“Pesciolino” ovvero la narrazione

Care teste fiorite,
È con grandissima gioia che vi dico che finalmente sono in vacanza!!!
Le teste qui da noi si innaffiando anche con l’acqua salata tuttavia, o forse proprio per questo, io blog prenderà ritmi un po’ più lenti, più in sintonia con l’aria da mare delle ferie!
Ma non preoccupatevi, ci sono sempre e ogni paio di giorni avrete notizie e letture fresche, gli altri vi riproporrò via social dei post vecchi che magari vi siete persi!

Noi in vacanza ci siamo portati vari libri tascabili tra cui un vero classico: Pesciolino, cantastorie birichino della infallibile accoppiata Donaldson e Scheffler.

Trascurerò il panegirico su queste due autrici per dirvi il perché trovo questo albo geniale per costruzione e trama.


La storia del Pesciolino birichino che per giustificare il ritardo a scuola ogni mattina si inventa una nuova sequenza di straordinari eventi è niente di più e niente di meno della storia della narrazione orale del genere umano.
L’iterazione dell’evento narrativo annunciato e concluso con la formula rituale :

“Pesciolino è tutto vero?”
“Certamente son sincero!”
“È una storia strampalata”!
” Di sicuro l’ha inventata!”
“A me sembra molto bella!” dice invece Pinnarella che la racconta alla nonna.

Crea quel necessario ambiente emotivo che ci avvisa che siamo nel mondo di mezzo della narrazione, soglia tra la realtà e l’invenzione, la menzogna, quasi.

E se ogni volta i pesciolini diffidenti cambiano, Pinnarrella si conferma imperterrita la sostenitrice di Pesciolino e non perché giudichi la storia raccontata dal piccolo pesce birichino vera o falsa ma perché cambia scala di giudizio e sceglie quella dell’estetica. La bellezza! La bellezza della narrazione che, vera o falsa che sia (che importa in fondo!) val la pena di essere raccontata ed è così che di orecchio in orecchio le storie di Pesciolino fanno il giro dell’Oceano.
E quando Pesciolino si perde (chissà se il creatore di Nemo conosceva la Donaldalson, secondo me sì) ritrova la strada di casa perché sente dei pesci che raccontano le sue storie e risalendo di narratore in narratore arriva fino a Pinnarella: a casa.

Certo! Le storie sono salvifiche! In ogni senso! Anche Omero avrebbe ritrovato la strada di casa alla stessa maniera, ne sono sicura!

E quando finalmente Pesciolino torna a casa la storia che racconta è la più bella di tutte: la storia di una storia che ha segnato la strada parola per parola come i sassolini di Pollicino! Una storia che vale la pena di essere messa per iscritto perché tutti conoscano il potere salvifico della letteratura. Ed ecco che nell’ultima tavola Alex Scheffler fa comparire il ritratto di Julia Donaldson che in veste da sommozzatore prende appunti per la gioia di tutti i bambini.

Inutile dire che in tutto questo la rima non è indifferente come non lo è stato il metro per la poesia antica.

Alcune chicche del l’illustrazione poi sono impagabili, immancabile torna il capolavoro delle due autrici: un mimetizzato Gruffalò in versione pesce!

Due cose per finire:
Ovunque siate riprendere in mano Pesciolino.
Ma soprattutto: usiamo il metro della bellezza e non quello della veridicità!!

Teste Fiorite