Su una cosa saremo tutti d’accordo: un orso è un bell’animale ingombrante.

Se poi si tratta di un orso buono, anzi direi praticamente nero, anche l’ingombro visivo è ben più prepotente che se si trattasse di un candido orso polare.

Ora, può capitare, a ciascuno di noi, grande o piccolo che sia è successo, sono sicura, che quell’orso ci venga a trovare e si piazzi proprio lì, sullo stomaco, in mezzo alla nostra vita e al nostro corpo.

Un corpone corpulento che senza chiedere il permesso si piazza in casa, nella nostra mente, nei nostri giorni, e non ci molli più.

Possiamo tentare la fuga anche in posti affollati, o possiamo metterci proprio in viaggio ma non c’è nulla da fare: l’orso ci seguirà sempre.

Perchè… c’è poco da fare, quell’orso siamo noi, o meglio è una parte di noi, quella parte ingombrante, scusa, difficile da portare in giro ma che è proprio parte integrante di noi, che ci piaccia o meno.

A questo punto abbiamo due strade per fare i conti col nostro orso sullo stomaco: deprimerci, innervosirci, arrabbiarci e via di questo passo, oppure prenderla con ironia, col sorriso e la grazia che ci rendono leggero persino un orso.

Noemi Vola ha scelto, fortunatamente per noi che altrimenti non saremmo qui a parlarne, la via dell’ironia e ci ha regalo questo piccolo albo che è un piccolo gioiello, anche di grafica.

Un orso sullo stomaco è edito da Corraini ed ha anche vinto meritatissimamente il premio nati per leggere.

Un tratto rapido e preciso che rende con grande ironia il peso di situazioni e contesti imbarazzanti per chi si porta dentro e dietro l’orso e anche per l’orso stesso e tuttavia, alla fine del libro, con questo ingombro avremo fatto amicizia grazie a questo bellissimo libro.