Tu di che colore sei?

Chissà come mai i bambini colorano le persone di rosa e non di bianco, di che colore siamo noi, per davvero, occidentali del nord “bianchi” in maggioranza? Di che colore sono davvero i “gialli” i “rossi” e i “neri”? Siamo poi così sicuri che non ci siano, da qualche parte, persone verdi o blu o gialle come i Simpson o gli emoticon di Whatsup?

Marco Scalcione ha appena pubblicato un piccolo albo illustrato quadrato che proprio mette i colori in chiaro, e con i colori ci chiarisce le idee. Si intitola Un colore bellissimo ed è appena stato pubblicato da Minibombo che, non posso fare a meno di notarlo, azzecca un titolo dietro l’altro (per altro Scalcione è anche autore, per la stessa minibombo di Un sasso nella strada, Allarme rosso e lo spiazzante gabbiano più gabbiano meno).

Il libro gioca con le pagine e il colore di sfondo su cui i vari personaggi entrano in scena. Ognuno ha un proprio colore che non è semplice da definire a parole ed allora ci pensa la pagina colorata a dare il riscontro cromatico perfetto al bambino colorato.

Con lo sfondo è meglio e si capisce meglio, e con i contrasti e le ripetizioni del testo il gioco diventa efficace sia dal punto di vista visivo che… umano. Come si fa a definire una persona di che colore è? E soprattutto come si fa a dire quale colore è meglio o peggio di un altro?

I bambini, chi ci lavora insieme lo sa bene, non percepiscono affatto questo tipo di differenze, almeno fino ad una certa età. Vedono il colore ma non vi attribuiscono alcun peso e alcun significato, queste sono sovrastrutture mentali che la società adulta poi trasmette loro. Trovo eccezionale lavorare sui colori in questo modo e lo trovo perfetto in questo momento storico in cui abbiamo un prepotente razzismo di ritorno in cui il colore della pelle gioca ancora un ruolo importante.

Ma siamo proprio sicuri, almeno, di saper distinguere i colori?

Il nero è proprio nero o è marrone? E il giallo? Il rosso? il verde?

Aspetta, non ci sono bambini verdi!

Sicuri?

Secondo Marco Scalcione ci sono bambini di tutti i colori e solo con lo sfondo si può capire bene di quale colore essi siano davvero, senza pregiudizi, senza stereotipi, senza….

Ma con l’idea che ogni colore è bellissimo ed uguale all’altro in dignità, ogni colore si riconosce al meglio con uno sfondo che ce lo fa comprendere meglio. Uno sfondo che nel caso dell’albo di Minibombo è uno sfondo di colore sulla pagina di carta ma che se lo trasponiamo fuori di metafore è uno sfondo culturale, uno sfondo umano, vitale, quotidiano….ognuno nel proprio ambiente trova il proprio posto e racconta la propria storia.

Come sempre Minibombo sceglie autori e titoli in grado di svelare porzioni interessanti di realtà con linguaggi adeguati anche ai più piccoli con una dose di ironia e divertimento mai scontata.