“A scuola con gli albi” di Antonella Capetti

Il lunedì spesso mi porta pensieri teorici… forse pago il fine settimana in cui i rimuginii di letture e sulle letture si ingrumano e poi il lunedì devo lasciare sbuffare il pensiero…

Questo lunedì però i pensieri teorici che vi propongo non sono farina della mia testa, siete fortunati :), bensì di Antonella Capetti il cui volume A scuola con gli albi inaugura la collana dei Topi Saggi di Topipittori.

Si sta parlando parecchio di questo voluime tra gli addetti al settore e tra gli e le insegnanti attenti, e mi ha incuriosito sin da subito perché il modo di lavorare della maestra Antonella Capetti , che da anni trova riscontro nel bel diario pedagogico che è il blog apedario, mi affascina. Seguo apedario da quando il blog è nato e con discrezione ho sempre cercato di intendere la sua idea di uso dei libri, a volte, non lo nego, ho provato delle perplessità legate proprio all’idea di “uso” didattico dei libri e degli albi.

Ora è arrivato finalmente questo saggio in cui apedario si ritrova e prende forma teorica, ci spiega il perché e il come delle scelte didattiche di Antonella e con esso è aumentato ancor di più il mio interesse per cercare di comprendere consa sin qui mi era sfuggito.

Lontanissima dall’idea di “metodo”, direi ontologicamente lontana dall’idea di metodo, l’esperienza pedagogico-didattica che la Capetti ci racconta capitolo per capitolo, bibliografia per bibliografia, è l’esperienza di un’avventura di lettura in cui il libro, gli albi in primis, diventa l’oggetto stesso della conoscenza didattica e al tempo stesso del piacere riuscendo in ciò che troppo spesso si pensa come difficilmente conciliabile: unire piacere della lettura e piacere della conoscenza nel luogo della filo-sofia per eccellenza: la scuola, là dove si impara ad amare il sapere.

Con i libri sembra tutto più semplice; l’insegnamento, l’apprendimento, l’esercizio non vengono meno, anzi, ma si applicano ad un ambito che si basa per eccellenza sul principio del piacere e dell’iterazione dello stesso: ovvero l’ambito della lettura.

A ciascuno il suo libro, ad ognuno il proprio piacere, a tutti una grande opportunità per… conoscere se stessi e se stessi nel gruppo classe. Che si faccia grammatica, sintassi, ortografia, divulgazione, poesia, immagine o quello che volete, un buon albo illustrato può sempre venirvi in contro e fare arrivare le parole e il pensiero oltre se stessi nel confronto con le storie ma anche nel confronto con le storie all’interno del gruppo.

Chambers lo sottolinea sempre, il confronto dei lettori in gruppo permette la cresceta del pensiero, in più d’uno, nel confronto, di pensa meglio, e mi pare di intendere che quando Antonella Capetti lavora in classe mai perda la dimensione classe pur tenendo l’occhio su ognuno dei suoi studenti. Un movimento di andata e ritorno importante in cui tutti trovano forma e riconoscimento a partire da una narrazione che è al tempo stesso la medesima per tutti eppure per ognuno diversa.

Ora mi è tutto più chiaro, soprattutto nella consapevolezza di Antonella, nella grande possibilità data da questo libro mi convinco sempre di più di ciò che tento sempre di dire alle/agli  insegnanti che incontro: la differenza la fa non tanto e non solo la consapevolezza dell’importanza della lettura, ma la vastità della bibliografia che si ha a portata di mano. Che poi, a ben vedere, una cosa tira l’altra: se siamo consapevoli di quanto i libri possono cambiarci la vita (e la didattica) allora dobbiamo conoscerne ed averne tanti per poter trovare sempre quello che ci serve al momento giusto col bambino giusto.

Se ogni libro rappresenta una possibilità in più come si fa a limitare queste possibilità a bibliografie definite, magari tematiche? Certo il libro di Antonella Capetti alla fine di ogni capitolo propone una bibliografia ma, come lei stessa sottolinea, questa è la sua scelta dettata da una profonda conoscenza dei libri, oltre che della sua classe. Oguno ha la possibilità di fare la differenza aprendo e perseguendo infiniti percorsi di lettura che portino insieme altrettante infinite possibilità di insegnamento ed educazione nel senso più alto che queste parole possono avere all’interno della scuola.

Non vedo l’ora di ascoltare Antonella dal vivo qui nel corso che faremo proprio sugli albi illustrati a scuola il 24 marzo.

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