“Cappuccetto bianco” al lunedì di Adolfina de Marco

Chiudiamo gennaio con i lunedì  cura di Adolfina de Marco dedicati al bianco con un libro che E’ la pura incarnazione del bianco.

Cappuccetto bianco di Bruno Munari, Corraini edizioni.

Nell’oceano dei libri per l’infanzia si ricordano quelli di Munari e tra i libri di Munari ricordo volentieri Cappuccetto Verde, Giallo e Bianco (quello Blu è di Enrica Agostinelli).

Tra questi quello che amo di più è Cappuccetto Bianco: una vera pista di atterraggio per le risate!

La prima edizione risale al 1993 per i tipi Einaudi collana Scaffale d’oro con le illustrazioni degli autori; dopo circa dieci anni Corraini ristampa i racconti in quattro fascicoletti nella collana Opera Munari.

Cappuccetto Bianco  si sveglia una mattina e si accorge che il mondo è cambiato sotto una coltre di neve. I contorni non si distinguono più e gli oggetti ai quali faceva riferimento come i cespugli di bosso o la panchina di pietra sono scomparsi.

Mai vista tanta neve!” Dice la bambina che scruta bene il nuovo paesaggio, tutta preoccupata dall’idea di andare dalla nonna per portarle tutti alimenti BIANCHI: l’uovo, il latte e lo zucchero.

Cappuccetto comunque si avvia verso la casina della nonna e incontra il signor Bianconi che ha perso i colori, poi sente un ululato ma non vede il lupo e neanche il lupo vede lei…La storia continua strappando al lettore sorrisi e qualche risata. Il tono ironico delle frasi messe in calce lasciano stupire il lettore che le accosta alla pagina senza immagini perché il paesaggio è bianco e in mezzo a tutto questo bianco si stagliano due fiori turchesi racchiusi in un cerchio: gli occhi di Cappuccetto Bianco.

Munari non avrebbe bisogno di presentazioni ma non si può fare a meno di parlare degli aspetti peculiari del suo pensiero: inventare percorsi alternativi all’immaginazione proponendo soluzioni imprevedibili. Cappuccetto Bianco è curioso e allo stesso tempo mette curiosità e invita il lettore a seguirlo per affrontare le difficoltà del nuovo mondo. In questo modo offre al bambino la possibilità di riprendersi ciò che gli appartiene usando uno strumento speciale quale è l’immaginazione.

L’artista milanese ancora oggi continua a stupirci e a farci vedere molto di più di quello che la realtà offre attraverso l’essenziale, la trasparenza o l’assenza di colori.

Teste Fiorite