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Roald Dahl il cantastorie. Lunedì di Dahl

Mancano una manciata di ore e siamo ormai nella data ufficiale del centenario dalla nascita di Roald Dahl, grandissimo autore a cui da mesi insieme ad Adolfina de Marco dedichiamo la rubrica settimanale del lunedì.

Chiudiamo l’ultima puntata di questo percorso con una biografia di questo gigante gentile della letteratura per l’infanzia.

Di Roald Dahl abbiamo avuto più di una occasione per conoscere alcuni aspetti della sua vita privata che hanno ricondotto il lettore ai personaggi dei suoi romanzi per una certa somiglianza alle imprese di cui lo scrittore è stato protagonista in prima linea. Si pensi a Boy e In solitario, in cui lo scrittore ha selezionato per il suo amato pubblico un percorso di lettura per non essere noioso e per quella sua particolare empatia che riversava nelle pagine.

Altra cosa è la biografia scritta da Donald Sturrock, scrittore e giornalista inglese, che si è dedicato al gigante norvegese con passione e rigore scientifico per regalare il profilo inedito, misterioso, contradditorio, cupo, appassionato, del protagonista in questione. Il riferimento va al volume Roald Dahl il cantastorie, edito dalla bolognese Odoya nel 2012 con una preziosa prefazione del saggista Goffredo Fofi.



Il lavoro di Sturrock è stato premiato dalla critica e dai lettori per l’accuratezza e la ricostruzione minuziosa della biografia tanto da far risalire le origini della famiglia di Dahl alla Gran Bretagna che riconosce nell’eroe nazionale scozzese William Wallace (chi ricorda l’interpretazione di Mel Gibson nel film Brave Heart?), un suo antenato. Legame, questo, di fatto molto tormentato in quanto Dahl “sotto molti punti di vista(…) conservava la mentalità di un émigré”.

Dal capitolo di apertura Outsider all’ultimo, Inutile lottare, il volume parla di un uomo complesso e contraddittorio che ha fatto della propria vita una piattaforma per lanciare chiari messaggi al genere umano, intrisi di moralità.

Dai racconti per adulti, che l’hanno definito “maestro del macabro”, alle rime deliziose che accompagnano molti testi per lettori “non adulti”, non mancano ammonimenti di infarinatura etica.

Il volume, inoltre, contiene un inserto fotografico che accompagna la lettura e la ricostruzione di gran parte della sua storia personale: dal nonno, alla Gipsy House, i suoi figli, le due mogli Patricia e Felicity, al suo incontro con Walt Disney per la trasposizione cinematografica di Gremlins, fino alla sua capanna dove si ritirava per creare.

Più che una biografia, direi che Sturrock ha il merito di aver dato voce ad un uomo straordinario, dal particolare scintillio negli occhi.


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