Maurizio Quarello illustratore. Gruppo di lettura dedicato

Sabato scorso, 5 febbraio, il nostro gruppo di lettura “Libro peloso” ha avuto un soggetto…un ospite virtuale…d’eccezione, ci siamo dedicate a Maurizio Quarello.

Dopo Wolf Erlbruch del mese scorso grazie al quale abbiamo avuto modo di ragionare su di un autore che scrive e illustra tanto libri suoi quanto di altri scrittori, abbiamo tentato di lavorare su di un autore che è sostanzialmente un illustratore di testi altrui…anche se abbiamo scoperto che qualcosina l’ha scritta anche lui, ma andiamo con ordine.

Maurizio Quarello è sicuramente uno degli illustratori più importanti degli ultimi anni, dal 2005 quando ha esordito ad oggi la strada è stata tanta e tracciata da libri incredibili che non di rado gli anno valso diversi importanti premi. Da assolute dilettanti quali siamo, specie in materia di illustrazione, quello che tentiamo di fare con gli albi illustrati, e che abbiamo a maggior ragione tentato in questo caso, è comprendere se e come l’illustrazione, nello stile, nelle tecniche, in ciò che ci comunica, cambia e si modula in base allo stile narrativo dell’autore del testo.

Di fronte ad Erlbruch che qualsiasi cosa illustri si fa forte del proprio inconfondibile modo, ci è parso che con Quarello le cose funzionino un po’ diversamente: per quanto ci siano (e comunque più nel passato che negli ultimi anni) dei tratti inconfondibili di Quarello, dalle inquadrature oblique ai colori, alle ambientazioni, ad ogni libro presenta dei tratti unici, delle scelte narrative e tecniche che si modulano sui contenuti ma soprattutto sullo stile narrativo e l’ambientazione del racconto.

Tra tutti i libri portati al gruppo, comunque non tutti quelli illustrati da Quarello che sono tantissimi, 3 ne abbiamo trovato con anche il testo scritto da lui: Babau cerca casa, Dove va Crispino? Effetti collaterali – anzi, in

             

Dove va Crispino? Maurizio Quarello ha firmato stranamente solo il testo, credo sia l’unico caso, mentre le illustrazioni sono di Lucie Mullerova (a proposito di questo albo vi rimando ad un post di Anna Cstagnoli ne Le figure dei libri) – in questi 3 racconti abbiamo riscontrato un modulo narrativo comune basato sulla ripetizione. Ci è sembrato che a Quarello venisse naturale pensare ad una storia che prosegue per situazioni simili che ritornano e mutano quel tanto da far progredire la storia verso il finale. Non so se è un caso ma si tratta degli stessi tre libri che forse, nella bibliografia di Quarello, si adattano benissimo anche alla lettura di un pubblico di bambini piccoli, dai 3 anni, in cui, si sa, il modulo e l’espediente della ripetizione è vincente per creare coinvolgimento, suspence ma allo stesso tempo sicurezza.

Babau cerca casa è il primo libro di Maurizio Quarello, almeno edito in Italia, ed è stato subito accolto da Orecchio acerbo, la casa editrice con cui usciranno la maggior parte dei suoi albi in Italia; lo stesso Quarello racconta la nascita di questo primo albo, potete leggerlo in Le figure dei libri di Anna Castagnoli.

Effetti collaterali, firmato per testo e immagini dal solo Quarello, sembra avere una mano diversa, nelle illustrazioni che hanno uno stile molto più grafico ed estremamente ironico, come per altro il testo che tuttavia riprende il gioco anaforico per far progredire la storia. Leggetelo, cercatelo perchè è davvero esilarante!

 

     

Toni Mannaro jazz band in “note in città” è un albo bellissimo che racconta la storia di un lupo musicista emarginato dal pregiudizio che da sempre perseguita i lupi…Eppure Toni sembra essere la creatura più fragile in un mondo dai tratti aggressivi che verrà salvata da colui che sa vedere oltre le apparenze…una talpa cieca virtuosa del jazz, assieme alla quale costituirà il duetto jazz più famoso della grande città. Le illustrazioni hanno l’impaginazione e i colori più cari a Quarello in questi anni, così come il riferimento ai cartelloni pubblicitari. Una storia con le diversità e i pregiudizi sullo sfondo la cui lettura può essere benissimo proposta almeno dai 5 anni.

         

E con storie di pregiudizi e ingiustizie ma portate ad un’età più alta inizia il sodalizio tra Fabrizio Silei e Quarello e con Irène Cohen-Janca e l’illustratore per gli albi editi con Orecchio Acerbo. Con loro due andiamo nell’America dell’aparteid, la stessa che allontana Toni Mannaro e che impedisce ad una donna nera di occupare il posto sull’autobus.  L’autobus di Rosa, l’albo dedicato a Rosa Parck di cui in questi mesi con l’elezione di Trump è scandalosamente salata la pubblicazione negli Stati Uniti, è uno di quegli albi da cui non si può prescindere, ne avevamo già parlato qui. Fuorigioco, il secondo albo firmato insieme a Silei affronta il tema della shoah scegliendo la lente speciale dello sport attraverso il racconto straordinario della vita di Mathias Sindelar messo in fuorigioco dalla vita dalla propria statura morale “Ci sono momenti in cui perdere tutto è forse l’unico modo per conservare qualcosa” gli fa dire Silei, e dunque ricordiamoci di Sindelar e dei tanti, che non volontariamente,  hanno condiviso lo stesso destino.

  

Ma è con Irène Cohen-Janca, con L’albero di Anne (titolo originali Anche gli albero piangono) e L’aultimo viaggio che la Shoah vive nel profondo prima attraverso lo sguardo dell’Ippocastano che muto testimonia la vita di una bambina che è passata davanti ai suoi rami, una bimba di nome Anne Frank; poi attraverso i bambini di Korchak e della sua straordinaria storia. Le illustrazioni di Quarello ci è sembrato cambiassero, i colori caldi e “solidi” lasciano il posto alle matite, in alcuni casi al non colore, un’illustrazione che, per contrasto con l’enormità indicibile che in modo incredibile l’autrice racconta, si fa interpretazione e narrazione stessa, come il suo solito, ma in punta di piedi, anzi, di matita. La tavola che più amo di questi albi è quella de L’ultimo viaggio  in cui il gatto con gli stivali salta il filo spinato..come a dire che le favole possono farci saltare qualsiasi cortina. Noi ci crediamo profondamente.


    

       

E’ sempre per la scrittura di Irène Cohen-Janca che Quarello sembra scegliere tipologie di narrazione iconografica diverse, capita con Il grande cavallo blu , l’albo dedicato a Basaglia, straordinario, e ricapita con Fratz e il Golem.

 

Ultimo albo firmato da Quarello insieme ad un celeberrimo Jack London… Il richiamo della foresta a cui ho dedicato un post qualche tempo a, un libro imperdibile!

Come vedete moltissimi titoli mancano, qui puntiamo molto sull’aiuto di voi tanti lettori che potete prender parte ai nostri gruppi di lettura virtualmente raccontandoci le vostre esperienze di lettura a tema.

Quanto al mio gruppo “reale”, quello che da 3 anni cresce insieme, trovo straordinario che ci riunisca con il desiderio tutti i mesi di discutere di libri per bambini e ragazzi e di albi illustrati, di tentare da semplici lettori una lettura approfondita e un’interpretazione a tutto tondo. Questa nuova impostazione ad autore e non più a tema ci impegna di più ma credo dia anche più riconoscimento allo sforzo di lettura e soprattutto ci metta davanti, concretamente, alla responsabilità della lettura che non è mai un atto ingenuo ma implica sempre una interpretazione di cui farsi carico per il puro piacere di farlo.

Bellissimo, non vi pare?

Il prossimo mese ci vediamo sabato 25 marzo con un’autrice molto cara ad una delle nostre lettrici: Lauren Child!

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