Libri speciali, mondi di carta

Ci sono dei libri con cui ho sempre un rapporto particolare, a volte sospettoso, a volte affascinato, mai, comunque, neutro.

Si tratta dei libri che hanno un rapporto privilegiato con la FORMA, con il SIGNIFICANTE piuttosto che con il significato. Forse rispecchio in questi libri la stessa cosa che mi prende a tratti davanti alla poesia….

Forma o contenuto? Significante o significato?

Amo entrambi ma c’è poco da fare, sono una teorica e mi occupo di letteratura e con le forme faccio sempre più fatica a entrare in sintonia quindi, mi applico e cerco i capolavori, quelli in cui, come deve essere, forma e contenuto sono la stessa cosa, coincidono in qualità estetica e etica.

Lì, allora, sì, sono felice, mi sento di nuovo a casa, mi metto l’anima in pace e me la godo con, tra le mani un libro di inestimabile valore per la storia che racconta e anche per la forma che porta.

Di questi libri speciali, ci siamo accupati sabato scorso al corso “Mondi di carta” grazie a Valentina Gottardi di Cocai Design che ha tenuto un corso pratico e bellissimo su come si pensano, progettano e strutturano libri speciali in cui l’evocazione è tutta a carico della forma del libro, persino della sua sostanza di carta o altro materiale.

Libri che diventano mondi e non per la storia che narrano ma per la struttura che hanno…. o meglio la storia è mediata dalla struttura e questo implica tutta una serie di livelli di analisi e di volontà dell’autore e del lettore diversi.

Fustellature (ovvero buchi e tagli, detto brutalmente)

pieghe

trasparenze

sagomature

finestrelle

pop-up

grandezze

forme

Ecco come narrano questi libri speciali.

Libri amatissimi dai piccoli, piccolissimi e giovani lettori ma assai difficili da vendere per il loro costo, in primis, ma anche per la sofisticatezza del progetto cartotecnico e iconografico e invece è proprio questo che dovremmo dare al giovane lettore: il meglio che c’è.

2 sono i nomi/numi tutelari di questo tipo di lavoro con la carta e con l’oggetto libro, sempre loro, uno che viene prima dell’altro ma i cui lavori si intrecciano per chi studia di queste cose; 2 nomiche va sempre bene nominare anche solo per pagare un piccolo tributo

Bruno Munari, Katsumi Komagata

Di loro abbiamo parlato con Valentina ma anche della coppia Anouk Boisrobert-Luis Rigaud che ha girmato li splendidi pop-up Oceano, La foresta del bradipo Popville editi da Corraini e soprattutto Libertà, leporello geniale portato in Italia da Gallucci.

E la Pacovska naturalmente non poteva mancare con i suoi leporelli che narrano le favole classiche in forma decisamente poco classica o con l’alfabeto sagomato

Io ignoravo, ad esempio, e questo è uno dei tanti motivi per esser grata al corso di ieri che un precursore di tutto questo, decisamente geniale, è vissuto nella seconda metà dell’800, si chiamava Meggendorfar e il suo circo, il suo zoo e la sua gita al parco lasciano senza parole, letteralmente.

Libri o opere d’arte? Libri per bambini o libri d’artista?

Qui sta anche una delle questioni intorno a questi libri… Nell’epoca della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte mi viene da dire che la questione potrebbe risultare piuttosto oziosa ma, se proprio vogliamo affrontarla, allora direi che questa, la cartotecnica, così come anche l’illustrazione, è un’arte applicata che ha dalla sua la forza di raggiungere ed educare al bello quanti più lettori possibili.

Libri per bambini, riproducibili (non è semplicissimo, sono spesso costosi ma i processi dietro giustificano la spesa e la loro bellezza pure) e da far girare il più possibile…d’altra parte l’autore si esprime per comunicare storie ai suoi lettori, l’artista per esprimere se stesso, qui sta la differenza e per questo non mi pare ci siano dubbi.

Se l’obiettivo di chi progetta libri, qualunque forma abbiano, è il lettore bambino, allora siamo davanti ad un libro per bambini che deve essere anche riproducibile.

Tra tutte le forme possibili e tra tutti i tipi di “trucchi” eccezionali che possono rendere significante l’oggetto libro ha ragione Valentina nell’avere un debole per i leporelli, ovvero i libri a fisarmonica. Quei formati che, grandi, piccoli, orizzontali, verticali, regolari o irregolari che siano, trovano la propria forma d’espressione nelle pieghe. Ogni piega un senso, un passaggio di stato, un’interprertazione, una scelta, una possibilità d’esistenza.

Si leggono questi libri?

Certo che si leggono!

Forse non si leggono con le parole, forse non si leggono solo con le immagini, ma tutto in questi libri parla, anzi grida, senso, desiderio di raccontare, di mettersi letteralmente in gioco con il proprio lettore.

Giocare con la carta, con le sue potenzialità, non è solo prerogativa dei geni e dei grandi autori, ma anche una possibilità grande data agli insegnanti che con progetti di libri possono raccontare qualsiasi cosa ai loro piccoli e meno piccoli allievi. Sabato abbiamo visto progetti per spiegare il passaggio dall’unità al centinaio, la crescita dei bruchi, la nascita di Venezia, il Big Bang e chi più ne ha più ne metta.

Per partire bisogna innanzitutto conoscere come è fatto un libro, quali sono le sue parti essenziali che possono essere stravolte, eliminate, modificate, ma solo dopo che le si è a fondo conosciute.

Poi ci vuole, un’idea da raccontare e sopratutto qualche vincolo tecnico e il gioco è fatto ricordandosi sempre che less is more.

Noi continueremo a seguire le idee di Valentina che dai cartamondi ai memory ai libri gioco continua a studiare e progettare nuove forme per raccontare la natura. Vi segnaliamo, tra i suoi progetti, questo bellissimo dedicato alle alpi e intitolato Avventure sui monti pallidi che potete anche scaricare qui.

Insomma, che abbiate ninna nanne, poesie, storie, o concetti scientifici da narrare non bisogna mai dimenticare che il libro ha una sua forma, una sua essenza oggettiva ed oggettuale con cui possiamo e dobbiamo fare i conti e che talvolta proprio questa potrebbbe rivelarsi il medium migliore per la nostra storia da raccontare.

Piccola bibliografia su cui abbiamo lavorato sabato.

A claoud, Komagata

Little eyes, Komagata

Libri illeggibili, Munari

Prelibri, Munari

Toc Toc, Munari

Nella notte buia, Munari

Blue to blue, Komagata

Nella nebbia di milano, Munari

Deux Crevettes, Anouk Boisrobert e Luis Rigaud

Libertà, Anouk Boisrobert e Luis Rigaud

Imageries, Lavater

Il posto dei giochi, Enzo Mari

Al parco, Meggendorfer

Il gioco delle favole, Enzo Mari

Guardiamoci negli occhi, Munari

Più e meno, Munari e Belgrano

Circus, Meggendorfer

Trois formis, Anouk Boisrobert e Luis Rigaud

Onda, Susy Lee

Ombra, Sust Lee

 

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