Flotsam di David Wiesner

Che razza di creature siamo?

Siamo animali simbolici?

Siamo relitti culturali?

Siamo creature che aspettano solo un pretesto per inventare nuovi mondi?

Siamo esseri pronti a vedere in un relitto un intero mondo sconosciuto?

Siamo persone piccole o siamo persone grandi?

Siamo eredi di un patrimonio culturale o più di un patrimonio genetico?

Siamo abitanti dell’emisfero nord o dell’emisfero sud? o siamo in transito come le tartarughe e gli uccelli migratori?

Non importa, qualsiasi cosa siamo Flotsam parlerà di noi e a noi, basterà mettersi in ascolto.

Non servono parole. Bastano gli occhi…e un buon orecchio acerbo.

Flotsam, infatti, Flutti nell’edizione italiana per orecchio acerbo, è un albo illustrato senza parole di David Wiesner che ha letteralmente rivoluzionato l’idea di libro con le figure e senza le parole. Marcella Terrusi nel suo bel saggio Meraviglie mute edito nel 2017, dedica a questo albo del 2006 finalmente disponibile anche in Italia l’intero secondo capitolo.

Con Flotsam ci ritroviamo ragazzi, sulla spiaggia, un giorno in cui la marea riporta il relitto di una macchina fotografica subacquea di nome “Melville”. Decidiamo allora di stampare il rullino che Melville porta in grembo e scopriamo che il mare nasconde mondi inimmaginati e inimmaginabili, pesci automi alla “Blade runner”, città sui carapaci delle tartarughe, piccoli alieni che parlano con i cavallucci marini….roba da restarci a bocca aperta, insomma.

Un incontro scioccante…quello col mare, ma non più scioccante dell’incontro che facciamo…con gli uomini, anzi con i ragazzini e le ragazzine che, nell’ultima foto del rullino si fotografano in un riflesso infinito di vite, di spazi e di luoghi.

Una ragazzina dagli occhi a mandorla ci sorride con in mano una foto di un ragazzino che sorride con in mano una foto di una ragazzina che sorride con in mano una foto di un ragazzino che sorride con in mano una foto ecc. ecc.

Ci vuole il microscopio per capire fino a dove le foto di Melville ci riportano indietro. Fino a dove e fino a quando, nel passato…ma anche nel futuro. Il ragazzino protagonista (e noi insieme a lui) comprende e accetta la sfida del tempo e dell’immagine: si fotografa con in mano la foto della bambina che sorride, e poi lancia la macchina fotografica subacquea di nuovo in mare, pronta per nuove foto, per arrivare al di là del mare, chissà dove e chissà da chi, per svelare i segreti del mare, del tempo e dello spazio.

Così come Flutti ci svela, nel silenzio, i segreti della cultura visuale.

Flotsam non è che un invito inesauribile alla deduzione, alla speculazione e alla fantasia, un invito a oltrepassare la superficie delle immagini per immergersi nelle loro profondità e stratificazioni. (Marcella Terrusi cit., p. 25)

La forma del libro senza parole per narrare le cose più incredibili, è la forma ideale del racconto per David Wiesner di cui troverete diversi altri titoli per e per Il castoro Art e Max.  

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