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“Miss Charity” di Marie-Aude Murail

Per il libro di oggi, lettura sopraffina, ci vuole una premessa, anzi due.

Ho un enorme debole per i romanzi vittoriani.
Non ho mai sopportato Peter Coniglio e i personaggi di Beatrix Potter…fino ad oggi.

Il romanzo di Marie-Aude Mura Miss Charity è un perfetto romanzo inglese ottocentesco moderno che racconta di una donna, prima bambina, straordinaria. Ricordo che quando questo romanzo uscì qualche anno fa in Italia si disse che era un omaggio a Beatrix Potter. Mi pare che su questo non ci sia ombra di dubbio, nonostante la protagonista si chiami Charity e non Beatrix la storia è quella della prima autrice illustratorice per bambini che ha aperto la strada alle storie con animali antropomorfi.
Tuttavia non credo che l’omaggio alla Potter sia il solo o il più importante, la scrittura di questo libro ci racconta di molta pratica e prossimità con le Bronte e la Austen, mentre i dialoghi stupefacenti, sempre più scoppiettanti verso la fine della narrazione pagano tributi di ogni genere a Bernard Shaw e Oscar Wild coevi della Miss Charity Tiddler che ha l’enorme fortuna, nella grande sfortuna che è la sua esistenza, di poter vedere le prime delle opere dei due grandi scandalosi autori a teatro.
Ci sono talmente tanti tributi in questo libro strano della Murail che la sua originalità è perfetta.
Sembra un paradosso e invece è proprio così: la modernità è vera e completa quando conosce riconosce e supera il passato e mi pare che Miss Charity lo faccia egregiamente.

La scrittura è in prima persona, una sorta di diatri della piccola Charity che per sooravvivere alla solitudine di un’infanzia “per bene” si crea un mondo parallelo di scoperte animali, un piano parallelo della casa in cui vivono con lei ratti, gufi, conigli, e chi più ne ha più ne metta.
Una passione certo sconveniente per l’epoca, una passione che salva una mente possente e disadattata dalla claustrofobica società del tempo.
Una passione che diventa vita moderna quando Charity finalmente vince su tutti e si affranca con i suoi soldi guadagnati, con il suo lavoro artigianale, con una forma di rispetto inedito e nuovo verso i bambini.

Non so voi ma io spesso mi domando cosa deve esser stata l’esistenza dei bambini nel passato, e come e quanto questa esistenza emarginata e dolorosa e dolorante abbia prodotto generazioni di adulti “malati”.
Miss Charity Tiddler riesce, e qui sta la modernità del personaggio, della Potter, ma nella sua chiave specifica anche del libro, ad immaginare di poter darsi un’infanzia diversa, inaudita, di poter dare ad una ogni bambino un’infanzia diversa, divertente, innanzitutto, sconveniente talvolta e per questo possibilmente felice.

Bello!
È quando mi capitano libri del genere, rivolti ai ragazzi per di più, che mi convinco sempre più dell’importanza della cura all’infanzia e adolescenza e dello straordinario potere della letteratura.

Non perdetevi l’intervista alla Murail dedicata a Miss Charity su Liber 102, potete leggerla qui.

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