“In solitario. Diario di volo”. Lunedì di Dahl

Dopo la minimissima interruzione di ferragosto il lunedì torna a Roald Dahl e alla penna (digitale) di Adolfina de Marco.

Dopo aver letto Boy e aver conosciuto uno scampolo della “storia imprevista” di Dahl, leggiamo anche In solitario. Diario di volo, ovvero un’altra parte della vita del narratore norvegese.




Definiamo con scampoli o parti o stralci di esistenza quella che Dahl trasferisce sulle righe perché egli stesso, nel capitolo introduttivo, ama chiarire al lettore che scrivere una autobiografia non è un’impresa facile, quindi, per non cadere in lungaggini noiose e retoriche descrizioni, bisogna essere abili e selezionare ciò che può essere stato un avvenimento importante e che il lettore possa ritenere di “utilità narrativa”.

In questo romanzo, Dahl traspone la propria esperienza lavorativa in Africa per la compagnia petrolifera Shell e la partecipazione come pilota della RAF (Royal Air Force) durante la seconda guerra mondiale.

La scorrevolezza della scrittura, la sobrietà e l’eleganza dei racconti svelano i segreti del volo, qui paragonabile al volo di un rapace che si libra solitario nell’aria, tutto preso dalla conservazione di se stesso e dalla tensione che gli impone un’esistenza all’erta, in luoghi esotici e per antonomasia selvatici.
Esperienza che gli è valsa un tesoro in termini di conoscenza del valore della vita, dell’Uomo e della Natura; soggetti e trame che egli trasferisce direttamente nei romanzi e inebria della sapienza raccolta in queste lande “in solitario”, appunto.

Il focus del romanzo è il vissuto “in solitario” da non fraintendere con una condizione di isolamento; momenti, questi, che emergono sporadicamente nella lettura ma che vengono accolti dallo scrittore come metamorfosi dell’anima.
Le tante vicende che hanno creato l’esperienza del volo hanno plasmato l’uomo-scrittore colmandolo di entusiasmo, delusione, dolore, perdita, paura, traumi, felicità che ha saputo elaborare e rigettare nei suoi scritti.

Non bisogna smettere di pensare che quello che ci ha trasmesso Dahl attraverso i suoi scritti è un modello pedagogico che richiama – sempre – l’uomo a ripensare alla propria esistenza, ogni volta in modo diverso, con parabole diverse perché -si sa- diverso e complesso è l’universo umano.

Con In solitario. Diario di volo, edito per la prima volta nel 1986 con le illustrazioni del fedelissimo Quentin Blake ed oggi nel catalogo Salani, il grande scrittore ci invita a compiere “un volo in solitario” per riprendere le redini della nostra vita e per tutte le ragioni che da secoli hanno dato al “volo” significati e valori.
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