Un libro in cartella. “Nel paese dei mostri selvaggi”

“Nel paese dei mostri selvaggi”

 Età: da 3 anni

Pagine: 44

Formato: 23,5×26,4

Anno: 1963

Editore: Harper & Row, attualmente Adelphi

Autore e illustratore: Maurice Sendak

 

 

Gennaio. Nuovo anno. Si ritorna a scuola…

Ricominciare dopo la pausa delle vacanze natalizie è sempre dura, però, bisogna pur ricominciare…

Come? Qualche bambino è imbronciato, qualcuno assente, nel senso letterale della parola, un paio di bambini hanno gli occhi lucidi…

Una bella chiacchierata sul tempo trascorso in famiglia?!? Meglio di no, le conseguenze potrebbero, al solo pensiero di mamma e papà, contribuire all’innalzamento del livello della marea…

Raccontare le belle attività svolte a casa?!? Meglio evitare, stesso rischio…

Il più bel regalo ricevuto?!? Questo sì, potrebbe effettivamente essere un buon argomento, ma dopo che hanno parlato i primi quattro la maggior parte comincia a distrarsi.…

Ecco dunque l’illuminazione, l’ormai tradizionale illuminazione:

LEGGERÒ UN LIBRO

Bella idea, ma quale libro?!?!

I periodi di pausa, brevi o lunghi che siano, dopo un primo momento di totale stacco dalla quotidianità e di completo relax, hanno un privilegio: ti permettono di guardare la realtà con uno sguardo più distaccato e oggettivo. In questo modo è possibile rivedere il percorso svolto sino a quel momento e fare progetti futuri a breve o lungo termine, dandosi degli obiettivi.

Ho riflettuto a lungo sulla didattica, sulle metodologie da attuare e anche sulle possibili letture da proporre.

Tra i libri di testo a disposizione, oltre al “Quaderno dell’accoglienza”, al “Quaderno dello stampato”, al “Libro di metodo”, al “Libro delle discipline”, c’è “Il libro delle letture”.

All’inizio dell’anno, scorrendo le letture proposte, mi ero accorta che la maggior parte di esse erano tratte da albi illustrati. Così ho pensato di proporre in classe, per ciascuna lettura, l’albo originale, leggendolo per intero, in modo da stimolare il piacere della lettura grazie all’ascolto di una lettura ad alta voce e poi, come passo successivo, la lettura individuale e in autonomia di piccoli passaggi tratti dal testo.

Alla scoperta della lettura

Credo sia importante “accompagnare” i bambini nel fantastico processo di decodifica dei simboli finché questo diviene lettura vera e propria, prima di semplici parole e poi di frasi che acquisiscono suoni e significati precisi. La lettura, a mio avviso, deve essere una piacevole scoperta e non uno scoglio invalicabile. Per me il momento della lettura in classe è una frazione di tempo, un prezioso e speciale momento di intesa e condivisione tra insegnante e alunni. Il richiamo all’albo originale può fungere da duplice spunto per avvicinarsi alla biblioteca pubblica come luogo di cultura accessibile a tutti e come invito all’approccio all’albo illustrato e alla lettura più in generale, per appassionarsi ad essa fin da piccoli.

Ricordo quando leggemmo questo libro al nido durante “La giornata del genitore”, una giornata speciale in cui a turno i genitori partecipavano alla vita delle routine del nido e proponevano un’attività nel rispetto delle loro attitudini e di quelle del proprio figlio. Quel giorno i genitori erano la mamma e il papà di un bambino di due anni e mezzo, gran lettore e intenditore naturale di albi di qualità. Proposero la lettura ad alta voce proprio dell’albo in questione, “Nel paese dei mostri selvaggi”, accompagnando la lettura con la kora (uno strumento musicale della famiglia delle arpe a ponte). I bambini pur essendo molto piccoli ascoltavano con occhi e orecchi attenti la lettura, rapiti da questa magica atmosfera. L’unico un po’ contrariato fu proprio loro figlio, giustamente arrabbiato per questa condivisione della lettura (solitamente intima) con una moltitudine. Abituato a leggere “in poltrona” (in braccio alla mamma) questa proposta alternativa fu troppo per la sua sensibilità.

E veniamo allora alla lettura vera e propria… in classe:

Apro lo zaino ed estraggo il libro… “Wow, ci leggi un libro?”, “Che libro è? Il libro senza figure?!?”

Mi siedo sulla cattedra ed apro il libro di modo che tutti possano vedere.

Silenzio.

Inizio a leggere.

“Quella sera Max si mise il costume da lupo e ne combinò di tutti i colori”

“e anche peggio”

“La mamma gli gridò: – MOSTRO SELVAGGIO e Max le rispose: – E IO TI SBRANO. Così fu cacciato a letto senza cena”.

“Nella camera di Max quella sera una foresta crebbe.

E crebbe crebbe crebbe.”

Ascoltano incantati. Tutti. È pura magia… e io devo ammetterlo, mi faccio un po’ prendere dalla lettura e mi emoziono con loro.

“E appena arrivato nel paese dove abitano i mostri selvaggi quelli ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i denti, rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi”

Ma Max riuscì a domare i mostri. Insieme attaccarono la ridda selvaggia. Poi però Max si sentì solo e desiderò tornare da dove era venuto, un posto in cui c’era qualcuno che lo amava. Un profumo di cose buone da mangiare lo guidò sulla strada del ritorno…

“dove trovò la cena ad aspettarlo che era ancora calda”.

Commenti a caldo….

“Io sono Max! Perché anch’io mi posso trasformare, vuoi vedere?”

“Guarda maestra so roteare gli occhi come i mostri selvaggi”

“Maestra lo sai perché Max torna a casa? Perché ha paura che gli altri mostri selvaggi vogliono mangiarlo”

“Ma nooo… è perché gli manca la mamma…”

“Che bello, ce lo rileggi un’altra volta?”

 

Alcune riflessioni mie…
  • “…e navigò in lungo e largo per mesi e mesi infine dopo un anno o poco più giunse nel paese dei mostri selvaggi”. Curioso… nessuno si interroga sul tempo, su come fa Max a sopravvivere, a mangiare ecc… La concezione del tempo per i bambini è relativa, molto relativa ed effettivamente per loro accade proprio così, sia nel gioco che nella vita reale.
  • Mi piace osservare e ascoltare i bambini durante e dopo la lettura… chi è colpito da alcuni aspetti più “emotivi” del racconto e chi invece si lascia coinvolgere anche fisicamente dagli aspetti “di azione”, non riuscendo a stare fermo sulla propria sedia.
  • Mi piace a posteriori provare a individuare quella soglia, di matrice vygotskijana, dello sviluppo prossimale, capire chi “un gradino” l’ha già fatto e chi deve ancora farlo, chi è un po’ più cresciuto e chi deve ancora crescere, chi è più maturo e chi è ancora bambino, chi ama ancora travestirsi e trasformarsi in un personaggio fantastico e chi coglie il senso della frase finale “la cena era ancora calda”.
  • Se ripenso ai miei figli, ormai un po’ cresciuti, e “al ‘nostro’ cassetto dei travestimenti” qualche anno fa si apriva e richiudeva almeno cinque o sei volte al giorno. Uscivano pirati, principesse, cacciatori, orsi, scheletri, detective, personaggi inventanti e strampalati… Ora è cambiata completamente la tipologia del gioco e, anche essendo quella fase un’esperienza positiva, quando la si rievoca il ricordo è bellissimo, ma l’ebbrezza data dal gioco non è più la stessa.
  • La funzione delle illustrazioni in questa fase delicata di avviamento alla lettura, aiuta o distoglie la concentrazione dei bambini? Le immagini fungono da mediatori o possono essere fuorvianti? Si rendono utili al lettore o risultano indifferenti? Ovviamente non c’è una risposta giusta e che sia valida per tutti. Quindi… dipende! Essendo una fase di passaggio, per qualcuno può essere una cosa, per qualcun altro l’altra, entrambe contemporaneamente o nessuna delle due.
A questo punto ho consegnato i libri di lettura…

“Bimbi, andate a pagina 12…”

“Ma è Max…”

“…provate a leggere…”

“Ci riesco…”

“Anch’io…”

“Io ho letto il titolo”

“Io non riesco… non capisco”

“Tranquilli, ora un po’ alla volta leggiamo assieme… con calma, vedrete, leggeremo tutti!”

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