Libri divertenti. Risate al gruppo di lettura “Libro peloso”

Dopo aver per oltre due anni sviscerato temi di ogni genere finalmente ci siamo dedicate al puro divertimento con un incontro sui libri divertenti che spesso vengono un po’ “snobbati”, forse, perchè….cerchiamo un libro “medicina”, un libro che ci aiuti in qualche cosa di più o meno difficile, ad affrontare ogni sorta di problemi, non un libro che faccia ridere i bambini.

Qui però vanno fatte 3 precisazioni:

– la missione della letteratura non è curare una cosa nello specifico ma la vita in sè e per sè. Un vero viatico senza controindicazioni ma anche senza indicazioni terapeutiche precise.

– ogni libro di letteratura, se proprio vogliamo vederla da questo punto di vista, “dice” qualcosa, parla al bambino narrando mondi diversi e possibili, nutre lo spirito critico e guerriero che rugge dentro ogni piccolo essere umano.

–  far divertire i bambini, davvero, non è affatto semplice.

“secondo te, tutti i libri per bambini dovrebbero essere divertenti?” chiese la maestra.
“Certo. I bambini non sono seri come gli adulti, e ridono volentieri”

L’avete riconosciuto? E’ nel primo dialogo tra Matilde e la signorina Dolcemiele in Matilde di Roald Dahl, non per niente un nome che più di qualunque altro ha fatto ridere generazioni di bambini.

Ma cos’è che scatena il divertimento in un libro per bambini, in un albo illustrato?
A mio modo di vedere, ditemi cosa ne pensate, gli elementi di fondo sono riconducibili a 4 tipologie di narrazione (caspita, stasera mi vengono gli elenchi…):

1)  storie con un tema esilarante di per sè: penso alle opere sulla cacca, ad esempio.

2) storie che riprendono in maniera mimetica e realisticamente impossibile i desideri e il punto di vista dei bambini.

3) Storie in cui l’ironia la fa da padrone, e qui il tipo di ironia cambia a seconda dell’età: per i piccolini, se non è ancora del tutto comprensibile l’ironia comunemente intesa basata sul rovesciamento del senso, funziona perfettamente l’ironia che gioca sul rovesciamento di un singolo elemento della narrazione.

4) l’inarrivabile nonsense.

Tanto per capirci vi faccio un esempio di libri che io faccio afferire alle 4 tipologie nominate:
1) Chi me l’ha fatta in testa di Worlf Erlbruch, L’incredibile storia di Lavinia di Bianca Pitzorno, o Le puzze dell’elefante di Pittau e Gervais.

2) Facciamo che di Marois e Dubois, Pippi Calzelunghe.

3) Quando il mio gatto era piccolo di Bachelet, Piccola di Stower. Il rinoceronte di Rita di Tony Ross.

4) Un mammut in frigorifero di Escoffier e Maudet, Alice nel paese delle meraviglie di Carrol.

Nel cercare di fare mente locale su albi e libi divertenti mi è capitato di notare che si tratta nella maggioranza dei casi di autori stranieri, spessissimo di tradizione anglosassone, francese o nordica. Senza tornare a scomodare la Lindgren ma i primi maestri del divertimento a misura d lettore bambino che mi vengono in mente sono:

Chris Haughton
Gilles Bachelet
Donaldson e Scheffler
Quentin Blake
Tony Ross
Olilver Jeffers

Come mai un’assenza tale nel panorama italiano? Innanzitutto non avendo svolto in proposito una ricerca approfondita sono ben lungi dal dire che in Italia non abbiamo autori che sanno far ridere, anzi, dico solo che la tendenza mi pare chiara e mi pare di riconoscerne le ragioni in due elementi (e dalle stasera con gli elenchi!, scusate oggi butta così): uno legato probabilmente alle logiche di mercato per cui vengono acquistati dall’estero solo alcuni titoli di alcuni autori ma non è detto, almeno io non ne sono affatto sicura, che nei loro Paesi non pubblichino anche libri “più impegnati” ma legati alla loro società e quotidianità che non avrebbero troppo senso in un’altra nazione (il che però mi fa pensare che se si comprano dall’estero titoli divertenti forse in Italiano non è che brulichino); il secondo mi pare più profondo e forse più interessante e riguarda la nostra cultura italiana cattolica in cui il didatticismo e la narrazione moraleggiante l’hanno fatta da padroni fino a non molto tempo fa ed hanno condizionato il nostro modo di scrivere letteratura.

Beh, com’è come non è mi fermo qui non questo mini racconto del nostro sabato al gruppo di lettura in cui, senza alcuna pretesa se non quella di star bene insieme occupandoci di libri, ci siamo interrogate su cosa faccia ridere e divertire i bambini e le bambine e prima di lasciarvi ai libri che abbiamo letto vi ricordo il prossimo appuntamento il gennaio alle 10.00 sempre a S. Margherita Venezie. Niente tema, si cambia rotta, cominciamo a fare incontri per autore dedicati all’analisi della poetica e il primo ospite del nostro gruppo di lettura rinnovato sarà: WORLF ERLBRUCH

L’incredibile storia di Lavinia, Bianca Pitzorno, Emme edizioni.

Facciamo che, Marois e Dubois, Orecchio acerbo.
Cornabicorna, Babalibri

Il giornalino di Gianburrasca, Vampa, Giunti. 

Bianco e ugusto e il palloncino, Delafosse, Emme edizioni. 

Lo strano animale del signor Racine, Tomi Ungerer, Nord Sud Edizioni.

Last but not least, quello che ci ha fatto davvero ridere a crepapelle.

Zagazoo, Quentin Blake, Camelozampa.

2 pensieri riguardo “Libri divertenti. Risate al gruppo di lettura “Libro peloso”

  • 1 Dicembre 2016 in 7:40
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    Ciao Roberta, grazie di questo blog. Io in famiglia "mi occupo" della letteratura russa, italiana non la conosco, i tuoi consigli sono molto apprezzati.

  • 1 Dicembre 2016 in 10:45
    Permalink

    Grazie Tatiana!! Allora suggerisco qualcosa di bello della letteratura russa per bambini, io non la conosco affatto se non è stata tradotta in italiano!

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