Dimenticare Berni

Non so voi ma io non ho mai avuto un amico immaginario.

Ho avuto moltissimi amici giocattoli, peluches soprattutto, ma amici immaginari e immaginati senza un correlativo oggettivo proprio no.

Moltissimi bambini però hanno questo amico e invisibile e forse qualche volta invidiabile a cui confidare tutto e soprattutto con cui condividere tutto.

Dimenticare Berni di Eva Sanchez Gomez, edito da Edizioni Corsare, è sicuramente l’albo, o anche il libro, più bello che abbia letto in cui viene narrato questo argomento.

Ne ho incrociati diversi di libri in cui i bambini hanno un amico immaginario, si tratta di libri a tema per lo più bruttarelli in cui prevale sempre l’aspetto pedagogico educativo e il punto di vista adulto, benché più o meno bene camuffato.

Quando appare un bambino o una bambina con un amico immaginario in un libro solitamente ci troviamo di fronte a storie con un qualche disagio, fosse anche solo la difficoltà del protagonista di creare legami reali. L’amico immaginario, anche quando viene “trattato bene” dalla narrazione, è comunque per lo più qualcosa che

1 sarebbe meglio che non ci fossw

2 alla fine, se lieto fine ci deve essere, se ne deve andare a testimonianza della crescita psicologica ed emotica del/della protagonista.

Ma tutto questo è il punto di vista dell’adulto, un punto di vista che, per altro, in questo caso, poco si sforza di entrare in contatto con il punto di vista del bambino amico dell’amico immaginario.

Ecco,tutto questo in Dimenticare Berni non c’è. Viene evocato dal titolo ma altrettanto fortemente negato dalla narrazione.

L’imperativo dei grandi è dimenticare l’amico Berni che, secondo loro non esiste?

Ma la bambina non ci pensa neppure!

Sarebbe impossible dimenticare l’orso che con lei condivide le avventure interiori ed esteriori quotidiane, nel bene e nel male; ma soprattutto  perché mai dovrebbe dimenticarlo Berni?

Le illuatrazioni della Sanchez Gomez sono evocative e allo stesso tempo realistiche, scure e fredde perché Berni è un orso polare e perché l’ambientazione è invernale, ma il caldo si sente. Il caldo del legame tra Berni e la sua amica, il caldo di quel legame che nemmeno l’età potrà far dimenticare.

Chissà se nel mondo degli amici immaginari la mamma di Berni gli intimetebbe mai di dimenticare la sua amica bambina reale …

Non lo so ma non credo, mi piace pensarla così e soprattutto, come sempre, mi piace scoprire e riscoprire che ci sono autori e autrici che sanno stare senza mezzi termini e senza finzioni posticce dalla parte dei bambini senza giudicare ma raccontando.

Bello, bello, bello. Buona lettura

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