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“Il sogno di Youssef” per la giornata del migrante.

Curioso che proprio sotto Natale, quando tutto si edulcora sia stata indetta la Giornata mondiale del migrante. La data è quella di una dichiarazione importante e mai ratificata: la carta sedi diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie così come stabilità nel 1990 dall’Onu.

I bambini sono migranti che subiscono le migrazioni decise dai grandi che scappano da condizioni inumane anch’esse create dai grandi. La condizione del bambino migrante è quella davvero dell’ultimo degli ultimo poiché a lui, a lei, è dato solo subire quello che capita sotto il cielo.

Tuttavia c’è un potere che nessun grande potrà mai togliere a nassun bambino, e qui il Natale con la sua essenza magica rientra a pieno diritto: il potere del desiderio e dell’immaginazione della realizzazione del desiderio.
Youssef è un bambino a cui la guerra ha tolto tutto, l’amica amata e persino il muro di casa su cui disegnava la caravella per raggiungere sul mare la sua amica Maryam salita su un barcone la notte in cui ha scoperto l’esistenza del mare.
Ma nessuna bomba può contro il sogno di Youssef che lo fa salire finalmente sulla caravella della Luna per cercare nel mare la sua amica. Tutto per restituirle una scarpetta, un sandalo.
Niente rintocchi, nessun principe, solo una storia vecchia come il mondo: due essere umani che si perdono e si cercano… E si trovano nel sogno che, forse, in questo mondo o in un altro, diventa realtà.

Un sandalo è tutto ciò che resta a Youssef di Maryam e a me viene da pensare al racconto del signor Palomar di Calvino proprio sulle ciabatta spaiata. Quando, dove, perché è stata presa quella scarpa, in fondo delle scarpe, tanto piu se spaiate hanno molto da dire si chi le ha indossate. Noi sappiamo chi, dove, quando e perché il sandalo è stato perso ma di Maryam possiamo solo, come il signor Palomar immaginare l’esistenza di gioco di bambina.

Il sogno di Youssef scritto da Isabella Paglia e illustrato dall’inconfondibile stile di Sonia Maria Luce Possentini, è un nell’albo di Camelozampa, un albo delicato e importante in cui l’ineffabile trova voce sottile nell’allusione di parole e immagini all’unisono. L’aria abbagliante che le tavole della Possentini ci portano in pieno dal sogno alla realtà e nel mo di straordinario che vi è in mezzo e di cui solo i bambini conoscono l’entrata.

In questo giorni della tragedia del popolo di Aleppo, in questo giorni in cui ancora una volta fare i conti con l’essere umano è praticamente impossibile, a volte provo pudore, quasi vergogna, di star qui ad occuparmi  di libri per bambine e bambini.
Ma poi arriva forte e profondo il senso che occuparsi della letteratura per l’infanzia è per me davvero un antidoto potente alla barbarie umana dei grandi.
Non utopia ma puro servizio sociale perché ogni bambino migrante possa essere accolto.

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