“Il cavaliere panciaterra” di Gilles Bachelet

Non so voi ma io ho sempre più bisogno di imbattersi in libri della leggerezza degna di Astolfo sulla luna.

Non è semplicissimo trovarli, sono libri in cui vige un bilanciamento perfetto tra ironia, spudoratezza, illustrazione ammiccante e tecnica narrativa sopraffina.
Stesera l’ho trovato un libri così e ve lo propongo per ciò che è: un piccolo co centrato della migliore letteratura per bambino formato…lumache.
Il cavaliere panciaterra deve essere un felice sovrano di aiuole, come ad ogni bravo re capita di andare in guerra. Cosa assai triste se non fosse che il mestiere delle armi nel mondo lumacoso è tutt’altra cosa rispetto a quella catastrofe a cui aimè ancora assistiamo.
Il cavaliere si sveglia invocando la massima rapidità ma prima si dedica una pantagruelica colazione (lauto pasto dice il testo) un po’ di esercizio fisico, un po’ di gioco con i suoi piccoli, una rapida toeletta in casca da bagno ecc. Ecc.
Praticamente sta per volatilizzarsi dalla velocità quando accompagna una bambina lumaca dal cappuccio rosso che si è smarrita, scrive la storia della sua vita su un Congo a mo’ di colonna traiana. Quando finalmente raggiunge il campo di battaglia è l’ora di pranzo, tutto si ferma i nemici giurati mangiano insieme, anche i due capi con le rispettive gamelle in cestini d’asilo si ci concedono un pasto degno di questo nome prima di….fare il riposo postprandiale.
La visione è apocalittica come quella di un vero campo di battaglia, centinaia di corpi a terra, ma sono solo addormentati, qualcuno si ciuccia un’antenna, sicuramente tutti perdono qualche bavetta…
Ecco, la giornata è finita e la storia si riprete così il giorno dopo…d’altra parte, scusate, ma che fretta c’è?

Morale della favola (quando ce vo ce vo) tutto può aspettare tranne un bacio bavoso….

Ve l’ho raccontato ma la realtà è che questo albo si racconta solo guardandolo perché ogni singola parola trova smentirà ironica nell’immagine, perché potrete trovare citazioni colte ad ogni piè sospinto.
Nella camera dei piccoli campeggia l’albo “Il mio ippopotamo” e un pupazzetto di elmer fatto a lumaca, sulla strada di casa il cavaliere si.imbatte nei tre briganti dell’omonimo racconto e…potete passare ore a cercare dettagli.

Uno però ve lo svelò perché mi era sfuggito ma all’occhio bambino appare…la scena iniziale che si ripete identità con qualche minima variante alla penultima pagina , ha una variante anche nel ritratto appeso sul letto che non rappresenta più gli sposi vicini, alla fiamminga, ma gli sposi che ai baciano con tanto di bava e se pensate che è la pagina che precede la murale del tempo perso…

Perdetevi nelle pagine!

Gilles Bachelet è un genio del nonsense e dell’ironia in formati albo illustrato, suoi Il mio gatto è proprio matto e Quando il mio gatto era piccolo e La signora coniglio bianco tutti editi, come quest’ultimo, da Il Castoro.

Meno nonsense e più ironia per raccontare la realtà, mi pare, in questi ultimi titoli ma la cifra stilistica c’è tutta e il divertimento è assicurato a qualunque livelli di lettura vogliate applicarvi!

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