Elefantasy di Maria Elena Walsh

Quanto è difficile trovare un libro spassoso, assurdo, divertente da morire e significante, tra i romanzi per bambini?

Parecchio, ve lo assicuro, ci sono alcune eccezioni, ci sono delle eccellenze di altro genere, è vero, ma assurdo e esilarante sono due componenti che raramente si possono leggere insieme nella nostra letteratura per l’infanzia.

Ecco, in questo panorama scarno si staglia, direi 25 metri sopra tutto il resto in materia, Elefantasy di Maria Elena Walsh edito da La nuova Frontiera Junior. Il libro, dal titolo originale Dailan Kifki è stato edito per la prima volta in Argentina, in lingua originale, nel 1966, poi nei primi anni novanta il romanzo è stato edito da Salani nella collana “Gli istrici” con l’improbabile titolo (ed ancor più improbabile retrocoperta) Ti regalo un elefante e nel 2017 finalmente è tornato sugli scaffali con le belle illustrazioni di Andrea Antinori.

Maria Elena Walsh è forse la più grande scrittrice Argentina per ragazzi, insieme a Maria Teresa Andruetto ed il suo stile, in questa opera almeno, è davvero spiazzante, fresco e nuovo pur avendo ormai il libro compiuto oltre 50 anni. I classici non invecchiano, anzi, e fanno la storia della loro Nazione, quanto meno la storia letteraria, in questo sento, credo, questo romanzo è stato avvicinato a Pinocchio e ad Alice nel paese delle meraviglie. E, se non altro, nello statuto di classico per l’infanzia, in Argentina, e per il carattere fortemente surreale ed assurdo, la vicinanza con Alice forse non è del tutto campata in aria….anche se questi accostamenti lasciano davvero il tempo che trovano.

Raccontarvi la storia e tutti i suoi incredibili colpi di scena sarebbe impresa assai ardua, vi basti sapere che qui si tratta di Dailan Kifki, elefante, che un giorno viene abbandonato sulla soglia di casa di una ragazza che decide di prendersene cura. In questo lavoro di cura tuttavia intervengono problemi incredibili: Dailan Kifki richiede attenzioni speciali e, ad un certo punto, si mette persino a volare con in groppa il pompiere che lo stava curando insieme alla sua proprietaria adottiva. Le vicissitudini per recuperare Dailan Kifki e il pompiere occuperanno oltre metà del racconto con colpi di scena e situazioni incredibili, una folla di Ambasciatori con cilindri, singaci, ministri e semplici curiosi seguirà i protagonisti della ricerca e convoglieranno tutti in un paesino sperduto dove si riunisce la Società di aquilonisti che ripescherà Dailan e il pompiere con gli aquiloni (il presidente dell’associazione è un bambino, ovviamente); da lì sarà un attimo e tutta la truppa di centinaia di persone seguirà le peripezie del recupero e poi del ritorno a casa di Dailan Kifki attraverso un bosco incantato poi in un treno imbrobabile ed infine alla parata conclusiva dove la catarsi ci riporterà sulla terra e ridarà una logica all’illogica trama del libro.

Tra semi che crescono all’istante per produrre il legno necessario per il falegname, quintalate di pappa d’avena cucinate nei cilindri dei funzionari di stato (la cui parodia politica è forte e tanto più evidente quanto si pensa al luogo e agli anni in cui Dailan Kifki apparve in argentina dalle mani della Walsh dissidente e resistente di ogni regime), pozzanghere di puro cioccolato e pompieri che parlano solo in rima vi assicuro che riderete come i matti.

Se poi vi metterete a leggere questo libro ad alta voce in classe o a casa sarà un vero spasso condiviso. Certo, vi avviso subito, dovete esser pronti ad abbandonare ogni logica adulta, ad accettare il surreale e a farvi trasportare da Dailan Kifki nel suo mondo incantato, se preferite libri realistici e tematici diciamo che qui siamo proprio ma proprio agli antipodi…e per questo io l’ho adorato.

Non so se e quanto il libro sia conosciuto in Italia, se n’è parlato molto bene quando la Nuova frontiera Junior l’ha riedito ma non so quanto sia circolato. ecco, vorrei che ogni bambino, anche il più serioro (e ce ne sono) lo incontrasse per la strada per portegli dire, con le parole del libro, senza aggiungere niente: ecco, la letteratura può essere anche questo, zucchero a velo, poesia, divertimento e surrealtà.

Che meraviglia, e che gioia sopraffina, roba che ti rimette in pace col mondo!

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