Il venditore di felicità

Buon lunedì,

mi piace aprire questa settimana con un albo illustrato molto recente su cui parecchio si sta scrivendo e che mi piace avere ospite qui su teste fiorite.

Si intitola Il venditore di felicità, è scritto da Davide Calì ed illustrato da Marco Somà, edito da Kite.

Il titolo è curioso e la storia aperta a pensieri e confronti e questa forse è la forza principale del libro.

Il venditore di felicità è un messo viaggiatore che arriva in paese col suo furgoncino, quasi vendesse latte, e ad ognuno vende la sua porzione, più o meno piccola, a seconda, di felicità in bottiglia. C’è chi ne fa scorta, chi se ne può permettere solo un pochino, ed anche chi proprio non la vuole perché… è un artista e agli artisti la felicità toglie ispirazione, si sa.

Le parole di Calì sono accompagnate da tavole a dir poco magnifiche. Tavole doppie intense e dense, in cui si ritrova la cifra stilistica di Calì, anche cromatica, direi, ma anche in cui questa cifra la si trova ancor più cresciuta e sostanziata. Chissà se saremmo qui a parlare di questo libro se non fosse per queste tavole che ci fanno vedere e ci raccontano una storia che insieme è quella scritta da Calì ma anche altra. Come i buoni albi sanno fare….ci raccontano sempre almeno due storie, o almeno 2 sfaccettature della stessa storia.

Se l’idea del venditore di felicità potrebbe lasciare qualche perplessità, e la lascia, le illustrazioni aggiungono dolcezza e quel pizzico di gusto retrò bellissimo a quel pizzico di cinismo che invece si potrebbe respirare nell’aria.

Insomma, dicono i bambini lettori, ma la felicità non si compra e, soprattutto, non si vende!

La felicità è lì per tutti, democratica, per chi la sa trovare e cercare, non certo per chi può permettersi di comprarla, no!?

Reazione legittima per la quale mi pare, appunto, di poter dire che questo albo può lasciare sani spazi di analisi, lettura e confronto facendoci pure rifare gli occhi con la sua bellezza.

Se la scrittura di Calì, sempre perfetta e controllata, passa da capolavori a testi veloci e vendibili, sempre godibi, qui si assesta su qualcosa di diverso: la qualità è quella alta dei suoi testi migliori, è la storia che ci lascia spazio di manovra critica.

Il venditore di felicità è indubbiamente un albo bello, da vedere e da leggere, e mi piace anche che ci possa essere la possibilità per storie controverse o non adeguate, o chissà, ad ipotesi etiche che possiamo anche non aver preso in considerazione!

Dopotutto, se ci fosse un venditore di felicità chi non si indebiterebbe per almeno una boccettina per il proprio bambino, o magari per se stesso (a meno di non essere un artista, s’intende)?

Chissà, forse possiamo leggere questa storia anche come una possibilità utopica? Dopotutto nessuno si indigna perchè si compra del latte, si tratta di un bene di prima necessità alla portata di tutti, o quasi. E se la felicità diventasse finalmente un bene di prima necessità, alla portata, davvero, di tutti tutti? Senza sconti però, il venditore di felicità lo dice chiaramente :

La felicità non si dà via a metà prezzo.

Chissà poi che forma ha la felicità che può stare in un barattolo! Quello raccolto dal signor Topo, caduto dal furgoncino del venditore di felicità, è un barattolo vuoto e il signor Topo è proprio felice perché, un barattolo vuoto, era proprio ciò che desiderava…

Chissà, forse il segreto sta nello scoprire che i barattoli sono vuoti, o piuttosto che sono pieni delle idee di ciò che ci rende felice…

Se volete acquistare il libro, che vi assicuro vale la pena avere tra le mani per le tavole delle illustrazioni di Somà, lasciate perdere Amazon, correte in una buona libreria specializzata oppure cliccate qui su  .

Un pensiero riguardo “Il venditore di felicità

  • 21 Gennaio 2019 in 16:58
    Permalink

    Magari sto per dire una castroneria ma mi ha ricordato tanto Pollyanna… È un albo bellissimo, lo leggo e rileggo a grandi e piccoli

I commenti sono chiusi

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