Noccioline – L’incanto del parcheggio multipiano:

Che fascino avrà mai un parcheggio? Marino Neri in L’incanto del parcheggio multipiano ci insegna che non si deve per forza avere un palco sontuoso per mettere in scena una storia. L’incanto viene quindi portato da persone umili, povere, in un contesto che apparentemente sembrerebbe non avere nulla da rccontare.

Ciò che vedremo messo in scena è un dramma, breve, ma estremamente intenso. Una riflessione sul concetto di identità, sull’importanza delle proprie radici e della propria storia. Una continua contrapposizione tra l’ingenuità e la semplicità contro la violenza, l’assenza di moralità e la disperazione. Questo fumetto è tutto un’alternanza di poli: alto/basso, ricco/povero e individuo/società. Non per niente abbiamo un palcoscenico che è costruito a livelli.

Non è una banale storia che vuole fare la morale a qualcuno, non è questo il messaggio che vuole dare.
Da un lato una società costruita su stereotipi e immagini superficiali, dall’altro l’individuo. Ognuno però ha un ruolo diverso: chi plasma la sua storia e chi la subisce, passando praticamente inosservato.
Ciò che ci interessa però è l’individualità di chi non viene considerato, la storia che definisce la persona che si è stati.

Il nome è la propria storia e la propria identità. Dimenticare il proprio nome rende soli e persi, ci si trova intrappolati in una sorta di limbo, che impedisce di progredire, ma anche di tornare indietro, in assenza di un passato.
La solitudine torna in diversi personaggi, chi non ha più speranza e chi si è involontariamente creato la solitudine. E’ proprio il parallelo di solitudine e disperazione che unisce i due protagonisti, in due storie che vivono separate e si intrecciano in modi inaspettati. Persone in balia degli eventi, che non possono o non sanno come uscirne.

All’opposto invece c’è chi l’identità se la vuole costruire,  prescindere dalle sue effettive azioni. Chi è disposto a pagare per mantenere la sua fedina penale pulita, perchè ci sono cose più importanti di infantili atti di violenza.
In questo caso prevale la superficialità dell’immagine che la società ha di noi contrapposta con la crescita personale del protagonista.
Molto attuale anche nella tematica della diversità, che in questo caso viene solo accennata anche se è nel protagonista.

Ci accompagna per tutto il racconto, una piccola sfera con la neve, anche questa semplice ed insignificante, costa solo qualche euro in un negozietto, ma è con il protagonista dall’inizio alla fine della lettura. E’ come se lui racchiudesse tutto sè stesso in quell’oggettino che forse sarà un dono importante.

Una storia breve ma molto intensa, che dà un ampio spazio a chi è piccolo. Permette una personalità anche ad un personaggio marginale, a cui concede una complessità nella personalità. Inquadra un cambiamento che nessuno potrà o avrà mai interesse a notare, ma che segnerà per sempre la vita del protagonista.

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