre è un carrozziere disonesto che fa parte di una banda di ladri e la madre passa tutti i pomeriggi al giocare a bingo o davanti alla TV. Quando inizia la scuola Matilde incontra un mondo fatto di adulti terribili come la preside signorina Spezzindue che si diverte a punire gli alunni rinchiudendoli nello Strizzatoio, un armadio pieno di chiodi. Di fronte all’ottusità, all’ignoranza e alla cattiveria di questi adulti, Matilde sprigiona la sua energia e trasforma il suo sguardo in uno strumento magico, capace di modificare la realtà e di agire nel nome della “giustizia”.
Proprio su questo concetto fanno leva le azioni di Matilde che combatte la sua battaglia a colpi di cultura, onestà e coraggio.

Quello che suggerisce Dahl è un percorso pedagogico da adottare nella pratica educativa, invitando i ragazzi non solo a leggere il romanzo per gustare l’intraprendenza dell’eroina ma anche a considerare la propria posizione nel mondo e gli strumenti per riuscire a migliorarlo.
Matilde accende lo sguardo e indaga la realtà nella piena convinzione che ogni “cosa” debba essere messa nel giusto posto, secondo la propria natura e secondo una giustizia dettata per il bene di tutti: la crudele preside signorina Spezzindue è costretta a restituire la casa e lo stipendio alla maestra signorina Dolcemiele; quando il padre decide di lasciare la casa per andare in Spagna e scappare dalla giustizia, Matilde viene adottata dalla maestra Dolcemiele la quale si prenderà cura di passare l’alunna geniale in classe quinta.

Un romanzo sostanzioso, si potrebbe definire, da gustare lentamente, a piccoli bocconi, perché su Matilde si potrebbe ritornare per parlare di altro…


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