“Ascolta. Salmi per voci piccole” di Giusi Quarenghi

Non sgridarmi quando sei in collera

non punirmi quando in te c’è rabbia

Guarda come sto male

come sono triste e tremo

Fino a quando, dimmi, fino a quando sarà così?

Perché non hai compassione di me?

Guardami e aiutami

Se mi lasci e mi abbandoni, chi resterà con te?

Se non stai ad ascoltare me, con chi parlerai?

Ho bagnato il cuscino di lacrime

a letto non dormo, piango

Non lasciarmi qui a piangere per sempre

aiutami

ascolta il mio pianto

E fai paura a chi mi fa paura

non a me

[Non sgridarmi, dal salmo 6]

Ci sono libri che possono essere accolti in due maniere:

una completamente ingenua, disposta all’intuizione più che alla comprensione

una estremamente colta 

Solitamente i testi che sottendono questa duplice caratteristica sono spesso poesie e spesso nascono da una mente che con assoluta libertà rimaneggia e reinventa modelli e contenuti dei più vari.

Sono testi che mettono a volte in soggezione o comunque in un po’ di difficoltà chi li deve raccontare, e che invece arrivano dritti e perfetti ai lettori per i quali sono stati pensati (siamo ovviamente nell’ambito della letteratura per bambini).

Non sono sensazioni che si provano tanti di frequente queste, anzi.

Quando accade bisogna essere grati.

Ascolta. Salmi per voci piccole di Giusi Quarenghi, illustrato da Anais Tonelli e edito da Topipittori nel 2016, è uno di questi libri .

Dopo essermi concessa una lettura ingenua e anche alquanto incredula,

adesso cerco di mettere un po’ in ordine per capire cosa e come sono questi salmi per voci piccole. 

Il libro, che ha la forma di un albo illustrato, raccoglie 40 componimenti poetici, ovvero in versi (liberi in questo caso) tratti da 40 dei 150 salmi della Bibbia (se volete fare la prova di come e quanto i salmi siano stati riscritti qui potete leggere i testi originali.

Sì, proprio quelli che si attribuiscono per lo più a David (di seguito la voce della Quarenghi)

un ragazzo pastore che salva il suo popolo sfidando e vincendo Golia il gigante […], tiene a bada l’umor nero del re Saul suonandogli la cetra

e che, come si deduce, sono componimenti pensati per essere cantati. I Tehillim in ebraico sono i componimenti accompagnati da cetra e la traduzione prima in greco e poi in latino riprende alla lettera questa caratteristica musicale. Gli psalmi sono canti accompagnati da cetra. Non so se i salmi della Quarenghi siano mai stati musicati ma la musica pervade questi componimenti nei significati e nei significanti.

L’esercizio poetico della Quarenghi in due parole è questo (visto dall’esterno da semplice lettrice e a spanne ecc.): riscrivere il salmo originale reinterpretandolo con voce bambina. Chi parla, l’io, al tu, è la voce di un bambino, di una bambina, ma potrebbe essere anche quella di un “ultimo”.

Il “problema”, si fa per dire, più che l’IO, dichiarato sin dal titolo e che è la specialità della poetessa Quarenghi che prende e dà voce ai bambini, è il TU.

I salmi, quelli biblici sono dedicati, ovviamente, a Dio mentre in Ascolta non c’è traccia di nessun Dio e se qualcuno, leggendo i componimenti avesse dei dubbi, il salmo (ma guarda un po’ che coincidenza) di Paul Celan riportato nei risguardi di apertura glieli dissiperebbe in un attimo.

Nessuno c’impasta di nuovo da terra e fango

nessuno parla alla nostra polvere.

Nessuno.

Lodato sia tu, Nessuno.

E’ per amor tuo 

che vogliamo fiorire.

Incontro a

te.

Ecco, questo è forse il TU della Quarenghi e, forse, il tu di un bambino che chiede a qualcuno di ascoltarlo, di perdonarlo, di amarlo sempre ed incondizionatamente. Un tu che potrebbe essere a tratti anche la mamma, la maestra ma anche, come solo i bambini sanno fare ricongiungendo il loro egocentrismo con il tutto, un Nessuno meglio identificato. Un TU che costruisce e plasma l’IO, penso al salmo Come sei (dal salmo 103, p. 37), almeno quanto è l’IO che giustifica l’esistenza di un TU 

[…]

Sono nelle tue mani

Rialzami

fammi vivere, non abbandonarmi

Altrimenti, che ne sarà

di me 

e anche di te?

Ascolta è una richiesta d’ascolto e al tempo stesso una dichiarazione di amore e ammirazione incondizionata per il mondo che si va, giorno per giorno, svelando nella sua magnificenza.

Una magnificenza vera che è tale per chi ha un nome da dare ad un creatore, ma anche per chi questo nome non ce l’ha.

Le illustrazioni di Anais Tonelli sono perfette, non so assolutamente come facciamo ma riescono a far riechegiare un’aria da tempi arcaici, da legende e da miniature biblioche usando però oggetti ed animali dell’immaginario bambino. Le sue sono chimere in cui bambini, animali e fiori fanno tutt’uno proprio come fanno i bambini nei loro giochi.

Una questione, tenendo in mano questo albo specialissimo, mi rimbalza in testa: che pubblico ha un libro così?

Poi mi sono risposta: il pubblico della poesia ovvero, potenzialmente, TUTTO. Senza distinzione.

Quello che ci vuole è però una mediazione di un adulto che sappia leggere proporla. Questi salmi davvero hanno una potenza quasi taumaturgica che può risuonare nella cassa armonica del lettore (proprio come devono fare i salmi biblici con il fedele), il difficile è forse, e qui spero di non essere fraintesa, non dargli importanza. Ovvero offrire un salmo come si offre un testo di narrativa, come si offre una rima di rabbia, come si offre un proverbio.

Con ingenuità perché il lettore sia ingenuo e la lettura sia ingenua, libera.

In questo credo che la scuola abbia una forza ed una possibilità pare a quella di nessun altro.

Ma chi può dare voce ad un bambino in questo modo, con questa forza e con questa affinità di spirito, se non la poesia, la letteratura?

Loderò il Vivente

finché avrò vita

Nel Vivente confido

non nei potenti della terra

i loro piani falliscono

la terra li inghiotte

Ma io confido nel Vivente

Suoi sono i cieli e le terre

e i mari con tutte le creature

Il Vivente sostiene la verità

agli oppressi rende giustizia

Sfama chi è affamato

libera chi è prigioniero

Ai ciechi apre gli occhi

fa alzare in piedi chi è in ginocchio  

sorregge chi sta per cadere

Il Vivente ama chi pratica la giustizia

in ogni terra protegge chi è straniero

si prende cura di chi è rimasto solo

comprende e sostiene chi non ce la fa 

dà coraggio a chi è fragile

non ha riguardo dei potenti

Il Vivente è per sempre

di generazione in generazione

vive 

Sia lodato

[Lode, dal salmo 146, p. 53]

 

 

 

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