Sabato abbiamo inaugurato il terzo anno del gruppo di lettura dedicato alla letteratura per l’infanzia con un tema che è un vero e proprio topos della letteratura per l’infanzia e dell’infanzia tour cour.

Nonostante questo suo indiscusso status se fate una ricerca on line vi accorgerete che ben poco è stato scritto di divulgativo, non scientifico, sull’espressione in forma letteraria dell’amico immaginario.

Chi è; cosa fa; quando compare; come si comporta, l’amico immaginario?

A parte le risposte che potrebbe darvi uno psicologo o un pedagogista, quello che a noi interessa, come sempre, è la letteratura e il modo in cui essa dà voce alla realtà del bambino.

Grazie al preziosissimo contributo di Adolfina de Marco che ha davvero studiato l’argomento e portato molti libri su cui ragionare, ci è capitato notare, leggendo i vari libri messi sul tavolo, che ancora spesso persiste anche nei libri l’idea per cui questa creatura dell’immaginazione del bambino nasca da un disagio sociale o psichico del bambino. Lo si ritiene spesso, come è stato anche per la psicologia fino a non molto tempo fa, un’emanazione tipica dei bambini soli, dei figli unici, di chi si trova ad affrontare una fase difficile o ha difficoltà relazionali e invece non è così, o almeno non sempre.

La  creazione di un amico immaginario, lo ha dimostrato Marjorie Taylor una volta per tutte, è semplicemente una delle funzioni del pensiero, immaginazione, cervello infantile che spesso ha anche la funzione, quasi al contrario di quanto si tenda a pensare, di “allenare” il bambino alla relazione sociale e alla risoluzione di problemi mettendosi in situazione di dover giocare ad avere un perenne contraddittorio o almeno un assiduo confronto con un altro da sè, per quanto emanazione di uno stesso sè.

L’amico immaginario è un amico reale, sembra un gioco di parole ma è proprio così: quello che il bambino sperimenta per periodi più o meno lunghi di tempo, è una vera esperienza di amicizia, non per niente questa creatura che ad un certo punto gli appare a fianco è dotata di una propria identità e di un proprio carattere con cui confrontarsi.
Così come appare, l’amico immaginario, ad un certo punto svanisce e forse, come ha notato Chiara nel nostro gruppo, questo è il processo più interessante da tentare di comprendere: quando e perché il bambino smette di dar vita a questa funzione dell’amicizia. Per qualcuno può essere segno di un passaggio emotivo e evolutivo, la fine di una parte dell’infanzia, ma per moltissimi non è così, gli amici immaginari nei bambini piccolissimi vanno e vengono, sono diversi e scompaiono certo non quando o perché sta svanendo i pensiero immaginifico tipico dell’infanzia.

Come risponde e dà voce la letteratura per l’infanzia a tutto questo?
Abbiamo messo sul tavolo diversi titoli, albi illustrati e narrativa, tra poco ve li elenco come sempre sperando di riuscire a darvi una mini bibliografia sull’argomento. Vi dico subito che non tutti i titoli hanno lo stesso valore, alcuni, quelli più espliciti in narrativa, sembrano fatti ad hoc per “trattare di un disagio” normalizzare un qualcosa che gli adulti fanno fatica a riconoscere come “normale” e di conseguenza anche i bambini e i ragazzi man mano che l’età aumenta. Ma abbiamo appena visto che così non è ed è per questo che tali titoli non sono “credibili” dal punto di vista letterario e narrativo, a mio parere.

Una cosa è certa l’amico immaginario, in quanto estremo orizzonte, in qualche modo, della potenza immaginifica dell’infanzia, mette in scacco l’adulto. Come ha notato Giuditta l’amico immaginario, e più in generale la possibilità che il cervello dei bambini ha di creare mondi diversi e paralleli, è un autentico privilegio dell’infanzia.
Con l’età adulta si perde, in alcuni casi, aimè forse la maggior parte, si perde anche la memoria di avere avuto una tale potenza da bambini e il distacco è assoluto. Negli adulti che conservano il famoso orecchio acerbo invece la situazione è un po’ diversa, al senso di superiorità nei confronti del bambino si sostituisce innanzitutto un profondo rispetto.

Una cosa è certa, il far finta, il gioco dell’immaginazione e l’amico immaginario come la super emanazione di queste capacità, sono cose serissime a cui si deve il massima considerazione, nessuna ironia, nessun sorrisino di superiorità, nessuna preoccupazione.

Qualche tempo fa la rivista Andersen  ha dedicato un numero all’argomento dell’amico immaginario e vi rimando a quello per gli approfondimenti impossibili in questa sede.
Qui di seguito invece la mini bibliografia che il nostro gruppo di lettura propone sull’argomento e che questa volta più che mai vi chiedo di integrare!

Ma prima vi ricordo che il 
prossimo incontro del gruppo di lettura di Venezia “Libro peloso” sarà
sabato  22 ottobre, 10-12, presso il Circolo culturale Paolo Peroni in Campo Santa Margherita, 
tema: distacco e separazione.

– Fred, l’amico immaginario, Foin Colfer, Oliver Jeffers, Mmondadori,  albo illustrato (novità succulenta che vi racconterò nei prossimi giorni).

Il mio amico Pi, Marinella Barigazzi, Valentina edizioni, albo illustrato.

Sulla mia testa, Emile Jadoul, Babalibri, albo illustrato. 

Il mio amico immaginario, Barbara e Marioandrea Barbantini, Artebambini, albo illustrato.

Sorellina tutta mia, Astri Linsgren, Il gioco di leggere, albo illustrato.

Un mammut in frigorifero, Michael Scoffier e Matthieu Maudet, Babalibri, albo illustrato.
– Rudiger Bertram, Coolman e io, Castoro, narrativa.
L’isola del tempo perso, Silvana Gandolfi, narrativa.
Bruno lo zozzo e la dieta mostruosa, Simone Frasca, Piemme, narrativa.
Il mio amico immaginario, Harrold, Mondadori, narrativa.
La nonna sul melo, Mira Lobe, Battello a vapore
Lupo sabbioso, Asa Lind, Bohem press.
Dory fantasmagorica, Abby Hanlin, terre di mezzo.
Al gruppo è comparso anche il sempre perfetto Paese dei mostri selvaggi di Sendak ed io per onore di cronaca ve lo propongo anche se abbiamo infine convenuto che l’amico immaginario è una specificità con caratteristiche proprie, come accennato, della più diffusa potenza immaginifica dei bambini rappresentata dal paese dei mostri!
Si accettano suggerimenti bibliografici per arricchire la nostra ricerca ed intanto vi chiedo: vi ricordate di aver mai avuto un amico immaginario? 
Come e quando è scomparso? 
Il distacco e la separazione tema del prossimo incontro il 22 ottobre!