“La gondola fantasma” di Rodari. Lunedí di Adolfina de Marco

Il carnevale impazza e con Adolfina de Marco il lunedì continuiamo con le proposte di lettura a tema!

La gondola fantasma

Riproponiamo  Rodari per tornare a raccontare delle maschere della Commedia dell’Arte.

Sul palcoscenico di Venezia Rodari mette in scena La gondola fantasma, un romanzo vivace apparso nel 1953 sul settimanale per ragazzi Il pioniere e pubblicato per la prima volta nel 1978 da Einaudi nella collana Gli Struzzi.

“Correva l’anno Milleseicento…”

Siamo in Piazza San Marco, Arlecchino è alle prese con una statistica sulla sua fame (proverbiale) che sembra aumentare nei giorni di festa,  quando vede passare una gondola senza gondoliere che costeggia la riva e si dirige autorevolmente per il canale del Ponte dei Sospiri. Arlecchino viene avvicinato da un individuo mascherato che gli chiede di aiutarlo ad inseguire la gondola; si scoprirà poi che si tratta di un piano progettato da Pantalone per liberare Mustafà, il figlio del Califfo di Baghdad imprigionato nei Piombi su commissione del pirata Alì Badaluc.

La storia si snoda tra vicende strampalate che portano in scena altre maschere quali: Capitan Tartaglia, Pulcinella e Colombina tutte alla ricerca di un profitto e della libertà.

La storia si conclude con un’esemplare condotta de figlio del Califfo che rifiuta la scarcerazione per difendere l’onore della famiglia anche quando le autorità della Serenissima gli accordano la libertà.

Generatore di elementi fantastici, Rodari non manca di stupire il lettore con le proprie invenzioni narrative; molti aspetti divertenti emergono dal contrasto tra le culture medio-orientali e occidentali-veneziane (nello specifico) descritte e pronunciate con esilaranti giochi di parole.
Sedici capitoli e dieci tavole di Francesco Altan tra cui una battaglia tra la nave San Marco e la nave Barba del Sultano; e un Pulcinella che, alla fine, riesce a sgattaiolare indisturbato e a prendersi la libertà…che non gli spetta.

La gondola fantasma è un romanzo che ha trovato un buon pubblico di lettori e ha ispirato diverse reinterpretazioni in chiave teatrale: domenica 19, ad esempio, febbraio al teatro Momo di Mestre è andato in scena lo spettacolo di un vero maestro dell’arte dei burattini, Paolo Papparotto, affiancato dal talento di Cristina Marin, che anima le sue creature con rara maestria fra le trifore incantate della “baracca grande”, presentandoci Arlecchino, Pantalone, Brisighella e Colombina, con un occhio alla tradizione e il cuore attratto da nuovi elementi favolistici, tanto cari al pubblico di bambini a cui lo spettacolo è dedicato.

In “Arlecchino e il bragosso fantasma”, La Compagnia Paolo Papparotto, porta in scena le antiche maschere della migliore tradizione con i suoi dialetti e le sue classiche tipizzazioni, rese al meglio dal linguaggio visivo e sensoriale caratteristico del teatro di figura cui questo spettacolo appartiene di diritto, divertendo, affascinando e coinvolgendo i giovani spettatori in un’avventura fantastica.

 

Teste Fiorite