“I numeri felici” di Susanna Mattiangeli

Mai, ma proprio mai, ho pensato che ci fossero dei numeri felici.

Sì, qualcuno ha provato, con poco successo, a spiegarmi che ci sono i numeri primi e altre diavolerie matematiche del genere…ma se c’è una cosa a cui non ho mai associato un numero è la felicità.

Mi sbagliavo, evidentemente.

A quanto pare il numero felice è un qualsiasi numero intero positivo, in cui sostituendo il numero con la somma dei quadrati delle sue cifre, e ripetendo il processo si ottiene 1.

I numeri per cui tale processo dà 1 sono numeri felici, mentre quelli che non danno mai 1 sono numeri infelici. 

La felicità è nascosta un po’ dappertutto, per me si annida nei libri, spesso, mentre per Tina, la protagonista di Numeri felici di Susanna Mattiangeli edito da Vanvere,  polvere di felicità ricopre persino i numeri, alcuni felici in senso matematico, altri felici perché per Tina così è.

Certo, il papà di Tina è un matematico, vive lontano e ogni volta che può spaccia qualche complicato concetto matematico alla figlia, poi però è lei che ci mette dell’altro, ci mette del suo e così arriva a fare una scoperta grandiosa: la felicità.

Nei numeri?

Anche, ma soprattutto dei numeri applicati alla vita.

La felicità che si può trovare, a ben guardare, anche in città d’estate, da soli, anche davanti alla scomparsa di una persona cara, anche con una famiglia separata con il papà lontano e la mamma che cambia fidanzati.

La ricetta di Tina sembra essere non troppo difficile da realizzare: numeri + cane + migliore amica.

E, in effetti, proviamo a tornare con la mente a quando avevamo 2980 giorni o giù di lì, un cane e un migliore amico ci sarebbero bastati per la completa felicità da numerare.

I numeri felici di Susanna Mattiangeli, con alcune illustrazioni di Marco Corona è un piccolo libro perfetto che con dolcezza, con le sue 80 pagine + risguardi + copertina,  accoglie il lettore con la sorpresa dei numeri, dell’uso dei numeri per raccontare la quotidianità di una bambina nei giorni del suo decimo compleanno. Se il caso non esiste, allora nessun numero che ci capita di incontrare nella vita può essere privo di senso. Prendiamo, ad esempio, il numero 310, quello della targhetta del cane che Tina riceve al compleanno…non vorrete mica dirmi che un numero così non vi cambia la vita!

Susanna Mattiangeli, che prima conoscevo per il suo splendido Come funziona la maestra ,qui gioca  con una scrittura molto diversa benché di fondo resti questa tensione enciclopedica, organizzatrice, tendente alla spiegazione del tutto. Costruisce una narrazione decisamente più lunga giocata sul’espediente numerico non solo non banale ma mai portato all’eccesso di enfatizzazione: la scrittura è fresca e sorprendente ma non del tipo che ti sorprende a forza. Ogni pagina è sapientemente costruita con una levità che conduce rapidamente verso la conclusione, alla ricerca della pagina successiva. 

I numeri che segnano il libro iniziano con il numero 11, un numero saldo che sta bene in equilibrio sulle proprie gambe, e proseguono con lo 0547, il 10, il 9, lo 0134, e poi 7, 5, 15, 310, 83, 3, 12, 1, 26, 240, 100, 99, 576, 10.000, 0, 21, 8 e 1.000.000.

Che ci sia un senso matematico a questa sequenza di numeri ha poca importanza, quello che conta è che essi abbiano un senso logico nello scandire la quotidianità dei primi dieci anni di vita di Tina. Il senso è quello assolutamente soggettivo che Tina dà a ciascuno di essi, la logica sottesa è data dalla vita di Tina, è lei ciò che lega ciascun numero al successivo.

Tina cerca e trova, o piuttosto dà, il senso ad ogni singolo giorno della propria vita scoprendolo in un numero che si trasforma in quanto di più relativo e soggettivo possa essere. I numeri vengono giocati in questa narrazione nel loro essere significanti: portatori di significato.

Matematico?

No, affettivo, personale, assolutamente unico.

Così come assolutamente unico nel panorama editoriale in questo momento è questo picciol libro consigliato dai 2920 giorni in su.

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