Il gatto matto di Gilles Bachelet

Oggi c’è un sole bellissimo, è venerdì e non vedo modo migliore per concludere la settimana di fioritura di teste con una triade di libri semplicemente ESILARANTI.

Con Bachelet e il suo gatto matto ci si diverte e basta.

Bachelet è un genio della letteratura umoristica per bambini, i suoi albi illustrati sono pura ironia, i bambini semplicemente li adorano…ma anche gli adulti possono divertirsi a patto di non fare i camelidi!

Il gioco che l’autore fa e che gli riesce benissimo, secondo me è il suo preferito, è quello di creare testi assolutamente realistici accostati ad illustrazioni che, in un contesto anch’esso realistico, inseriscono un elemento, quello principale, del tutto “sbagliato”, fuorviante, insomma qualcosa che mai e poi mai vi aspettereste.

E’ questa la logica ferrea puramente ironica della trilogia ispirata al gatto: Il mio gatto è proprio matto, Quando il mio gatto era piccolo Ultime notizie dal mio gatto tutti e tre editi da Il Castoro.

Questo l’ordine “logico” dei racconti anche se in realtà il primo edito, e, secondo me, anche il più bello, è stato Il mio gatto è proprio matto.

Ciò che questo gatto fa è esattamente ciò che ogni gatto di casa fa, il che già è di per se divertente visto di cosa sono capaci i gatti; però nelle illustrazioni il gatto non è un gatto bensì un elefante.

Le proporzioni degli altri elementi dell’illustrazione non cambiano, tutto è perfettamente realistico: il comportamento, le disavventure, le posizioni (esilarante vedere le posizioni in cui il gatto si mette per lavarsi), persino le tipologie di manto, il tutto però mentre di fatto guardiamo un elefante.

Perché un elefante? Non saprei proprio, forse perché non si potrebbe immaginare nulla di più distante da un gatto di un pachiderma? Puro rovesciamento ironico reso ancora più potente dal testo che, se fosse letto senza guardare le immagini, ci parrebbe assolutamente “normale”.

C’è da dire, a difesa del pachiderma e anche dello svarione del suo padrone che lo scambia per un gatto, che l’elefante si comporta davvero come un qualsiasi gatto, compreso il lasciarsi morire di fame davanti alla ciotola con a fianco la pappa aperta o il mettersi al bordo della cassettina della ghiaia e pensare di fare la cacca lungo la verticale del proprio cervello e facendola finire puntualmente fuori.

Se avete un gatto lo riconoscerete i tutto e per tutto nel pachiderma matto di Bachelet,

Se non avete un gatto vi godrete semplicemente il puro divertimento di questi albi capolavori di nonsense elegantissimi (non lasciatevi sfuggire le riproduzioni di quadri famosi inversione elefante o delle razze di gatto a forma di elefanti!!)

Buon divertimento e buon fine settimana, ci si rilegge lunedì!

 

 

 

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