“Salvataggio a mezzanotte” di Bruno Tognolini e Pia Valentinis

Avete presente la scena di Eduardo de Filippo in Natale in casa cupiello  “ti piace o presepe” (potete rivederla qui, se volete)?
Il presepe, quello che ognuno di noi, anche laico, fa in casa propria sotto l’albero mescolando sacro e profano, aggiungendo simboli ai simboli perchè la notte di Natale abbia la magia necessaria, è il modo per perpetrare una storia di attesa che da duemila anni si rinnova affinché il miracolo avvenga, sempre, puntuale.
Ma non si perpetua solo l’attesa, questo è l’elemento più noto della storia che c’è dietro il racconto della nascita del bambino Gesù narrata nei vangeli apocrifi; ogni anno si perpetua anche un grave pericolo che deve essere sventato in tempo: il pericolo della mancata nascita.

Perché, potrebbe non nascere Gesù bambino a mezzanotte del 25?

Per l’appunto, potrebbe non nascere, lo assicurano tradizioni popolari di ogni dove in cui la paura accompagna l’attesa. Ma chi è che dovrebbe mettere a rischio la nascita di questo bambino? Ma il sicario mandato da Pilato, naturalmente!

Aaaaa, direte voi, quello? Ma ormai sappiamo già come è andata a finire questa storia, non si sa nemmeno più nulla di cosa è successo a quel sicario, il bambino è nato e ha portato la pace in terra agli uomini di buona volontà…o almeno così sarebbe dovuto accadere.

E invece no, qui sta il bello, voi pensate che ormai la strada della storia sia stata spianata dalla Storia e invece così non è perché ogni anno il sicario raggiunge la grotta e mette a serio repentaglio la natività più famosa della storia dell’Umanità. Avete presente quella statuina che avete nel presepe un po’ più bruttina, tutta coperta fino agli occhi dal mantello, con l’aria un po’ truce? Beh, non è così perché la macchina dell’industria che l’ha sputata fuori l’ha fatta male ma perchè proprio lì sotto si cela il sicario, il cattivo dei cattivi, o almeno la longa mano del cattivissimo Pilato. Cattivissimo, certo, vi viene in mente un altro modo di pensare a qualcuno che fa eliminare i bambini appena nati?

Come fare a liberarsi di questo losco figuro?
Semplice, basta avere in casa un…elemento di disturbo del presepe. Il gatto è indubbiamente un ottimo esempio, anche un bambino piccolo però potrebbe esserlo…solo che i gatto ha “zampa libera” e non visto fa un po’ quello che vuole, al bambino invece stanno solitamente tutti lì sul collo ed è difficile che possa far sparire una statuina senza che nessuno sen’accorga, non vi pare?

Per fortuna a casa di Gabriele e Carlotta c’è un bel gattone striato a cui piace molto giocare con albero e presepe, in lui infatti intuiscono la salvezza San Pietro e l’Arcangelo che immobili nelle loro statuine scrutano con trepidazione i movimenti del gatto per salvare il bambino anche questa volta.

La storia di Salvataggio a mezzanotte raccontata da Bruno Tognolini e illustrata da Pia Valentinis, Le rane intelinea edizioni (2011) è un racconto credo poco noto di una altrettanto poco conosciuta tradizione che vuole ripetersi ogni anno il salvataggio di Gesù bambino. Il libricino, con delle illustrazioni di Pia Valentinis che ci dicono quanto sia cambiato il suo segno in questi 5-6 anni e come al tempo stesso sappia modulare colori e tecniche a seconda del contesto narrativo, ha un’impostazione narrativa interessante, che gioca sull’eccentricità del punto di vista che non è quello del gatto, nemmeno quello dei bambini, bensì quello dell’arcangelo (non a caso in copertina con il gatto l’uno artefice del salvataggio, l’altro annuciatore della nascita) e di San Pietro. Bellissimo il passaggio, riportato nella pagina qui di seguito, in cui Pietro si tiene il mantello per il gran vento. Tira aria nel presepe, e che sia aria buona o aria cattiva dipende da chi potrete mettere in campo, casa per casa, per assicurarvi ancora e sempre il miracolo della nascita salvifica.

Ogni anno il salvataggio di mezzanotte ha luogo, in ogni casa, in ogni luogo, dove meno ve l’aspettate e questa storia che aggiunge trepidazione all’attesa mi pare bellissima da raccontare ai bambini con tutti i suoi azzeccatissimi espedienti letterari e iconografici.

Che il bambino di cui onoriamo la nascita ogni anno sia o non sia (stato) il messia atteso, quello che nella tradizione ebraica è di là da venire e che giungerà un giorno di pace, tutto sommato mi pare secondario, ogni nascita è un piccolo miracolo, ogni bambino è degno di nascere e di essere accolto, ogni cosa deve essere tentata, tiri o non tiri vento, gatto o non gatto, perché ci si dia una possibilità di salvezza ed ogni bambino o bambina che nasce, per come la vedo io, è una possibilità di salvezza in più per l’Umanità che rotola.

La mattina dopo, a casa di Lele, Carlotta trovò sotto il solito mobile la statuina che Jana aveva rubato per giocare, la restaurò un po’ coi pennarelli, e la rimise sul presepio.

Ma ormai era tardi per il lavoro del sicario.

Anche quest’anno gli era andata male.

Chissà il prossimo anno chi lo fermerà.

Un pensiero riguardo ““Salvataggio a mezzanotte” di Bruno Tognolini e Pia Valentinis

  • 9 Dicembre 2016 in 7:47
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    Che bella proposta! Vorrei leggere questo libro con le bambine prima di Natale.

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